YouTube sorpassa la televisione tradizionale, affermandosi come nuovo prime time grazie ai suoi creators innovativi

Indice dei Contenuti:
(Mohan) YouTube, ‘siamo la nuova tv e i creators sono il prime time’
Creators in prima serata
La piattaforma di Google è passata da sito di video virali a ecosistema che funziona come una vera emittente globale, con palinsesti, format e star riconoscibili. La scelta di ospitare in esclusiva lo streaming della cerimonia degli Oscar dal 2029 sancisce l’ingresso definitivo nel perimetro della tv tradizionale, ma con logiche on demand e algoritmiche. Il baricentro non sono più i network, bensì i singoli autori digitali.
Per il Ceo Neal Mohan i creator rappresentano il nuovo prime time, capaci di aggregare community più fedeli di molti programmi lineari e di alimentare attività economiche locali. Oltre 100 miliardi di dollari sono stati distribuiti in quattro anni a creatori, artisti e media company, con un contributo al Pil Usa di 55 miliardi nel 2024 e circa 490.000 posti di lavoro a tempo pieno.
La piattaforma spinge anche sui modelli di monetizzazione: shopping integrato, abbonamenti, fan funding e revenue share sugli annunci, in una logica che avvicina creator e grandi studi di produzione. Mohan chiede che governi e regolatori riconoscano i creatori come attori strutturali dell’industria dei media, con tutele e incentivi paragonabili a quelli delle major tradizionali.
IA tra creatività e rischio deepfake
L’esplosione di strumenti generativi rende sempre più labile il confine tra contenuti autentici e manipolazioni digitali, soprattutto quando si tratta di volti, voci e dichiarazioni verosimili. La diffusione di deepfake e degli “AI slop”, i video di bassa qualità prodotti in serie, minaccia fiducia, brand safety e sostenibilità del modello pubblicitario.
YouTube lavora sul doppio fronte dell’innovazione creativa e della protezione dell’ecosistema. La piattaforma potenzia i sistemi consolidati contro spam e clickbait, riducendo la circolazione di contenuti scadenti e dei media finti dannosi che violano le linee guida. I video generati o modificati con intelligenza artificiale vengono etichettati in modo visibile, mentre ai creator è richiesto di dichiarare esplicitamente se hanno alterato immagini, audio o contesto.
Secondo Mohan, l’IA sarà uno strumento al servizio dei professionisti, non un sostituto: a dicembre oltre un milione di canali al giorno ha usato le funzioni basate su AI per editing, doppiaggio o ideazione di nuovi format. L’obiettivo è valorizzare l’originalità del lavoro umano, mantenendo la piattaforma credibile per pubblico, inserzionisti e istituzioni.
Nuovi format, Shorts e tutela dei minori
L’espansione passa anche dai video brevi, gli YouTube Shorts, risposta diretta alla competizione con TikTok e Instagram. Qui l’intelligenza artificiale abilita filtri, remix, clone vocale autorizzato, giochi e sperimentazioni musicali, rendendo accessibile a milioni di persone una grammatica audiovisiva prima riservata agli studi professionali.
Allo stesso tempo, la piattaforma punta a diventare l’ambiente digitale più affidabile per bambini e adolescenti. Tra le priorità entro il 2026 c’è il rafforzamento dei controlli parentali, con procedure semplificate per la creazione di account e impostazioni di sicurezza più chiare per le famiglie. Il bilanciamento tra creatività, raccomandazioni personalizzate e protezione dei minori diventa un tassello chiave nel dialogo con regolatori e governi.
La centralità dei creator si traduce in nuove opportunità di business, ma anche in maggiori responsabilità editoriali. In un contesto dove la piattaforma si definisce “nuova tv”, la gestione del catalogo, la moderazione dei contenuti sensibili e la trasparenza sull’uso dell’IA assumono un valore strategico paragonabile alle scelte di palinsesto delle grandi emittenti tradizionali.
FAQ
D: Perché i creator sono considerati il nuovo prime time?
R: Perché attirano audience massive e fedeli in fasce orarie chiave, generando ricavi e impatto culturale paragonabili agli show tv tradizionali.
D: Qual è la strategia di YouTube contro i deepfake?
R: Rafforzare i sistemi di rilevazione, rimuovere i media manipolati dannosi ed etichettare chiaramente i contenuti generati o alterati con IA.
D: Che cosa sono gli “AI slop”?
R: Sono video realizzati in massa con intelligenza artificiale, di bassa qualità informativa o creativa, che la piattaforma cerca di de‑prioritizzare.
D: In che modo l’IA viene usata dai creator su YouTube?
R: Come strumento per editing, effetti, doppiaggi, musica e format innovativi, senza sostituire l’apporto creativo umano.
D: Quanto ha distribuito YouTube a creator e partner negli ultimi anni?
R: Oltre 100 miliardi di dollari in quattro anni tra creator, artisti e società dei media, secondo i dati diffusi da Neal Mohan.
D: Qual è il contributo economico dell’ecosistema YouTube negli Stati Uniti?
R: Nel 2024 ha generato 55 miliardi di dollari di Pil e sostenuto più di 490.000 posti di lavoro a tempo pieno.
D: Quali tutele chiede YouTube per i creator?
R: Riconoscimento normativo e benefici simili a quelli garantiti alle grandi società di comunicazione nei vari Paesi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle informazioni riportate?
R: I dati e le dichiarazioni sono tratti da un articolo dell’agenzia di stampa ANSA riguardante la lettera aperta del Ceo di YouTube Neal Mohan.




