Usa laboratorio del fronte anti Ai svela convergenze insospettabili tra destra e sinistra e riaccende scontro globale

Indice dei Contenuti:
Usa, partito trasversale anti-Ai mette alla prova le divisioni tra destra e sinistra
Asse pro-IA e nuova geografia politica
Negli Stati Uniti l’asse tra il movimento Maga e i giganti di Silicon Valley ha ridisegnato i confini politici attorno all’intelligenza artificiale. L’ex presidente Donald Trump ha convinto decine di Ceo tech con la promessa di deregulation, meno vincoli sui modelli generativi e una corsa senza freni per battere la Cina.
Con l’ordine esecutivo Winning the Race: America’s AI Action Plan, firmato a fine 2025, la Casa Bianca ha indicato come priorità “accelerare l’innovazione” e “rimuovere” le regole considerate d’intralcio allo sviluppo. Una scelta accolta con entusiasmo da venture capitalist e big dell’IA, che intravedono ritorni potenziali da migliaia di miliardi di dollari.
Parallelamente è cresciuta la lobby pro-IA al Congresso, sostenuta da super Pac come quello creato da Meta per colpire i politici più diffidenti verso la tecnologia. Le stime parlano di oltre 100 milioni di dollari pronti a finanziare candidati favorevoli a nuovi data center e incentivi fiscali, mentre restano pochi i nomi disposti a sfidare apertamente i colossi digitali.
Il fronte trasversale anti-IA
Contro questa spinta si è formato un “partito trasversale” che unisce figure di destra e sinistra, giuristi, ambientalisti e attivisti locali. È il caso di Ron DeSantis, governatore della Florida, che ha proposto un “AI Bill of Rights” per restituire potere decisionale alle comunità sui progetti tecnologici, denunciando il deficit di capacità di rete negli Stati Uniti.
Sul fronte opposto dello spettro politico, il senatore Bernie Sanders invoca una moratoria nazionale sui nuovi data center, sostenendo che la democrazia debba “rallentare il processo” per governare i cambiamenti e distribuire i benefici dell’IA oltre la cerchia degli oligarchi tech. Posizioni spesso vicine a quelle di esponenti come Alexandria Ocasio-Cortez o allo stratega politico Morris Katz, che spinge i democratici verso un atteggiamento aggressivo contro l’uso incontrollato dell’IA.
A sorpresa, candidati come Alex Bores, ex dipendente di Palantir in corsa per il seggio di Jerry Nadler a New York, diventano bersagli diretti della lobby tecnologica proprio per la scelta di sfidare il potere dei nuovi colossi dell’intelligenza artificiale.
Data center, proteste locali e riforme
A pochi chilometri da Washington, la cosiddetta Data Alley in Virginia concentra circa il 70% del traffico Internet globale con oltre 200 data center destinati a raddoppiare. A Ashburn residenti denunciano bollette in aumento, consumo d’acqua fuori controllo e una città circondata da “cubi grigi” che ricordano un futuro distopico.
Il malcontento ha generato oltre 140 gruppi di attivisti in 24 Stati, dalla California al Texas, fino a Oregon, Indiana e Missouri. Molti elettori dichiarano di essere pronti a votare chi imporrà limiti all’espansione dei data center, a prescindere dall’appartenenza partitica. In Virginia, il Piedmont Environmental Council ha lanciato i “Four Pillars of Data Center Reform”: trasparenza decisionale, permessi sottoposti a controlli statali più severi, tutele per residenti e imprese locali, incentivi per efficienza energetica.
Sondaggi Gallup e Pew Research Center indicano che l’80% degli adulti vuole una regolazione forte dell’IA e solo il 17% crede che avrà un impatto positivo nei prossimi vent’anni, percentuali in linea con la diffidenza rilevata tra i democratici dal sondaggio della Quinnipiac University.
FAQ
D: Perché sta nascendo un fronte anti-IA bipartisan negli USA?
R: Perché gli impatti su energia, lavoro, territori e disuguaglianze superano le tradizionali divisioni tra destra e sinistra.
D: Qual è il contenuto principale dell’ordine esecutivo di Trump sull’IA?
R: Winning the Race: America’s AI Action Plan punta a velocizzare l’innovazione e tagliare norme considerate dannose per la crescita del settore.
D: Che cosa propone Bernie Sanders sull’espansione dei data center?
R: Chiede una moratoria nazionale per dare tempo alla politica di regolamentare costi sociali, ambientali e occupazionali dell’IA.
D: In cosa consiste l’“AI Bill of Rights” di Ron DeSantis?
R: In un pacchetto di misure per rafforzare il controllo locale sui progetti IA e limitare l’impatto sulle infrastrutture energetiche statali.
D: Qual è il ruolo di Meta nella battaglia politica sull’IA?
R: Ha creato un super Pac per sostenere candidati pro-innovazione e contrastare gli eletti più restrittivi verso il settore tech.
D: Perché la Data Alley in Virginia è diventata un caso nazionale?
R: Per l’altissima concentrazione di data center, l’aumento di consumo energetico e le tensioni con le comunità locali su acqua, paesaggio e costi.
D: Come la popolazione americana percepisce l’IA secondo i sondaggi?
R: La maggioranza chiede più regolazione e teme effetti negativi su lavoro, privacy e qualità della vita.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di questo scenario politico sull’IA?
R: L’analisi è basata su un approfondimento firmato dal giornalista Angelo Paura e ripreso dall’agenzia AdnKronos.




