Trump spinge le banche verso accordo con crypto per nuova legge

Trump chiede alle banche un accordo rapido con le società crypto
Il presidente Donald Trump ha chiesto alle principali banche statunitensi di interrompere le pressioni contro il settore delle criptovalute e di collaborare con le società crypto per sbloccare il disegno di legge sul mercato digitale CLARITY Act.
La richiesta arriva da Washington, tramite un comunicato su Truth Social diffuso martedì, nel pieno dello stallo normativo che frena la regolamentazione complessiva degli asset digitali negli Stati Uniti.
Trump sostiene che il Paese debba agire rapidamente per non perdere terreno nella competizione globale sulle criptovalute e per mantenere l’innovazione ancorata al territorio americano, offrendo regole certe a imprese e investitori.
In sintesi:
- Trump invita le grandi banche USA a trattare con le società crypto sul CLARITY Act.
- Lo scontro riguarda i rendimenti su stablecoin offerti da piattaforme come Coinbase e Kraken.
- La Camera ha approvato il CLARITY Act, ma il testo è bloccato al Senato.
- Nuove proposte dell’Office of the Comptroller complicano ulteriormente il quadro regolatorio.
Lo scontro su stablecoin, CLARITY Act e poteri di SEC e CFTC
L’intervento di Trump è considerato il più netto finora sul dossier crypto. Al centro del conflitto c’è la possibilità per le piattaforme di scambio, tra cui Coinbase e Kraken, di offrire rendimenti simili a interessi sui saldi in stablecoin.
Le lobby bancarie avvertono che consentire tassi competitivi sulle stablecoin potrebbe provocare una fuga massiccia di depositi dai conti di risparmio tradizionali, minando un pilastro del sistema bancario. I sostenitori delle criptovalute ribattono che si tratterebbe di un blocco protezionistico volto a difendere le banche dalla concorrenza, negando ai consumatori americani accesso a rendimenti più elevati.
Il precedente GENIUS Act, firmato da Trump nel luglio 2025, ha creato il primo quadro federale per gli emittenti di stablecoin, imponendo riserve a copertura e vietando il pagamento diretto di interessi ai detentori dei token. Tuttavia non ha chiarito se soggetti terzi possano offrire rendimento tramite schemi alternativi: una zona grigia che alimenta da mesi lo scontro tra exchange crypto e banche.
Il CLARITY Act punta a colmare questo vuoto, definendo le regole di struttura del mercato, le classificazioni degli asset digitali e la ripartizione delle competenze tra Securities and Exchange Commission (SEC) e Commodity Futures Trading Commission (CFTC). La Camera dei Rappresentanti ha approvato il testo il 17 luglio 2025 con un ampio sostegno bipartisan (294 voti favorevoli e 134 contrari), ma il disegno di legge è fermo al Senato, dove le preoccupazioni del settore bancario hanno trovato forte ascolto.
Un termine fissato dalla Casa Bianca per trovare un compromesso sulla questione dei rendimenti da stablecoin è scaduto senza accordo, aggravando l’incertezza su un’intesa prima delle elezioni di metà mandato. A fine febbraio l’Office of the Comptroller of the Currency ha aggiunto complessità proponendo norme sui limiti ai rendimenti indiretti per i clienti stablecoin.
Prospettive politiche e impatto sul futuro della finanza digitale USA
Lo scontro sul CLARITY Act anticipa una ridefinizione degli equilibri tra finanza tradizionale e finanza digitale negli Stati Uniti. Nei prossimi mesi il tema potrebbe diventare centrale nel dibattito elettorale, con le banche orientate alla prudenza regolatoria e il settore crypto in cerca di certezza giuridica.
Un accordo su stablecoin e rendimenti determinerebbe non solo la competitività del mercato americano rispetto ad Europa e Asia, ma anche la posizione del dollaro nelle infrastrutture di pagamento digitali globali. L’esito del negoziato tra Casa Bianca, Senato, banche ed ecosistema crypto definirà se gli Stati Uniti guideranno o seguiranno l’innovazione sugli asset digitali.
FAQ
Cosa prevede il CLARITY Act per le criptovalute negli Stati Uniti?
Il CLARITY Act definisce la struttura del mercato crypto, classifica gli asset digitali e ripartisce i poteri tra SEC e CFTC, puntando a regole stabili per imprese e investitori.
Perché le banche americane temono i rendimenti sulle stablecoin?
Le banche ritengono che rendimenti elevati sulle stablecoin possano spostare rapidamente i depositi dai conti tradizionali, indebolendo la raccolta e aumentando i rischi di instabilità sistemica.
Cosa ha introdotto il GENIUS Act per gli emittenti di stablecoin?
Il GENIUS Act ha imposto riserve pienamente garantite agli emittenti di stablecoin e vietato il pagamento diretto di interessi ai detentori, creando il primo quadro federale organico.
Perché il CLARITY Act è bloccato al Senato statunitense?
Il disegno di legge è rallentato da forti pressioni del settore bancario e da senatori preoccupati per possibili effetti destabilizzanti sul sistema finanziario tradizionale.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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