X sotto accusa: immagini sessualizzate di Grok sfuggono al nuovo divieto, esplode la polemica
Indice dei Contenuti:
Persistenza dei contenuti non conformi
X continua a ospitare contenuti sessualizzati generati con Grok che ritraggono persone reali, nonostante il recente annuncio di divieto. Un’inchiesta de The Guardian riferisce che i giornalisti sono riusciti a creare brevi clip in cui donne reali, partendo da foto con abiti normali, vengono “spogliate” fino al bikini tramite l’app autonoma di Grok. Le stesse clip sono state poi caricate sulla piattaforma X e rese visibili quasi istantaneamente a qualunque utente, senza apparenti interventi di moderazione.
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Secondo il quotidiano britannico, il processo di generazione e pubblicazione non ha incontrato barriere tecniche né segnalazioni automatiche, evidenziando una distanza tra le policy annunciate e l’effettiva applicazione. L’esperimento dimostra come la creazione di immagini e video non consensuali, seppur “limitati” a bikini e costumi, rimanga possibile e distribuibile pubblicamente.
Il risultato contrasta con la posizione ufficiale di X, che in settimana aveva comunicato il bando dei contenuti sessualizzati di persone reali generati via IA. La persistenza di questi materiali in piattaforma pone interrogativi sulla capacità dei sistemi di rilevamento e rimozione, e sulla rapidità con cui la moderazione riesce a intervenire in un flusso pubblico ad alta velocità.
Reazioni e indagini internazionali
Govern i di paesi multipli hanno annunciato verifiche e possibili restrizioni su Grok dopo i casi di immagini sessualizzate diffuse su X. Le autorità stanno valutando se gli strumenti IA abbiano facilitato la creazione di contenuti non consensuali, inclusa la protezione dei minori, con richiami alle leggi nazionali su privacy e sicurezza online. Alcune istituzioni hanno preannunciato richieste formali di chiarimento tecnico e tempi di conformità.
La pressione regolatoria è cresciuta parallelamente alle segnalazioni sui flussi pubblici di contenuti manipolati, con ipotesi di blocchi temporanei del servizio ove non vengano adottate barriere efficaci. Gruppi per i diritti digitali chiedono trasparenza sugli algoritmi, audit indipendenti e canali rapidi di rimozione. Le piattaforme sono sollecitate a cooperare con le unità specializzate contro lo sfruttamento online.
Nel dibattito pubblico, le accuse si concentrano sull’apparente scarto tra annunci di policy e risultati reali sul campo. L’inchiesta di The Guardian è citata come prova della persistente accessibilità dei contenuti, mentre utenti e ricercatori segnalano la difficoltà di ottenere interventi tempestivi. Le autorità valutano sanzioni e obblighi di due diligence rafforzati per ridurre la recidiva operativa.
Misure di sicurezza annunciate e criticità
L’account Safety di X ha comunicato l’attivazione di blocchi tecnici sull’account @Grok per impedire l’editing di immagini di persone reali in abiti rivelatori come bikini, misura estesa a tutti gli utenti, inclusi gli abbonati. La piattaforma ha inoltre ribadito “tolleranza zero” verso sfruttamento minorile, nudità non consensuale e contenuti sessuali indesiderati, segnalando nuove restrizioni come parte di un rafforzamento delle policy.
Tuttavia, l’esperienza documentata da The Guardian mostra che i contenuti sessualizzati possono ancora essere creati con l’app autonoma di Grok e caricati su X senza filtraggio immediato, evidenziando un perimetro di enforcement limitato all’account integrato e non all’ecosistema esterno. L’assenza di moderazione tempestiva suggerisce carenze nei sistemi di rilevamento proattivo e nelle pipeline di segnalazione.
La discrepanza tra annunci e risultati operativi indica necessità di controlli multilivello: hash-matching per immagini e video, classificatori per contenuti generati da IA, e priorità di rimozione su contenuti potenzialmente non consensuali. Restano dubbi su copertura, falsi negativi e tempi di risposta, mentre la diffusione quasi istantanea rende cruciale un presidio in tempo reale e audit indipendenti sull’efficacia delle misure.
FAQ
- Che cosa ha annunciato X? Ha introdotto blocchi tecnici all’account @Grok e ribadito “tolleranza zero” verso contenuti sessuali non consensuali.
- Qual è la criticità principale emersa? I contenuti creati con l’app autonoma di Grok risultano ancora caricabili su X senza moderazione immediata.
- Quali strumenti servono per migliorare l’enforcement? Hash-matching, classificatori IA dedicati e priorità di rimozione in tempo reale.
- Le restrizioni coprono tutti i canali? Sembrano focalizzate sull’account @Grok, non sull’intero ecosistema esterno di generazione.
- Qual è il rischio principale per gli utenti? Esposizione a immagini sessualizzate non consensuali di persone reali, con diffusione rapida.
- Ci sono prove giornalistiche? Sì, l’inchiesta di The Guardian documenta la possibilità di generare e pubblicare tali contenuti.
- Quali azioni ulteriori sono attese? Audit indipendenti, trasparenza sui tassi di rimozione e sanzioni regolatorie in caso di inadempienza.




