USA: 50.000 nuovi posti a dicembre, disoccupazione giù al 4,4% sorprende i mercati

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Occupazione di dicembre
Stati Uniti in rallentamento sul fronte occupazionale: a dicembre sono stati creati 50.000 posti, contro attese di 70.000, segnale di domanda di lavoro in raffreddamento e di selettività nelle assunzioni. Sul 2025, il saldo stimato è di 584.000 nuovi impieghi, il minimo dal 2020, con un contributo negativo della manifattura che ha chiuso l’anno con -68.000 posizioni.
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La dinamica suggerisce una perdita di slancio nei settori ciclici e una maggiore prudenza delle imprese, in un contesto di condizioni finanziarie ancora restrittive. Il gap rispetto al consensus indica sorprese negative sul mercato del lavoro, con possibili revisioni ai piani di hiring nei primi mesi dell’anno.
Secondo i principali media americani e rilevazioni citate da ANSA, la fotografia di fine anno evidenzia un’occupazione in crescita ma meno diffusa, con segnali di debolezza nell’industria e tenuta relativa nei servizi. La creazione netta di dicembre, pur positiva, riduce il margine di miglioramento per il primo trimestre, accentuando la divergenza tra comparti ad alta intensità di capitale e segmenti più resilienti.
Tasso di disoccupazione
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4% in dicembre, un livello che, pur contenuto, riflette un mercato del lavoro meno dinamico rispetto alle attese. La riduzione della jobless rate accompagna la creazione di 50.000 posti, sotto il consensus, e segnala un equilibrio più fragile tra domanda e offerta di lavoro.
Nel perimetro del 2025, con 584.000 nuovi impieghi complessivi e il comparto manifatturiero in contrazione di 68.000 unità, la disoccupazione al 4,4% indica un raffreddamento ciclico più evidente nei settori esposti alla domanda globale. Il dato, riportato dai media americani e citato da ANSA, consolida l’idea di una crescita occupazionale più selettiva.
Gli analisti rilevano che la discesa della disoccupazione in dicembre, a fronte di hiring modesto, è coerente con una partecipazione stabile e con segnali di normalizzazione del mercato del lavoro, con effetti misti su salari e orari. L’elasticità dell’occupazione nei servizi resta una parziale ancora di stabilità, mentre l’industria continua a comprimere la domanda di profili qualificati.
Implicazioni per la Fed
La combinazione di 50.000 nuovi posti in dicembre, sotto il consensus di 70.000, e disoccupazione al 4,4% riduce la probabilità di un taglio dei tassi a gennaio, secondo le valutazioni di mercato citate da ANSA. Il raffreddamento dell’occupazione, pur non drammatico, suggerisce una fase di attesa sulla politica monetaria, con la Fed orientata a verificare la persistenza del rallentamento prima di intervenire.
L’inerzia restrittiva appare supportata dalla lettura di un 2025 chiuso con 584.000 nuovi impieghi, minimo dal 2020, e da -68.000 nella manifattura, segnale di fragilità ciclica che non impone urgenza di allentare. La banca centrale potrebbe privilegiare la stabilità delle aspettative, mantenendo i tassi invariati finché non emergeranno conferme su occupazione e inflazione.
Gli analisti osservano che la discesa della disoccupazione, a fronte di hiring limitato, non costituisce trigger sufficiente per un pivot immediato: il rischio di tagliare troppo presto resta sul tavolo. Scenario di base: forward guidance prudente e monitoraggio stretto di salari, partecipazione e diffusione settoriale dei posti.
FAQ
- Quanti posti sono stati creati a dicembre? 50.000, sotto le attese di 70.000 (fonte: ANSA).
- Qual è il tasso di disoccupazione di dicembre? È al 4,4%, in calo rispetto al mese precedente (fonte: ANSA).
- Quanti posti sono stati creati nel 2025? Circa 584.000, minimo dal 2020 (fonte: ANSA).
- Come ha performato la manifattura nel 2025? Ha perso 68.000 posti (fonte: ANSA).
- Qual è l’impatto sui tassi della Fed? Diminuisce la probabilità di un taglio a gennaio, con approccio attendista (fonte: ANSA).
- Quali dati osserva la Fed prima di decidere? Tendenze di occupazione, salari, partecipazione e inflazione (fonte: ANSA).




