Ubisoft prevede maxi rosso operativo da un miliardo e annuncia profonda ristrutturazione interna

Indice dei Contenuti:
Ubisoft si attende perdita operativa 1 miliardo di euro con piano di ristrutturazione
Ristrutturazione profonda e taglio dei costi
Ubisoft Entertainment, colosso francese dei videogiochi, ha avviato un riassetto radicale per riportare il gruppo su un binario di crescita sostenibile e forte generazione di cassa. Il nuovo corso si fonda su tre assi: modello operativo rivisto, riposizionamento del portafoglio con roadmap triennale ridisegnata e ridimensionamento dell’organizzazione.
Il settore dei giochi AAA è diventato più selettivo, con budget in crescita, cicli di sviluppo più lunghi e maggiore difficoltà nel creare nuovi franchise, mentre i pochi progetti di successo generano ritorni record. In questo contesto il CEO Yves Guillemot spinge su produzioni di qualità superiore, centrate su grandi avventure open world e servizi live GaaS nativi, giudicati i pilastri strategici del gruppo.
Parallelamente prosegue la valutazione di possibili cessioni di asset non strategici. La semplificazione passa anche per la razionalizzazione della rete di studi: sono già state chiuse le sedi mobile di Halifax e lo studio di Stoccolma, mentre le strutture di Abu Dhabi, RedLynx e Massive sono oggetto di profonde ristrutturazioni.
Numeri in rosso e revisione delle uscite
Il programma di riduzione dei costi di Ubisoft, con un obiettivo iniziale di almeno 100 milioni di euro di risparmi fissi rispetto al 2024-25, dovrebbe essere centrato entro marzo 2026, con un anno di anticipo rispetto al target originario. Su questa base, il gruppo ha varato una terza e ultima fase di tagli, che prevede un’ulteriore riduzione di 200 milioni nei prossimi due esercizi.
Complessivamente, dal 2022-23 il risparmio strutturale atteso arriva a circa 500 milioni di euro, con costi fissi che dovrebbero attestarsi su 1,25 miliardi di euro a regime entro marzo 2028, rispetto a 1,75 miliardi di euro pre-ristrutturazione. La riprogrammazione del portafoglio avrà però un impatto pesante sui conti a breve.
Per il 2025-26 il gruppo stima net bookings intorno a 1,5 miliardi di euro, con un calo del margine lordo di circa 330 milioni rispetto alle precedenti previsioni. Pesano lo slittamento di uscite chiave nel trimestre finale dell’esercizio e il rinvio di alcune partnership, in coerenza con il nuovo modello operativo più selettivo.
Perdita miliardaria e prospettive di mercato
Ubisoft prevede un EBIT non-IFRS negativo per circa 1 miliardo di euro nel 2025-26, riflesso sia delle ipotesi riviste sui ricavi sia delle misure straordinarie legate alla trasformazione. Tra queste, un ammortamento accelerato una tantum di circa 650 milioni di euro, dovuto alla cancellazione di sei giochi in sviluppo e all’estensione dei tempi di lavorazione di sette titoli con stime di fatturato aggiornate in un mercato sempre più esigente.
La società si attende inoltre un free cash flow compreso tra -400 e -500 milioni di euro e un indebitamento netto non-IFRS tra 150 e 250 milioni di euro a fine esercizio 2026, con una liquidità (cassa e equivalenti) nell’ordine di 1,25-1,35 miliardi di euro, inferiore alla precedente guidance di circa 1,5 miliardi.
In vista della pubblicazione dei net bookings del terzo trimestre 2025-26, attesa per il 12 febbraio, viene indicato un dato preliminare di circa 330 milioni di euro, sostenuto dalla forte performance delle partnership e dal catalogo arretrato, trainato dalle nuove uscite Anno 117: Pax Romana e dall’espansione Avatar: Frontiers of Pandora – From the Ashes, ben accolte da pubblico e critica.
FAQ
D: Perché il gruppo prevede una perdita operativa così elevata?
R: Il risultato negativo è legato alla revisione dei ricavi attesi, all’ammortamento accelerato di progetti cancellati o rinviati e ai costi della ristrutturazione.
D: Quali giochi sono stati interessati dai tagli?
R: Sono stati interrotti sei titoli non specificati e altri sette sono stati rinviati per aumentare qualità e potenziale commerciale.
D: Quanto verranno ridotti i costi fissi complessivi?
R: La riduzione stimata è di circa 500 milioni di euro rispetto all’anno fiscale 2022-23, con costi fissi target a 1,25 miliardi di euro entro marzo 2028.
D: Qual è la nuova strategia di prodotto?
R: La priorità va a grandi mondi open world e a esperienze Games as a Service native, con meno titoli ma più ambiziosi e supportati nel lungo periodo.
D: Cosa cambia per gli studi di sviluppo?
R: Alcuni studi, come Halifax e Stoccolma, sono stati chiusi, mentre altri sono in ristrutturazione per concentrare risorse su progetti chiave.
D: Come si evolverà il debito di Ubisoft?
R: L’indebitamento netto non-IFRS è atteso tra 150 e 250 milioni di euro a fine 2026, con una solida riserva di cassa superiore al miliardo.
D: Quali risultati sono attesi nel terzo trimestre 2025-26?
R: I net bookings indicativi sono circa 330 milioni di euro, sostenuti da partnership e dal catalogo, inclusi Anno 117: Pax Romana e l’espansione di Avatar: Frontiers of Pandora.
D: Qual è la fonte giornalistica originale dei dati riportati?
R: Le informazioni derivano da comunicazioni societarie riprese dall’agenzia Teleborsa, che ha diffuso i dettagli del piano e delle guidance finanziarie.




