WhatsApp sotto esame: cosa cambia davvero con il Digital Services Act

Indice dei Contenuti:
WhatsApp deve rispettare il Digital Services Act
Nuovi obblighi per l’app di messaggistica
La Commissione europea ha classificato **WhatsApp** come piattaforma di dimensioni molto grandi per la funzione dei Canali, riconoscendo che non è più solo un servizio di messaggistica privata. Con oltre 51,7 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione, supera la soglia prevista dal Digital Services Act, entrando nel gruppo di servizi sottoposti agli obblighi più severi della normativa europea.
La designazione come VLOP comporta responsabilità specifiche sulle dinamiche informative che passano attraverso i Canali, considerati equivalenti a un social network per la loro capacità di diffondere contenuti a un pubblico potenzialmente illimitato. Per l’esecutivo guidato da **Ursula von der Leyen**, ciò rende necessario applicare tutte le tutele previste contro la disinformazione, l’abuso di potere algoritmico e la circolazione di contenuti illegali.
Secondo quanto confermato dal portavoce **Thomas Regnier**, la piattaforma controllata da **Meta** avrà quattro mesi di tempo per adeguarsi pienamente, con scadenza fissata a metà maggio 2026. Il mancato rispetto delle prescrizioni potrà portare a indagini formali, ordini correttivi e sanzioni pecuniarie proporzionate al fatturato globale del gruppo.
Canali tra spazio pubblico e rischi sistemici
I Canali, annunciati l’8 giugno 2023, sono flussi informativi pubblici unidirezionali in cui l’amministratore diffonde aggiornamenti a una platea di iscritti che può reagire solo tramite reazioni o sondaggi. Questa architettura li avvicina a un sistema di broadcasting, ma con la potenza di distribuzione di un social, e li colloca al centro dell’attenzione regolatoria europea.
Per il Digital Services Act, un servizio che raggiunge dimensioni così ampie deve analizzare e mitigare i rischi sistemici connessi al proprio uso: violazioni dei diritti fondamentali, compressione della libertà di espressione, manipolazione elettorale, campagne coordinate di disinformazione, oltre a criticità legate alla privacy e alla sicurezza dei dati. La Commissione pretende valutazioni indipendenti, audit periodici e massima trasparenza sulle misure messe in campo.
**WhatsApp**, diventata la terza piattaforma molto grande del gruppo dopo **Facebook** e **Instagram**, dovrà dimostrare come i contenuti diffusi nei Canali vengano gestiti, segnalati e, se necessario, rimossi, garantendo strumenti efficaci sia agli utenti sia alle autorità competenti nei diversi Stati membri dell’UE.
Strategia di Meta e precedenti regolatori
Un portavoce di **WhatsApp** ha ribadito che la crescita dei Canali in **Europa** e su scala globale sarà accompagnata da un rafforzamento delle misure di sicurezza e integrità, in linea con le aspettative normative regionali e con la responsabilità verso gli utenti. La società controllata da **Meta** dovrà ora tradurre queste dichiarazioni in procedure operative chiare e verificabili, dal design dei sistemi di segnalazione fino all’accesso dei ricercatori ai dati rilevanti.
L’esperienza recente su **Facebook** e **Instagram** mostra come la Commissione non esiti a intervenire: le indagini aperte hanno già evidenziato tre aree critiche, tra cui difficoltà per studiosi e istituti indipendenti nel reperire dati, strumenti poco intuitivi per segnalare contenuti illegali e sistemi di ricorso interni poco efficaci per contestare decisioni di moderazione. Tali rilievi rappresentano un precedente diretto per la gestione dei Canali.
Per rispettare pienamente il quadro imposto dal DSA, il gruppo guidato da **Mark Zuckerberg** dovrà investire in infrastrutture di compliance, documentazione tecnica dettagliata e dialogo strutturato con istituzioni, garanti della privacy e comunità accademica, puntando a ridurre il rischio di nuove contestazioni regolatorie.
FAQ
D: Perché la funzione dei Canali rientra nel campo di applicazione del DSA?
R: Perché trasforma **WhatsApp** in un servizio ibrido che combina messaggistica privata e diffusione pubblica di contenuti, assimilabile alle piattaforme social coperte dal DSA.
D: Cosa significa essere classificati come piattaforma di dimensioni molto grandi?
R: Significa superare i 45 milioni di utenti attivi mensili nell’UE e dover rispettare obblighi rafforzati di analisi dei rischi, trasparenza e cooperazione con le autorità.
D: Quali rischi sistemici devono essere valutati?
R: Violazioni di diritti fondamentali, manipolazione del dibattito pubblico, interferenze elettorali, diffusione di contenuti illegali e criticità in materia di privacy.
D: Entro quando devono essere completati gli adeguamenti?
R: **Meta** ha quattro mesi di tempo dalla designazione, con scadenza indicata per la metà di maggio 2026.
D: I Canali permettono interazioni dirette tra utenti?
R: No, gli iscritti possono solo reagire o partecipare a sondaggi, mentre i contenuti vengono pubblicati esclusivamente dall’amministratore.
D: Quali precedenti riguardano altre piattaforme del gruppo?
R: La Commissione ha già contestato a **Facebook** e **Instagram** ostacoli all’accesso ai dati per i ricercatori, strumenti di segnalazione poco accessibili e sistemi di ricorso deboli.
D: Qual è la posizione ufficiale dell’azienda?
R: **WhatsApp** afferma di voler rafforzare sicurezza e integrità, adeguandosi alle aspettative normative europee e alle responsabilità verso gli utenti.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento citata nel pezzo?
R: Le informazioni riprendono i contenuti resi noti dalla Commissione europea e riportati dalla stampa specializzata, inclusi gli aggiornamenti ufficiali menzionati dal portavoce **Thomas Regnier**.




