Venditori porta a porta manomettevano i Pos: scoperta maxi frode digitale da oltre tre milioni di euro

Indice dei Contenuti:
Il trucchetto della cifra sul Pos dei venditori porta a porta: truffa da 3 milioni di euro
Il raggiro porta a porta
Una rete di venditori porta a porta, guidata secondo gli inquirenti da un uomo arrestato dalla Guardia di finanza di Salò, avrebbe colpito almeno duecento persone in tutta Italia, in prevalenza anziani soli e vulnerabili. I truffatori si presentavano come tecnici specializzati, talvolta millantando incarichi per conto del Comune o di enti pubblici, per vendere rilevatori di gas a prezzi gonfiati.
I dispositivi venivano descritti come indispensabili per la sicurezza domestica, sfruttando il timore di fughe di gas e presunti controlli imminenti. Le vittime si sentivano pressate a decidere subito, spesso sulla soglia di casa, senza possibilità di confrontare offerte o informarsi. Una volta ottenuto il consenso all’acquisto, entrava in gioco il terminale di pagamento elettronico.
Proprio nel momento in cui tutto sembrava regolare, la cifra digitata sul Pos risultava molto più alta rispetto a quella concordata verbalmente. Gli anziani, spesso poco avvezzi ai pagamenti digitali, non si accorgevano dell’inganno se non giorni dopo, verificando l’estratto conto.
Il falso obbligo di legge e il trucco sul Pos
Secondo la procura di Brescia, l’elemento chiave del raggiro era il richiamo a una presunta “legge” che imporrebbe l’installazione dei rilevatori di gas in tutte le abitazioni, pena sanzioni e controlli. Questa norma non esiste, ma era presentata come recentissima e poco conosciuta, così da scoraggiare verifiche. L’argomento risultava particolarmente efficace con gli over 70, già bombardati da messaggi su sicurezza domestica e rischi energetici.
Una volta convinte le vittime, i venditori proponevano il pagamento immediato tramite Pos, rassicurando sul costo “convenzionato”. La truffa scattava nell’inserimento dell’importo: sul display veniva digitata una cifra anche dieci volte superiore, spesso oltre i mille euro, contando sulla scarsa dimestichezza degli anziani con terminali e ricevute elettroniche.
Gli scontrini venivano consegnati velocemente o addirittura evitati con la scusa di inviarli via mail, rendendo più difficile un controllo a caldo e guadagnando tempo per allontanarsi.
Indagine, sequestri e aree coinvolte
L’inchiesta, coordinata dalla procura di Brescia, ha portato a individuare un’organizzazione con base nel Bresciano e 49 soggetti operativi tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. Gli episodi di truffa accertati sono almeno 208, ritenuti circa il 18% del fenomeno complessivo stimato dagli investigatori, a conferma di un sistema strutturato e non di pochi casi isolati.
Secondo la Guardia di finanza, il bottino complessivo ammonterebbe a circa 2,84 milioni di euro, transitati sui conti di società intestate a prestanome e riconducibili, di fatto, al presunto dominus dell’associazione. Le somme sono state sequestrate insieme ad altri 327 mila euro contestati per riciclaggio, oltre ai 70 mila euro già bloccati in perquisizioni effettuate nel gennaio 2025.
Gli inquirenti ipotizzano un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e al riciclaggio, mentre proseguono gli accertamenti per intercettare altre vittime che ancora non hanno presentato denuncia, spesso per vergogna o timore di ammettere ai familiari di essere state ingannate.
FAQ
D: Come agivano concretamente i venditori?
R: Si presentavano a domicilio come tecnici, proponevano rilevatori di gas e digitavano sul Pos importi molto superiori a quelli concordati.
D: Chi coordina l’indagine?
R: L’inchiesta è coordinata dalla procura di Brescia, con esecuzione operativa della Guardia di finanza di Salò.
D: Quante persone sono state truffate?
R: Sono stati accertati almeno 208 episodi, ma gli investigatori stimano un numero complessivo di vittime molto più alto.
D: A quanto ammonta il profitto illecito stimato?
R: Gli inquirenti parlano di circa 2,84 milioni di euro, più ulteriori somme sottoposte a sequestro per riciclaggio.
D: In quali regioni è stata attiva la rete?
R: Le truffe hanno interessato Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto.
D: L’installazione dei rilevatori di gas è obbligatoria per legge?
R: No, non esiste la legge descritta dai truffatori; si tratta di un falso argomento usato per fare pressione sulle vittime.
D: Cosa devo controllare quando pago con Pos?
R: Va sempre verificato sul display l’importo inserito e conservata la ricevuta, controllando poi l’addebito sull’estratto conto.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni ricostruiscono e sintetizzano quanto emerso da lanci e approfondimenti di cronaca, tra cui la copertura del quotidiano Corriere della Sera sulla vicenda delle truffe con Pos ai danni di anziani.




