Weinstein dall’isolamento carcerario racconta l’inferno e rivendica innocenza

Harvey Weinstein, vita in cella tra isolamento, accuse e rivendicata innocenza
Nel carcere di Rikers Island, a New York, l’ex produttore cinematografico Harvey Weinstein, 73 anni, racconta al condirettore dell’Hollywood Reporter Maer Roshan condizioni di detenzione segnate da malattia, isolamento e minacce costanti da parte di altri detenuti.
Dal reparto medico dove è recluso per problemi cardiaci, cancro, diabete e stenosi spinale, Weinstein descrive una vita trascorsa per 23 ore al giorno in cella, su sedia a rotelle, quasi senza contatti umani.
Nonostante le condanne e il ruolo centrale nello scandalo che ha alimentato il movimento MeToo, ribadisce di non aver mai aggredito sessualmente nessuna donna e sostiene che molte accusatrici lo avrebbero fatto “per soldi”.
La sua testimonianza riapre il dibattito su condizioni carcerarie, responsabilità personali, potere a Hollywood e limiti della clemenza giudiziaria per figure crollate dal vertice dell’industria dell’intrattenimento.
In sintesi:
- Weinstein descrive Rikers Island come “un inferno” tra minacce, derisioni e isolamento forzato.
- Rivendica l’innocenza, pur ammettendo tradimenti, menzogne e uso improprio del proprio potere.
- Critica parte delle accusatrici e ne nega la piena attendibilità, distinguendosi dal caso Epstein.
- La relazione quotidiana con i figli resta l’unico sostegno psicologico per evitare il crollo.
Reclusione medica, memoria di Hollywood e contestazione del MeToo
Secondo il racconto di Maer Roshan, oggi Harvey Weinstein appare “più magro, più grigio, più pallido” rispetto al potente produttore che ha dominato Hollywood con titoli come “Shakespeare in Love”, “Il signore degli Anelli” e “Il paziente inglese”.
Ricoverato in un’unità medica separata dalla popolazione carceraria generale, afferma di non avere relazioni con altri detenuti, se non per le minacce: *“Weinstein, dammi soldi, dammi il tuo avvocato”*.
La giornata scorre quasi interamente in cella, con una sola mezz’ora d’aria sulla sedia a rotelle. L’unico svago è un tablet a pagamento: ogni film costa 4,95 dollari. Racconta di aver rivisto *“Good Will Hunting”* dopo 25 anni e di seguire anche piccoli titoli indipendenti, rimpiangendo il ruolo di distributore.
Nel suo reparto, dice, i detenuti gli chiedono soprattutto dei film di Quentin Tarantino, confermando quanto il suo passato resti associato al cinema mainstream, nonostante la caduta pubblica e giudiziaria.
Negazione delle aggressioni, casi controversi e paura di morire in carcere
Interrogato sulle accuse di violenza sessuale, Weinstein insiste: *“Ho mai aggredito sessualmente una donna? No, non l’ho mai fatto”*.
Ammette una vita di menzogne e infedeltà, l’uso dello staff per coprire i propri comportamenti, e di aver “ingannato” più donne, ma riduce molte denunce a opportunità economiche: alcune accusatrici, sostiene, avrebbero ricevuto da lui pagamenti fino a tre milioni di dollari.
Alla citazione del caso della modella Ambra Gutierrez e della registrazione undercover della polizia di New York, definisce la scena “imbarazzante e patetica”, ma ribadisce: *“Non l’ho mai toccata. Non mi hai mai visto metterle le mani addosso”*.
Si dice amareggiato per ex frequentazioni che oggi lo accusano, ricordando mail affettuose inviate dopo i presunti abusi.
Su Jeffrey Epstein prende nettamente le distanze: afferma di averlo incontrato “una o due volte”, di non essere mai stato suo amico e giudica i suoi crimini “orribili” e non comparabili ai propri.
Riguardo al futuro, teme una morte da recluso: a 74 anni, dice di non voler “morire qui dentro”, pur escludendo con decisione l’ipotesi del suicidio, che considera un tradimento imperdonabile verso i figli.
FAQ
In quali condizioni di salute si trova oggi Harvey Weinstein?
Attualmente Weinstein soffre di diabete, problemi cardiaci, cancro e stenosi spinale, che lo costringono spesso sulla sedia a rotelle e in un’unità medica separata a Rikers Island.
Quante ore al giorno Harvey Weinstein resta chiuso in cella?
Weinstein dichiara di trascorrere circa 23 ore al giorno in cella, con solo mezz’ora d’aria e contatti limitati a guardie e personale sanitario.
Harvey Weinstein ha ammesso aggressioni sessuali nelle sue dichiarazioni?
No, Weinstein nega costantemente qualsiasi aggressione sessuale, pur ammettendo tradimenti, bugie e relazioni inappropriate, e attribuisce a motivazioni economiche parte delle accuse ricevute.
Qual è oggi il rapporto di Harvey Weinstein con i suoi figli?
Weinstein afferma di parlare ogni giorno con tre dei suoi cinque figli, che sostengono la sua versione e rappresentano, secondo lui, l’unico vero sostegno psicologico in carcere.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione è stata elaborata a partire da contenuti e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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