Turismo estetico svuota la sanità svizzera e rivela costi insospettabili

Indice dei Contenuti:
Turismo estetico, i costi nascosti per la sanità svizzera
Cliniche low cost e viaggio organizzato
Negli ultimi anni gli interventi di chirurgia estetica sono aumentati di quasi il 40% a livello globale, e una quota crescente di residenti in Svizzera sceglie di operarsi all’estero per risparmiare fino al 70% sui listini elvetici. Le principali mete sono Turchia, Germania, Brasile e Repubblica Ceca, dove agenzie specializzate vendono pacchetti “tutto incluso” con volo, hotel e sala operatoria. In pochi giorni, spesso tre o quattro, si concentrano visite, intervento e dimissioni.
Le procedure più richieste sono rinoplastica, liposuzione, mastoplastica, gluteoplastica e rimodellamento addominale, con o senza protesi. Il prezzo aggressivo e la promessa di un recupero lampo spingono molte persone a sottovalutare i rischi clinici, la qualità degli impianti e l’assenza di un vero percorso terapeutico personalizzato. Il marketing punta su foto “prima/dopo”, testimonial e recensioni selezionate, ma raramente illustra le complicazioni possibili e le tutele legali reali in caso di problemi. Il risultato è un mercato transfrontaliero sempre più opaco, in cui il paziente-consumatore si assume rischi che verranno, in larga parte, socializzati al rientro in Svizzera.
Complicazioni e pressione sugli ospedali
Il rientro in patria è spesso l’inizio dei problemi sanitari. Non di rado emergono infezioni, necrosi cutanee, ematomi, perdite protesiche, cicatrici patologiche o disturbi respiratori dopo rinoplastiche aggressive. Non è in discussione, di norma, la competenza dei singoli chirurghi, ma l’intero percorso di cura: anamnesi frettolosa, esami pre-operatori insufficienti, dimissioni anticipate e follow-up quasi inesistente aggravano ogni minima complicazione.
Una ricerca dell’Ospedale universitario di Zurigo ha mostrato che l’82% di 228 pazienti trattati per complicanze da chirurgia estetica aveva eseguito l’intervento all’estero. I casi arrivano nei pronto soccorso con quadri spesso complessi, che richiedono ricovero, antibiotici mirati, re-interventi ricostruttivi e controlli prolungati. Chirurghi plastici, anestesisti, infettivologi e psicologi devono intervenire su situazioni nate in contesti operativi su cui non hanno avuto alcun controllo preventivo. Questo genera un carico imprevisto per gli ospedali universitari e cantonali, che devono riorganizzare posti letto, sale operatorie e risorse umane a scapito di altre priorità cliniche pianificate.
Chi paga davvero il conto
La chirurgia estetica, in quanto scelta personale non terapeutica, non rientra nelle prestazioni di base delle casse malati svizzere. Le complicanze, però, sì: dal drenaggio di un ascesso alla sostituzione di una protesi infetta, fino alle cure intensive per sepsi e shock emorragici. Secondo l’Inselspital di Berna, il costo medio di queste cure oscilla tra 10’000 e 20’000 franchi per paziente, ma nei casi più gravi può salire sensibilmente, soprattutto se sono necessari più interventi o ricoveri ripetuti.
Sommandoli, si arriva a decine, forse centinaia di milioni di franchi all’anno. Un importo che non rimane circoscritto agli ospedali, ma viene redistribuito su tutta la collettività tramite i premi assicurativi obbligatori. Chi decide di farsi operare in una clinica low cost trasferisce quindi parte del rischio economico su chi non ha mai messo piede in quella sala operatoria. Gli esperti di politica sanitaria invocano maggiore trasparenza sui tassi di complicanze, obblighi di assicurazione specifica per interventi eseguiti all’estero e campagne di informazione pubblica sui rischi reali, per ridurre sia il danno clinico sia l’escalation dei costi a carico degli assicurati svizzeri.
FAQ
D: Perché molte persone residenti in Svizzera si operano all’estero?
R: Perché i prezzi possono essere fino al 70% più bassi rispetto alle cliniche svizzere, grazie a pacchetti comprensivi di viaggio, soggiorno e intervento.
D: Quali sono le destinazioni più richieste per gli interventi di chirurgia estetica?
R: Le mete principali sono Turchia, Germania, Brasile e Repubblica Ceca, dove operano numerose cliniche specializzate e agenzie intermediarie.
D: Quali interventi generano più complicazioni al rientro?
R: Rinoplastica, liposuzione e rimodellamento di seno, glutei e addome con o senza protesi sono tra le procedure più frequentemente associate a problemi post-operatori.
D: Che ruolo ha la qualità del follow-up dopo l’operazione?
R: Un’assistenza pre e post-operatoria sommaria aumenta il rischio di complicanze non diagnosticate in tempo, che finiscono poi per essere trattate in Svizzera.
D: Cosa ha evidenziato lo studio dell’Ospedale universitario di Zurigo?
R: Ha rilevato che l’82% di 228 pazienti curati per complicazioni da chirurgia estetica aveva effettuato l’intervento in una struttura estera.
D: Quanto costano mediamente le cure per rimediare ai danni?
R: Secondo l’Inselspital di Berna, ogni paziente genera tra 10’000 e 20’000 franchi di costi, senza considerare i casi più complessi e prolungati.
D: Chi sostiene questi costi sanitari aggiuntivi?
R: Le spese sono coperte dall’assicurazione malattia obbligatoria e dunque si ripercuotono sull’insieme degli assicurati, tramite l’aumento dei premi.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per questi dati?
R: Le informazioni sono ispirate a un servizio del Radiogiornale firmato da Roberto Scolla per la RSI, che ha analizzato casi clinici e dati ospedalieri in Svizzera.




