X blocca guadagni ai profili che nascondono video di guerra AI

X vieta la monetizzazione dei video di guerra generati con intelligenza artificiale
Il social media X ha annunciato che escluderà per 90 giorni dal programma di monetizzazione gli account che pubblicano video sulla guerra generati con intelligenza artificiale senza etichettarli come tali. La misura, applicata a livello globale e valida da subito, diventerà permanente in caso di recidiva. La decisione arriva dopo mesi di critiche sul ruolo della piattaforma nella diffusione di contenuti manipolati, violenti e fuorvianti, soprattutto in contesti di conflitto. Il dirigente di X Nikita Bier ha motivato il cambio di passo spiegando che, in tempo di guerra, *«è fondamentale che le persone abbiano accesso a informazioni autentiche»*.
In sintesi:
- Video di guerra generati con AI non etichettati esclusi dalla monetizzazione su X.
- Sospensione di 90 giorni, con ban definitivo per chi ripete la violazione.
- Mossa in controtendenza rispetto all’indebolimento precedente della moderazione.
- Obiettivo dichiarato: limitare disinformazione e contenuti ingannevoli in tempo di guerra.
Perché la stretta di X sui video di guerra con AI è significativa
La scelta di Elon Musk e del suo team su X rompe con la linea seguita dal 2022, anno dell’acquisizione del social da parte del miliardario. In questi anni, la piattaforma ha progressivamente ridotto moderazione e controlli, favorendo la circolazione di contenuti controversi, polarizzanti e spesso falsi.
Il sistema di monetizzazione di X assegna agli utenti una quota dei ricavi pubblicitari generati dai loro post. In assenza di filtri efficaci, questa logica ha premiato contenuti sensazionalistici, divisivi e offensivi, che tendono a raccogliere più interazioni. Nel contesto delle guerre recenti, in particolare in Medio Oriente, ciò ha prodotto un’esplosione di video manipolati o completamente falsi, spesso generati con AI e difficili da distinguere dal reale.
Con la nuova policy, X tenta di colpire l’incentivo economico alla disinformazione visiva: chi usa l’intelligenza artificiale per creare video di guerra dovrà dichiararlo chiaramente, oppure perderà l’accesso ai ricavi, rischiando il blocco definitivo del canale di monetizzazione.
Possibili effetti futuri su moderazione, AI e modelli di business dei social
La stretta di X sui video di guerra generati con AI potrebbe diventare un precedente per altre piattaforme, chiamate a bilanciare libertà di espressione, innovazione tecnologica e responsabilità informativa. Se il blocco della monetizzazione si dimostrasse efficace nel ridurre la diffusione di contenuti manipolati, potrebbe aprire la strada a sistemi di etichettatura obbligatoria più rigorosi e a nuove metriche di qualità per l’accesso ai ricavi pubblicitari.
Resta da capire se X estenderà in futuro questa logica ad altri temi sensibili – politica, sanità, elezioni – e se affiancherà alla sanzione economica investimenti strutturali in moderazione umana e automatizzata. In gioco non c’è solo l’affidabilità del social, ma la sostenibilità stessa del suo modello di business basato sull’engagement.
FAQ
Cosa prevede la nuova regola di X sui video di guerra con AI?
La nuova regola vieta la monetizzazione agli account che pubblicano video di guerra generati con AI senza etichettarli come contenuti artificiali.
Quanto dura la sospensione dalla monetizzazione su X per chi viola la norma?
La sospensione dura 90 giorni per la prima violazione, ma può diventare definitiva in caso di recidiva documentata dalla piattaforma.
La policy sui video di guerra con AI vale solo per alcuni Paesi?
No, la misura ha portata globale e si applica a tutti gli account che partecipano al programma di monetizzazione di X.
Perché X collega la monetizzazione alla lotta alla disinformazione di guerra?
Perché togliendo i ricavi pubblicitari a chi pubblica video ingannevoli riduce l’incentivo economico a produrre e diffondere contenuti manipolati.
Da quali fonti è stata elaborata questa notizia su X e i video di guerra?
La notizia deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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