USA attaccano il Venezuela: Caracas nel panico, finestre che tremano e timore di dure rappresaglie

Testimonianze da Caracas
Le detonazioni si sono susseguite a ondate sulla capitale, mentre i velivoli militari sorvolavano a bassa quota Caracas e le sirene si attivavano in ritardo insieme a un sistema antiaereo apparso impreparato. Dalle zone di Fuerte Tiuna, da El Cuartel de la Montaña e dall’aeroporto di Higuerote si sono levate colonne di fumo, documentate da decine di video girati dai residenti nel pieno dei bombardamenti. «Ci siamo svegliati di colpo, le finestre tremavano, non capivamo cosa stesse succedendo», racconta María Suarez, residente nel municipio di El Libertador, che teme «ulteriori azioni militari» nelle prossime ore.
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Nei quartieri popolari e nelle aree centrali la popolazione ha cercato riparo in casa, mentre nelle strade si sono visti mezzi corazzati e pattuglie dell’esercito. «Non c’è nulla da festeggiare. C’è agitazione ovunque. È meglio non uscire», riferisce la leader sociale Katiusca Díaz da Petare, segnalando fermo immotivati e posti di blocco diffusi. Fonti locali parlano dell’ingresso di gruppi irregolari armati in diversi settori urbani e rurali, con intere zone finite sotto controllo non governativo.
Alcuni reporter sul campo denunciano la presenza di vittime civili attribuibili ai raid. «Chiamarlo attacco chirurgico è fuorviante: qui ci sono morti, e forse non verranno mai forniti numeri ufficiali», testimoniano operatori locali raggiunti telefonicamente. Nel frattempo si registrano blackout a intermittenza in aree di Caracas e nello Stato di Zulia, con segnalazioni diffuse di rallentamenti e blocchi della rete internet che complicano ulteriormente la circolazione delle informazioni e i soccorsi.
La cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, rivendicata dall’ex presidente Donald Trump come «operazione brillante» su Truth, ha alimentato un clima di allerta e il timore di rappresaglie dell’apparato militare e di milizie filogovernative. In risposta, il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha incitato la mobilitazione popolare minacciando ritorsioni contro gli «americani», mentre il noto attore Winston Vallenilla ha invocato la resistenza contro quella che definisce «azione ignobile contro un Paese sovrano». Nel caos di queste ore, la linea di faglia tra obiettivi militari e aree civili è apparsa fragile, alimentando la paura di una nuova escalation nei quartieri residenziali.
Timori per prigionieri e ostaggi
La sorte dei prigionieri politici e degli ostaggi stranieri è diventata il principale motivo di allarme tra i familiari e le organizzazioni per i diritti umani, che denunciano il rischio di rappresaglie in risposta all’operazione militare. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha chiesto agli Stati Uniti una «prova di vita» del presidente Nicolás Maduro, richiesta che ha riacceso il dibattito sulle verifiche di incolumità negate per anni ai detenuti. «Quante volte sono state reclamate prove di vita dei prigionieri politici senza alcun esito?», replica lo youtuber argentino Néstor Levar, sottolineando il doppio standard nella comunicazione ufficiale.
Le famiglie temono un’escalation nelle carceri, in particolare dopo le minacce circolate tra i detenuti di El Rodeo I, dove è recluso Alberto Trentini. L’avvocata Tamara Suju, dell’Istituto Casla, avverte che qualsiasi violenza contro i prigionieri configurerebbe «crimine di lesa umanità» e chiede una vigilanza internazionale costante. Nel frattempo, alcuni parenti evitano prese di posizione pubbliche per non esporre i propri cari e sollecitano corridoi di protezione immediati nelle strutture detentive.
Fatima Sequea, con madre, fratello e nipote in custodia, invoca la «preservazione dell’incolumità» degli oltre 800 detenuti politici e chiede rilasci mirati per ridurre la pressione in cella. Secondo fonti locali, al momento la situazione carceraria appare sotto controllo e nelle ultime settimane sono stati liberati 190 arrestati dopo le elezioni presidenziali del luglio 2024. Resta alta l’attenzione della Farnesina: il ministro Antonio Tajani assicura un monitoraggio continuo sui cittadini italiani detenuti, tra cui Biagio Pilieri e lo stesso Trentini, con contatti operativi per verificare condizioni e localizzazione.
La richiesta condivisa delle famiglie e delle Ong è l’accesso indipendente di osservatori internazionali, garanzie di comunicazione con l’esterno e tracciabilità degli spostamenti dei detenuti. In assenza di dati ufficiali completi, le segnalazioni di trasferimenti non notificati e di interruzioni delle comunicazioni in alcune aree alimentano l’incertezza, mentre gli esperti temono che la crisi istituzionale possa tradursi in pressioni illegittime su prigionieri e ostaggi per fini negoziali.
Appelli dei connazionali in pericolo
La comunità italiana in Venezuela, stimata in circa 200mila connazionali oltre a un’ampia platea di oriundi senza cittadinanza, segnala un aumento del rischio personale e chiede misure di tutela immediate. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato un monitoraggio costante «di tutto ciò che accade», con priorità alle condizioni dei cittadini italiani e dei loro familiari presenti nelle aree più esposte. Contatti diplomatici e canali consolari sono stati attivati per la raccolta di segnalazioni, la mappatura delle criticità logistiche e l’assistenza nei casi più vulnerabili.
Molti preferiscono non esporsi pubblicamente per evitare possibili ritorsioni, ma il quadro che emerge è di insicurezza diffusa. «Ho la famiglia qui, non voglio metterli in pericolo», riferiscono alcuni residenti raggiunti telefonicamente. L’imprenditore Roberto D’Annunzio denuncia una percezione di vulnerabilità crescente e sollecita una presenza più incisiva delle istituzioni italiane sul territorio: «Ci sentiamo più esposti che mai. Il governo italiano dovrebbe fare qualcosa».
Le richieste più urgenti riguardano la protezione degli anziani e dei soggetti fragili. «Una quota rilevante dei nostri connazionali, tra cui mia madre, è composta da persone in età avanzata che necessitano di maggiore attenzione proprio in queste ore», aggiunge D’Annunzio. Le interruzioni di energia elettrica e i rallentamenti della rete internet in diverse zone di Caracas e nello Zulia complicano la reperibilità e la pianificazione di eventuali evacuazioni mirate, mentre i blocchi stradali e la presenza di forze armate e gruppi irregolari limitano gli spostamenti.
Le strutture consolari stanno incrociando le segnalazioni con le informazioni sul terreno per individuare corridoi sicuri, garantire assistenza documentale d’urgenza e agevolare il contatto con i familiari in Italia. Le associazioni della comunità italo-venezuelana invitano alla prudenza, a evitare movimenti non necessari e a mantenere linee di comunicazione ridondanti, anche via messaggistica a basso consumo dati, in previsione di ulteriori blackout o restrizioni.
FAQ
- Quante persone di origine italiana si trovano in Venezuela?
Si stima la presenza di circa 200mila connazionali con cittadinanza italiana, oltre a un numero maggiore di oriundi non registrati. - Qual è la priorità delle autorità italiane in queste ore?
Il monitoraggio della sicurezza dei cittadini italiani, l’assistenza consolare e la verifica delle condizioni dei detenuti di origine italiana. - Quali sono le principali criticità per i connazionali sul territorio?
Blackout elettrici, rallentamenti di internet, blocchi stradali, presenza di forze armate e gruppi irregolari che ostacolano gli spostamenti. - È consigliato spostarsi o lasciare l’area senza indicazioni ufficiali?
No. Le associazioni e i canali consolari raccomandano prudenza, spostamenti solo se necessari e coordinati con le autorità. - Come possono i connazionali mantenere i contatti in caso di blackout?
Utilizzando canali di messaggistica a basso consumo dati, pianificando orari di check-in e predisponendo contatti multipli di emergenza. - Quale assistenza offrono ambasciata e consolati in Venezuela?
Raccolta segnalazioni, supporto documentale d’urgenza, coordinamento informativo per eventuali corridoi sicuri e collegamento con i familiari in Italia.




