Valentino protagonista assoluto: l’omaggio sorprendente di Dario Ballantini svela il debito artistico che nessuno immaginava

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Ricordo e gratitudine
Dario Ballantini affida all’Adnkronos un tributo sobrio e intenso: “Valentino è stato la svolta della mia carriera, gli devo tutto”. Il comico ricorda l’“imperatore della moda”, scomparso il 19 gennaio a 93 anni, sottolineando quanto quell’imitazione, coltivata per oltre trent’anni a Striscia la Notizia, abbia ridefinito il suo percorso artistico.
Ballantini parla di un rapporto che va oltre la caricatura: una riconoscenza professionale trasformata in cifra identitaria, al punto da chiudere da anni i suoi spettacoli teatrali con la maschera di Valentino. Il sentimento oggi cambia tono: la gag lascia spazio a un segno di rispetto, “diventerà un saluto”, per evitare battute fuori luogo in un momento di lutto.
Nelle sue parole emerge la misura di un debito simbolico: l’icona globale che gli ha permesso di dialogare con il costume e con il pubblico, costruendo una satira popolare ma mai gratuita. La scomparsa dello stilista sancisce per Ballantini la fine di un’epoca e l’inizio di una memoria condivisa, dove l’imitazione resta testimonianza affettiva e professionale di un legame che ha inciso sulla televisione italiana e sulla sua cifra comica.
Nascita di un personaggio
Nei primi anni di televisione, le imitazioni di Dario Ballantini non decollavano: quindici stagioni senza il riscontro atteso. La svolta arriva a Striscia la Notizia quando si decide di creare un’imitazione “aperta”, capace di uscire dallo studio e misurarsi con la realtà.
La scelta cade su Valentino, figura di rilievo internazionale: da lì prende forma un format nuovo, la satira della moda applicata a un personaggio globale, mai esplorata con quella continuità. L’innesto tra notorietà del soggetto e linguaggio comico genera un impatto televisivo inedito.
Ballantini calibra la parodia con una “vis comica” personale, costruendo un ritratto riconoscibile e allo stesso tempo mobile, in strada e sul set. Il risultato è un successo durato decenni, capace di coniugare intrattenimento pop e osservazione del costume, fino a trasformare quell’imitazione nel suo marchio di fabbrica.
Incontri e aneddoti
I rapporti con la maison di Valentino iniziano in modo collaborativo: ai primi sketch arrivano persino alcuni abiti originali, segnale di apertura e curiosità verso la satira.
Con il passare del tempo emergono irritazioni, poi rientrate: il gioco delle parti lascia spazio a una stima reciproca, fino al riconoscimento pubblico.
Lo stesso Valentino Garavani osserva che, in abiti civili, Dario Ballantini ricorda il suo volto da giovane, un inciso che suggella la distanza ridotta tra personaggio e imitatore.
L’unico faccia a faccia diretto avviene a Roma, alla prima del film di Gabriele Muccino con Will Smith, “La ricerca della felicità”.
L’ironia è totale: Ballantini non è truccato da Valentino, ma da Valentino Rossi, creando un cortocircuito tra nomi e identità.
In quell’occasione Garavani gli poggia una mano sulla spalla e saluta con un “ciao caro”, la stessa battuta che Ballantini ripeteva nelle sue parodie, come marchio di fabbrica.
Da quel mosaico di episodi nasce una dialettica rara tra satira e alta moda: iniziale cautela, qualche frizione, quindi l’approdo a un rispetto consolidato.
Il percorso testimonia come la caricatura, quando misura e competenza si incontrano, possa trasformarsi in racconto culturale condiviso.
Per Ballantini, quegli incontri e quelle frasi diventano materia viva, destinata a sopravvivere sulla scena, ora con il tono composto del tributo.
FAQ
- Chi ricorda pubblicamente Valentino? Dario Ballantini, storico imitatore a Striscia la Notizia.
- Qual è l’aneddoto più significativo? L’incontro alla prima romana del film di Gabriele Muccino, quando Ballantini era truccato da Valentino Rossi.
- Come si sono evoluti i rapporti con la maison? Da iniziale collaborazione a momenti di fastidio, fino a un apprezzamento conclusivo.
- Quale frase iconica lega i due? “Ciao caro”, saluto pronunciato da Valentino Garavani e ripreso nelle parodie.
- Ballantini ha ricevuto abiti dalla maison? Sì, agli esordi furono forniti alcuni capi per gli sketch.
- Come cambierà l’imitazione dopo la scomparsa? Diventerà un saluto sobrio, evitando battute fuori luogo.
- Fonte giornalistica citata? Intervista e dichiarazioni raccolte da Adnkronos.




