Turismo: Gestione sostenibile tra lusso e cultura per preservare l’artigianato tradizionale e valorizzare il territorio

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Barbara Pelandini e il turismo di lusso in Italia: «L’overtourism è un problema, è vero, ma bisogna gestirlo, e guidare i visitatori ad amare i nostri luoghi. L’artigianato tradizionale, per esempio, sopravvive anche grazie a loro»
Lusso su misura sul Lago di Como
Barbara Pelandini, fondatrice di BP Best Places, è oggi una delle figure chiave del turismo alto-spendente sul Lago di Como. La sua società, nata quasi per caso dal passaparola tra stiliste e creativi del mondo moda, è diventata un laboratorio di viaggi su misura per una clientela internazionale abituata a standard altissimi.
Provenendo dal tessile, ha trasferito nell’hospitality uno sguardo quasi sartoriale: non vende pacchetti, cuce esperienze. Ogni villa, ogni riva del lago, ogni bottega artigiana entra in una narrazione personale e irripetibile, costruita su relazioni dirette più che su feed patinati. Il lusso si sposta dagli hotel iconici alle proprietà private, dove l’intimità familiare convive con servizi da cinque stelle.
Per chi sceglie Como come buen retiro, l’elemento irrinunciabile non è solo la vista, ma la sensazione di essere “di casa” in un luogo che resta, comunque, esclusivo. È qui che entra in gioco il capitale relazionale di Pelandini, che conosce persone e micro-luoghi del territorio come un insider, guidando i visitatori oltre gli stereotipi da cartolina.
Overtourism, regole e responsabilità
La crescita del turismo di lusso in Italia rende il tema dell’overtourism impossibile da eludere. Barbara Pelandini non lo nega: afferma che la pressione sui luoghi è reale, ma insiste sulla parola “gestione”. Non si tratta di respingere i flussi, bensì di governarli, distribuendoli nel tempo e nello spazio e coinvolgendo chi viaggia in una relazione più consapevole con il territorio.
La chiave è spostare il focus dall’accumulare presenze al creare valore culturale e sociale. Percorsi personalizzati, gruppi piccoli, tempi lenti e accessi regolati alle località più fragili riducono l’impatto, salvaguardano la vivibilità per i residenti e, paradossalmente, aumentano il livello di esclusività percepita da chi paga per un’esperienza diversa dalle masse.
Secondo BP Best Places, la responsabilità è condivisa: operatori, amministrazioni e ospiti devono cooperare. I primi progettano, le seconde regolano, i terzi accettano regole chiare – dal rispetto degli orari alla limitazione dei mezzi privati – come parte integrante del lusso, non come un fastidio.
Artigianato, identità e turismo alto-spendente
Nella visione di Pelandini, il turismo di fascia alta può diventare scudo e motore per l’artigianato tradizionale italiano. Botteghe storiche, maestri del legno, della seta, della ceramica o dell’oreficeria sopravvivono anche grazie a una clientela internazionale disposta a pagare per autenticità, tempo e personalizzazione. Non si tratta di shopping, ma di incontro con chi produce.
Le esperienze su misura includono visite in laboratorio, workshop privati, cene in dimore dove ogni oggetto ha una storia. Qui il lusso coincide con la possibilità di entrare in contatto con saperi che altrove sono stati cancellati dalla standardizzazione globale. L’artigiano non è folclore, ma protagonista del racconto del territorio.
Così il turismo di lusso, se ben orchestrato, diventa leva di sviluppo locale: crea reddito, trasmette competenze, incentiva i giovani a non abbandonare mestieri antichi. E rende il viaggio in Italia qualcosa di irripetibile, impossibile da replicare in altre destinazioni fotocopia.
FAQ
D: Chi è Barbara Pelandini?
R: È la fondatrice di BP Best Places, specializzata in turismo di lusso sul Lago di Como e in Italia.
D: Che cos’è BP Best Places?
R: Una società che crea viaggi ed esperienze su misura per una clientela internazionale alto-spendente.
D: Perché il Lago di Como è così attrattivo per il turismo di lusso?
R: Unisce paesaggio iconico, ville storiche, privacy elevata e servizi di altissimo livello.
D: Come viene affrontato l’overtourism secondo Pelandini?
R: Attraverso gestione dei flussi, pianificazione personalizzata e responsabilizzazione dei visitatori.
D: In che modo il turismo di lusso sostiene l’artigianato?
R: Portando clienti nelle botteghe, valorizzando prodotti unici e pagando prezzi adeguati al lavoro artigiano.
D: Qual è l’origine professionale di Barbara Pelandini?
R: Arriva dal settore tessile, da cui trae un approccio “sartoriale” anche al viaggio.
D: Come è nata BP Best Places?
R: Quasi per caso, dalle richieste di stiliste che cercavano proprietà sul Lago di Como e a St. Moritz per le vacanze.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di riferimento?
R: L’intervista e il profilo su Barbara Pelandini e BP Best Places pubblicati da una testata italiana di approfondimento sul turismo e sul lifestyle.




