Vicesindaca di Crans-Montana rompe il silenzio: perdono sì, dimissioni no, ecco cosa nasconde la svolta
Assunzione di responsabilità e richiesta di perdono
Nicole Bonvin Clivaz, vicesindaca di Crans-Montana, riconosce l’errore istituzionale: “non ci sono scuse per non aver chiesto scusa”. Ammette la mancanza di sensibilità dopo la tragedia e si rivolge direttamente alle famiglie colpite, affermando vicinanza alle vittime e al loro dolore. La dirigente pubblica formula una chiara richiesta di perdono, prendendo atto delle criticità nella gestione comunicativa immediata.
Nel suo intervento, Clivaz precisa che quando “si è sulla linea di fuoco” si può essere maldestri, ma insiste sull’obbligo morale di rimediare. Ribadisce la volontà di riparare alla conferenza stampa del sindaco Nicolas Féraud, finito sotto accusa per l’assenza di scuse ufficiali subito dopo i fatti. La vicesindaca sottolinea che il messaggio è rivolto alle persone che soffrono e chiede comprensione per l’errore commesso.
Il passo indietro pubblico è presentato come atto dovuto e come assunzione di responsabilità politica. Clivaz intende ristabilire fiducia con una presa di posizione netta, evitando ambiguità e invitando alla coesione della comunità locale nel rispetto delle vittime e dei loro familiari.
Indagine in corso e trasparenza istituzionale
Nicole Bonvin Clivaz annuncia una piena collaborazione con l’inchiesta, sottolineando che la verifica sui locali de Le Constellation non è stata effettuata come dovuto. Ammette una “mancanza nei controlli” e afferma che le responsabilità saranno accertate dagli inquirenti, senza anticipare conclusioni. L’obiettivo dichiarato è chiarire procedure e omissioni con rigore documentale.
La vicesindaca spiega che la ricostruzione amministrativa è complessa: sono stati recuperati gli archivi storici e consegnati tutti gli atti disponibili. Parla di un lavoro serrato per rimettere insieme sessant’anni di pratiche, orientato a garantire massima tracciabilità e accesso agli elementi utili alle verifiche. La durata dell’indagine, avverte, sarà lunga e richiederà pazienza istituzionale.
Il comune, riferisce Clivaz, ha scelto la via della trasparenza: consegna integrale dei documenti, cooperazione con la procura e impegno a comunicare solo fatti verificati. Nessuna anticipazione di colpe, ma disponibilità a fare luce su norme, ispezioni e responsabilità amministrative, nel rispetto delle famiglie coinvolte e del perimetro giudiziario.
Nessune dimissioni e prosecuzione del mandato
Nicole Bonvin Clivaz esclude ipotesi di dimissioni e conferma la continuità amministrativa a Crans-Montana. La vicesindaca rivendica la necessità di proseguire il mandato per garantire gestione operativa, supporto alle famiglie e collaborazione con gli inquirenti. La linea è di responsabilità attiva: riconoscere gli errori, correggere le procedure e restare al timone istituzionale.
La decisione arriva mentre si valuta l’assetto dei controlli su Le Constellation e si consolidano gli obblighi di trasparenza. Clivaz insiste su una governance stabile per evitare vuoti decisionali in una fase delicata dell’inchiesta. Nessuna fuga in avanti, ma un impegno a rispondere con atti e documenti verificabili.
La priorità indicata è duplice: tenere informata la comunità e assicurare che l’amministrazione adempia ai compiti essenziali. La vicesindaca lega la scelta di restare alla necessità di completare la ricostruzione archivistica e di sostenere il percorso giudiziario, mantenendo un contatto costante con le parti coinvolte.
FAQ
- La vicesindaca ha presentato le dimissioni?
No, ha confermato la prosecuzione del mandato. - Qual è la priorità dell’amministrazione?
Collaborare con l’inchiesta e sostenere le famiglie colpite. - Perché non si dimettono?
Per garantire continuità, correggere le procedure e assicurare trasparenza. - Cosa è stato ammesso sui controlli?
Una mancanza nelle verifiche sui locali de Le Constellation. - Che rapporto c’è con la procura?
Consegna integrale dei documenti e piena cooperazione. - Quali tempi per l’inchiesta?
Saranno lunghi, vista la complessità e l’ampiezza degli archivi.




