Trump spinge le banche a sostenere le crypto nel nuovo disegno di legge

Trump pressiona le banche Usa sul Clarity Act per le criptovalute
Il presidente Donald Trump ha chiesto alle principali banche statunitensi di interrompere le attività che, a suo dire, stanno indebolendo il settore degli asset digitali e di negoziare con le società crypto sul disegno di legge di riforma di mercato, il CLARITY Act. L’intervento riguarda il dibattito sulla remunerazione dei depositi in stablecoin offerta da piattaforme come Coinbase e Kraken, tema che blocca da mesi la regolamentazione organica del mercato digitale a Washington. La presa di posizione è arrivata martedì, tramite un messaggio su Truth Social, mentre il provvedimento è fermo al Senato dopo l’approvazione alla Camera nel luglio 2025. Trump sostiene che una riforma rapida e chiara sia cruciale per mantenere la leadership degli Stati Uniti nella “gara globale” sulle criptovalute e per trattenere innovazione e capitali all’interno del Paese.
In sintesi:
- Trump invita le grandi banche Usa a collaborare con le società crypto sul CLARITY Act.
- Scontro centrale sulla possibilità di offrire rendimenti su saldi in stablecoin.
- La Camera ha approvato il disegno di legge, il Senato lo tiene in sospeso.
- Scadenze politiche e nuove regole dell’OCC aumentano l’incertezza normativa.
Il nodo stablecoin tra Clarity Act, banche e piattaforme crypto
La mossa di Donald Trump rappresenta finora l’intervento più deciso della Casa Bianca in un braccio di ferro che frena la regolazione complessiva degli asset digitali negli Stati Uniti. Il conflitto ruota attorno alla possibilità per exchange come Coinbase e Kraken di riconoscere rendimenti “tipo interesse” sui saldi in stablecoin detenuti dai clienti.
Il potente fronte bancario teme che, consentendo alle piattaforme crypto di offrire tassi competitivi, si inneschi una fuga di depositi dai conti di risparmio tradizionali, con potenziali effetti destabilizzanti per il sistema finanziario classico. Le voci pro-crypto replicano che tali limiti equivalgono a protezionismo a favore delle banche, sostenendo che i consumatori americani dovrebbero poter accedere a rendimenti più elevati in un quadro regolato.
Lo scenario è stato complicato dal GENIUS Act, firmato da Trump nel luglio scorso, che ha introdotto il primo quadro federale organico per gli emittenti di stablecoin: requisiti minimi di riserva e divieto di pagare interessi diretti ai detentori dei token.
Proprio il GENIUS Act però ha lasciato un vuoto critico: non ha chiarito se soggetti terzi possano strutturare rendimenti tramite meccanismi alternativi, zona grigia sfruttata sia dagli exchange sia dalle loro controparti bancarie. Il CLARITY Act nasce per chiudere questa ambiguità e, insieme, definire in modo puntuale la struttura del mercato: classificazione degli asset digitali e ripartizione delle competenze tra SEC e CFTC.
Il testo è passato alla Camera dei Rappresentanti il 17 luglio 2025, con un voto bipartisan significativo (294–134), ma si è arenato al Senato, dove le preoccupazioni del settore bancario hanno trovato terreno fertile tra i legislatori più sensibili alla tutela degli istituti tradizionali.
Una scadenza fissata dalla Casa Bianca per un compromesso sulla remunerazione delle stablecoin è scaduta senza accordo, alimentando dubbi sulla possibilità di chiudere il dossier prima delle elezioni di metà mandato, quando la volatilità politica potrebbe aumentare il rischio di stallo definitivo.
A fine febbraio l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) ha introdotto ulteriore complessità proponendo norme per dettagliare i limiti ai pagamenti di rendimenti indiretti ai clienti stablecoin, irrigidendo ulteriormente le posizioni in campo.
Prospettive future per la regolazione crypto negli Stati Uniti
Se il CLARITY Act venisse approvato nella versione voluta dalla Casa Bianca, gli Stati Uniti disporrebbero per la prima volta di una cornice unitaria per mercato, operatori e vigilanza sugli asset digitali. Ciò potrebbe catalizzare investimenti istituzionali e spingere verso il rimpatrio di attività oggi localizzate in giurisdizioni più permissive.
Un fallimento del negoziato, al contrario, lascerebbe il settore in una situazione di incertezza normativa, con continue sovrapposizioni tra SEC, CFTC e autorità bancarie, penalizzando la competitività globale delle imprese americane del comparto. Il pressing di Donald Trump sulle banche indica che la dimensione politica del dossier è destinata ad ampliarsi: i prossimi mesi saranno decisivi per capire se prevarrà la linea della protezione del sistema bancario esistente o quella dell’integrazione regolata tra finanza tradizionale e finanza digitale.
FAQ
Cosa prevede il Clarity Act per il mercato delle criptovalute Usa?
Il CLARITY Act definisce classificazione degli asset digitali, regole di mercato e ripartizione delle competenze tra SEC, CFTC e autorità bancarie.
Perché le banche statunitensi temono i rendimenti sulle stablecoin?
Le banche temono che rendimenti competitivi sulle stablecoin provochino una fuga di depositi dai conti di risparmio, indebolendo la loro base di raccolta.
Cosa ha stabilito il GENIUS Act firmato da Donald Trump?
Il GENIUS Act ha introdotto standard federali per gli emittenti di stablecoin: riserve obbligatorie e divieto di pagare interessi diretti ai detentori.
Perché il Clarity Act è bloccato al Senato degli Stati Uniti?
Il disegno di legge è fermo al Senato per le forti pressioni della lobby bancaria e le preoccupazioni politiche legate alla stabilità finanziaria.
Qual è la fonte originale delle informazioni su Trump e il Clarity Act?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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