Ucraina al bivio diplomatico Zelensky cerca sostegni a Davos mentre Witkoff riapre il canale con Putin

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Ucraina, riparte il negoziato: Zelensky a Davos, Witkoff da Putin
Davos, la stretta tra leader e diplomazia
Al World Economic Forum di Davos, il confronto diretto tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump riapre la partita sul negoziato, mentre la guerra in Ucraina continua a logorare entrambi i fronti. L’ex presidente americano afferma che sia Kiev sia Vladimir Putin desiderano la pace, ma liquida il dossier come distante dagli interessi strategici immediati di Washington, invitando implicitamente europei e ucraini a un compromesso doloroso.
Tra incontri bilaterali, sessioni riservate e colloqui riservati con emissari europei, la delegazione ucraina cerca di blindare il sostegno politico, militare e finanziario dell’Occidente. Il messaggio di Zelensky resta centrato su armi difensive avanzate, fondi per la ricostruzione e garanzie di sicurezza multilivello, mentre cresce la pressione per un cessate il fuoco che non congeli le linee del fronte a vantaggio di Mosca.
Le parole di Trump sull’“odio tremendo” tra i due presidenti, unite al richiamo alle “troppe vittime”, suonano più come avvertimento da mediatore riluttante che come assunzione di una vera leadership negoziale americana, spingendo gli alleati europei ad assumere un ruolo più visibile nel processo.
Mosca, canali riservati e nodi irrisolti
Dietro le quinte, la missione dell’inviato statunitense Steve Witkoff a Mosca, affiancato da Jared Kushner, porta il confronto direttamente al Cremlino, dopo un contatto preliminare a Davos con l’emissario russo Kirill Dmitriev. Il viaggio, chiesto esplicitamente da Putin, viene definito “significativo” dagli stessi americani e prosegue negli Emirati Arabi Uniti con gruppi di lavoro tecnici.
Resterebbe da chiudere, secondo fonti vicine a Kiev, “circa il 10%” dell’intesa, proprio la parte più esplosiva: status dei territori occupati, garanzie di sicurezza, eventuale ruolo di truppe internazionali e limiti alle forze ucraine. Il Cremlino continua a ripetere i suoi mantra massimalisti: “denazificazione”, neutralità forzata, uscita di scena di Zelensky.
Il portavoce Dmitry Peskov chiede di essere informato “tempestivamente” dei colloqui tra americani, europei e ucraini, mentre il ministro degli Esteri Sergej Lavrov accusa la cosiddetta coalizione occidentale di voler solo “creare minacce per la Russia”, soprattutto quando si parla di possibili reparti europei in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco.
Nato, pressione militare e inverno di guerra
Nel mezzo delle ambiguità globali, la Nato tenta di mantenere il focus su Kiev. Da Davos, il segretario generale Mark Rutte esorta alleati e vertici militari a concentrare “tutta la loro influenza” sul rafforzamento delle difese aeree ucraine, definendo l’urgenza “immediata”. L’obiettivo è impedire che l’erosione energetica e infrastrutturale pieghi la capacità di resistenza del Paese.
Sul terreno, l’inverno più duro dall’inizio della guerra colpisce in pieno: gran parte di Kiev resta a lungo senza elettricità e riscaldamento, con temperature fino a -20 gradi, mentre la rete energetica è bersaglio sistematico dei missili russi. Nel Dnipropetrovsk si contano vittime e feriti per i raid notturni, mentre Mosca denuncia attacchi di droni e razzi ucraini in profondità nel territorio russo.
L’inviato americano Keith Kellogg, interlocutore privilegiato di Kiev, sostiene che, se l’Ucraina supererà indenne l’inverno e arriverà a primavera con le linee ancora stabili, il vantaggio strategico potrebbe spostarsi a favore delle forze ucraine, rafforzando il loro peso negoziale nei colloqui multilaterali.
FAQ
D: Chi partecipa ai nuovi contatti diplomatici sulla guerra in Ucraina?
R: Sono coinvolti Zelensky, Putin, delegazioni americane guidate da Steve Witkoff, partner europei e rappresentanti russi come Kirill Dmitriev.
D: Qual è il ruolo di Donald Trump nei colloqui?
R: Interviene politicamente da Davos, spingendo a un compromesso ma senza assumere una leadership negoziale piena.
D: Perché Witkoff si è recato a Mosca?
R: Il viaggio, richiesto dai russi, serve ad attivare canali riservati e gruppi di lavoro per definire i punti più delicati del possibile accordo.
D: Quali sono i nodi principali del negoziato?
R: Territori occupati, garanzie di sicurezza per l’Ucraina, futuro politico di Zelensky e presenza di eventuali forze internazionali.
D: Come si sta muovendo la Nato?
R: L’Alleanza, con Mark Rutte, insiste sull’invio di sistemi di difesa aerea e sul mantenimento del sostegno militare a Kiev.
D: Qual è la situazione sul campo in Ucraina?
R: La guerra prosegue intensa, con infrastrutture energetiche ucraine colpite e raid con droni e missili da entrambe le parti.
D: Che ruolo hanno gli Emirati Arabi Uniti?
R: Ospitano alcuni “gruppi di lavoro” legati al canale diplomatico attivato da Witkoff, a conferma di una piattaforma negoziale multilivello.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni rielaborate derivano da un articolo di cronaca internazionale pubblicato su la Repubblica, sezione esteri.




