Venezuela sotto assedio: spari e carri armati a Caracas, repressione dilaga e la città trema

Indice dei Contenuti:
Repressione a caracas: posti di blocco, perquisizioni e colectivos
Caracas si è risvegliata blindata: tank dispiegati, posti di blocco ovunque, uomini armati e incappucciati agli incroci. Le pattuglie dei colectivos fermano i passanti, controllano i telefoni alla ricerca di messaggi filo-usa. Giornalisti perquisiti, trattenuti e poi rilasciati; uno, l’italiano Stefano Pozzebon della CNN, è stato espulso. La città è avvolta da una stretta repressiva che spegne ogni voce critica.
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La calma innaturale seguita al raid americano è svanita all’alba, sostituita da paura e silenzio. I vertici del potere chavista hanno serrato la capitale, imponendo controlli capillari e allargando il raggio delle operazioni. L’aria è di sospetto costante, con la popolazione ridotta alla cautela.
Nel cuore della notte, raffiche d’arma da fuoco vicino a Miraflores e droni abbattuti hanno alimentato il panico. Le autorità hanno parlato di “confusione interna” tra reparti: velivoli di vigilanza non riconosciuti sono stati colpiti dalle unità a terra. Un episodio rivelatore del deterioramento del coordinamento di sicurezza e del clima tesissimo nelle strade.
Caos istituzionale: triunvirato al potere e decreto di emergenza
All’indomani del giuramento di Delcy Rodríguez come presidente ad interim, il potere si è ricomposto in un triunvirato con Diosdado Cabello agli Interni e Vladimir Padrino López alla Difesa. Due architravi del sistema: polizia ed esercito sotto una catena di comando che privilegia la disciplina e il controllo, dopo giornate di tensione e scontri informativi tra corpi dello Stato.
Il decreto di eccezionalità varato nelle ore successive autorizza una vasta operazione di polizia contro presunti fiancheggiatori dell’azione militare statunitense. Gli organi nazionali, statali e municipali sono incaricati di cercare e catturare chiunque abbia promosso o sostenuto l’attacco, con procedure accelerate e margini estesi per perquisizioni e fermi.
Il giro di vite coinvolge anche ciò che resta dell’opposizione: il Comitato per la liberazione dei prigionieri politici segnala sospensione delle visite e blocco delle comunicazioni ai detenuti. Intanto, lo smacco operativo emerso con l’abbattimento dei droni evidenzia crepe nel coordinamento tra forze di terra e sorveglianza, mentre il baricentro decisionale resta saldamente ancorato alla sicurezza interna.
Prospettive esterne: rapporti con gli stati uniti e rischio di escalation
Il fronte esterno resta il punto più fragile. Il triunvirato guidato da Delcy Rodríguez, con Diosdado Cabello e Vladimir Padrino López, deve calibrare il rapporto con gli Stati Uniti senza perdere il controllo interno. La priorità è evitare sanzioni aggiuntive e pressioni militari, mantenendo canali minimi di interlocuzione con Washington.
L’incapacità mostrata nel coordinamento anti-aereo espone il regime a nuovi test di forza, mentre la retorica ufficiale alterna aperture tattiche e minacce di ritorsione. Ogni concessione alla cooperazione con gli USA rischia di irritare le basi del chavismo, ma lo scontro frontale potrebbe accelerare crisi economica e instabilità.
La sfida è duplice: rassicurare i partner esteri sul contenimento della crisi e disinnescare la pressione dell’opposizione. Senza una strategia chiara, la spirale di controlli e arresti può alimentare errori di calcolo e incidenti come quello dei droni, aprendo a una possibile escalation diplomatica e a nuovi attriti sul terreno.
FAQ
- Qual è la situazione della sicurezza a Caracas?
La capitale è presidiata da tank, posti di blocco e pattuglie dei colectivos, con perquisizioni e controlli capillari sui cittadini. - Chi compone l’attuale vertice di potere venezuelano?
Un triunvirato formato da Delcy Rodríguez (presidente ad interim), Diosdado Cabello (Interni) e Vladimir Padrino López (Difesa). - Qual è il contenuto principale del decreto di emergenza?
Autorizza la ricerca e cattura di presunti sostenitori dell’attacco statunitense, ampliando i poteri di perquisizione e fermo alle forze dell’ordine. - Perché l’episodio dei droni è rilevante?
Rivela gravi falle di coordinamento tra reparti, con velivoli di vigilanza abbattuti per “confusione interna”. - Come incidono gli Stati Uniti sulla crisi venezuelana?
Le scelte di Washington condizionano sanzioni, pressione diplomatica e rischio di nuove frizioni operative con il regime. - Quali sono i rischi immediati di escalation?
Ulteriori incidenti di sicurezza, irrigidimento repressivo e deterioramento dei rapporti con gli USA possono innescare nuove tensioni interne ed esterne.




