Zelensky incalza l’Europa su Putin e rilancia una nuova trilaterale diplomatica a Davos

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Davos, Zelensky: Ue non ha agito contro Putin e conferma trilaterale
Accuse dirette all’Europa
Nel pieno del Forum economico mondiale di Davos, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un duro atto d’accusa ai partner dell’Unione europea, denunciando una distanza crescente tra le dichiarazioni pubbliche e le decisioni effettive. Secondo il leader di Kiev, i governi europei “discutono del futuro” ma continuano a rinviare le scelte che potrebbero incidere davvero sull’andamento del conflitto.
Al centro delle critiche figura il commercio energetico con la Russia, che per il capo di Stato ucraino resta una falla strategica nelle sanzioni occidentali. Zelensky ha insistito sul fatto che le rotte marittime europee restano un canale decisivo per gli idrocarburi russi, nonostante due anni di guerra su larga scala.
Il presidente ha così messo in discussione la coerenza della risposta europea rispetto agli obiettivi dichiarati di contenimento di Vladimir Putin, sottolineando che finché il flusso di denaro verso Mosca non sarà tagliato in modo strutturale, ogni impegno politico rischia di restare solo simbolico.
Il nodo del petrolio russo
Zelensky ha richiamato l’attenzione sul fatto che il greggio russo continua a essere trasportato lungo le coste di diversi Stati Ue, aggirando o sfruttando le zone d’ombra dei regimi sanzionatori. A suo giudizio, ogni barile che raggiunge i mercati internazionali contribuisce a sostenere la macchina bellica russa, finanziando munizioni, droni e missili impiegati contro le città ucraine.
Il leader ucraino ha chiesto di colpire più severamente le flotte ombra, le compagnie assicurative e gli intermediari finanziari che permettono a Gazprom e ad altri colossi energetici russi di restare attivi sul mercato globale. Per Kiev, un embargo realmente vincolante dovrebbe includere controlli più stretti nei porti europei e un coordinamento serrato con Stati Uniti e G7.
In questa prospettiva, ogni rinvio è descritto come un vantaggio diretto per il Cremlino e come un costo crescente per l’architettura di sicurezza europea, esposta a nuove vulnerabilità energetiche e militari.
La trilaterale negli Emirati
Accanto alle critiche rivolte all’Unione europea, Zelensky ha confermato la disponibilità a un incontro trilaterale con Stati Uniti e Russia negli Emirati Arabi Uniti. La riunione, ancora in fase di definizione, viene presentata come un canale di pressione diplomatica aggiuntivo per mantenere alta l’attenzione internazionale sulla guerra e testare i margini di un eventuale negoziato.
Secondo l’impostazione ucraina, qualsiasi contatto dovrà poggiare sul rispetto dell’integrità territoriale, sul ritiro delle truppe russe e su garanzie di sicurezza a lungo termine, con il sostegno del blocco euro-atlantico. La presenza di Washington è considerata essenziale per bilanciare l’asimettria di potere con Mosca e per tradurre in impegni concreti le promesse di aiuti militari e finanziari.
La scelta degli Eau come sede offre un terreno neutrale e logisticamente favorevole, ma Zelensky insiste perché il percorso diplomatico non sostituisca il sostegno militare occidentale, giudicato decisivo per impedire nuovi avanzamenti russi sul fronte.
FAQ
D: Cosa contesta Zelensky all’Unione europea?
R: Denuncia l’assenza di azioni sufficientemente incisive contro la Russia, in particolare sul fronte energetico.
D: Perché il petrolio russo è centrale nelle sue critiche?
R: Perché, secondo Kiev, i proventi del greggio esportato finanziano direttamente la guerra contro l’Ucraina.
D: Qual è il ruolo delle coste europee nel traffico di greggio russo?
R: Le rotte marittime vicino ai Paesi Ue restano corridoi chiave per il trasporto del petrolio di Mosca.
D: Cosa chiede Zelensky in tema di sanzioni energetiche?
R: Un embargo più rigido, controlli portuali rafforzati e il blocco delle flotte ombra e dei canali assicurativi.
D: Chi parteciperà al vertice trilaterale annunciato?
R: Sono previsti rappresentanti di Ucraina, Stati Uniti e Russia, con mediazione negli Emirati Arabi Uniti.
D: Perché gli Emirati Arabi Uniti sono stati scelti come sede?
R: Offrono una piattaforma neutrale e un ruolo crescente come hub diplomatico ed energetico.
D: Quali condizioni pone l’Ucraina per qualsiasi dialogo con Mosca?
R: Ritiro delle truppe russe, rispetto dei confini internazionalmente riconosciuti e solide garanzie di sicurezza.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni riportate?
R: Le dichiarazioni sono state rese al Forum di Davos e riprese dall’agenzia di stampa askanews.




