Trump ostacolato: indagine su Powell scombina i piani per il delfino politico e apre un nuovo fronte
Indice dei Contenuti:
Indagine e tensioni politiche
L’indagine che coinvolge Jerome Powell sta irrigidendo gli equilibri politici a Washington, complicando la strategia di Donald Trump per individuare un successore alla guida della Federal Reserve. Secondo il Wall Street Journal, l’apertura del fascicolo ha esasperato il clima al Senato, includendo esponenti repubblicani tradizionalmente allineati su nomine economiche.
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Due senatori conservatori hanno già segnalato che non sosterranno alcun nominativo riconducibile a Trump fino alla chiusura dell’inchiesta, imponendo di fatto un vincolo politico alla tempistica della candidatura.
La frattura si concentra sul tema dell’indipendenza della banca centrale: il caso alimenta sospetti trasversali sul rischio di condizionamento della Fed, trasformando ogni possibile audizione in un test di autonomia istituzionale.
Ne deriva una pressione crescente sulle leadership di partito, chiamate a bilanciare disciplina interna e sensibilità dell’opinione pubblica sui temi di stabilità monetaria e governance.
Il risultato immediato è un irrigidimento del percorso di nomina: lo spazio di manovra per un compromesso si riduce e il dibattito si sposta dalla competenza dei profili alla legittimità del processo, con ricadute dirette sul calendario e sul perimetro delle trattative al Congresso.
Candidati e indipendenza della Fed
Christopher Waller emerge come profilo tecnicamente solido e politicamente meno esposto, grazie all’assenza di legami stretti con Donald Trump e a una linea di politica monetaria percepita come autonoma. Questo lo rende, nel contesto attuale, il candidato più compatibile con un processo di conferma incentrato sull’indipendenza istituzionale.
Kevin Hassett, consigliere economico con un’impronta marcatamente trumpiana, e Kevin Warsh, già membro del Board della Fed, sono finora considerati favoriti ma scontano il sospetto di una maggiore permeabilità all’indirizzo politico dell’Esecutivo, fattore che rischia di polarizzare le audizioni in Senato.
L’orientamento dei senatori, alla luce dell’inchiesta su Jerome Powell, è di sottoporre ogni profilo a un vaglio esplicito su indipendenza, gestione dell’inflazione e tutela del mandato duale. In questo quadro, la distanza percepita da Waller rispetto alla cerchia trumpiana può tradursi in un vantaggio negoziale.
Restano, però, variabili rilevanti: la capacità dei candidati di ribadire l’autonomia operativa della banca centrale; il posizionamento della minoranza repubblicana moderata; e la reazione dei mercati a segnali di discontinuità. Qualsiasi proposta che appaia orientata a indebolire la governance della Federal Reserve rischia di consolidare un fronte trasversale di resistenza.
FAQ
- Chi è il candidato percepito come più indipendente?
Christopher Waller è visto come il profilo più autonomo rispetto all’influenza politica.
- Perché Hassett e Warsh sono considerati favoriti?
Per la loro visibilità e l’esperienza ai vertici economici, ma con dubbi sull’indipendenza.
- Qual è l’impatto dell’indagine su Powell sui candidati?
Amplifica lo scrutinio del Senato sull’autonomia della Fed e complica i numeri per la conferma.
- Quali criteri guideranno le audizioni?
Impegno all’indipendenza, gestione dell’inflazione, credibilità sui mercati, rispetto del mandato duale.
- Perché l’indipendenza è centrale ora?
L’inchiesta ha accresciuto i timori di interferenze politiche nella politica monetaria.
- Come potrebbero reagire i mercati?
Con volatilità se percepiscono un indebolimento della governance della Federal Reserve.
- Qual è la fonte giornalistica citata?
Le informazioni chiave sono state riportate dal Wall Street Journal.
Scenari di conferma al Congresso
Al Senato i numeri sono stretti: due voti conservatori in sospensione complicano qualsiasi maggioranza semplice e spostano l’asse verso i moderati.
Il percorso più probabile prevede audizioni prolungate in Commissione Bancaria, richieste di documentazione aggiuntiva e impegni scritti sull’operatività della Federal Reserve.
In assenza di rassicurazioni convincenti, la calendarizzazione in aula potrebbe slittare, con un rinvio tecnico della nomina.
Uno scenario di “candidato ponte” favorirebbe Christopher Waller, spendibile come compromesso per superare lo stallo senza apparire eterodiretto dall’Esecutivo.
Un’opzione alternativa prevederebbe la trattativa su un pacchetto di nomine economiche per attrarre consensi incrociati, ma la pressione dell’inchiesta su Jerome Powell riduce lo spazio per scambi politici visibili.
Qualora Kevin Hassett o Kevin Warsh venissero designati, il voto si trasformerebbe in un test sull’indipendenza, con probabile richiesta di recuse su dossier sensibili e clausole di trasparenza rafforzata.
La prospettiva di un pareggio imporrebbe il ricorso a procedure dilatorie o a un rinvio, mantenendo la continuità operativa della Fed ma prolungando l’incertezza sui mercati.
In caso di accordo bipartisan mirato, la conferma passerebbe con margine limitato e condizioni stringenti su comunicazione, gestione dei tassi e vigilanza, vincolando la nuova leadership a un perimetro di autonomia verificabile.
FAQ
- Qual è l’ostacolo principale alla conferma?
L’astensione di senatori conservatori finché l’indagine su Jerome Powell non sarà chiarita.
- Quanto contano le audizioni in Commissione Bancaria?
Sono decisive: possono imporre impegni scritti su indipendenza e trasparenza.
- Chi ha più chance in uno scenario di compromesso?
Christopher Waller, percepito come meno legato a Donald Trump.
- Cosa accade se vengono scelti Hassett o Warsh?
Si alza lo scrutinio su indipendenza e possibili recuse su temi sensibili.
- Il voto potrebbe slittare?
Sì, con rinvii tecnici e richiesta di documenti aggiuntivi.
- Qual è l’impatto sui mercati?
Maggiore volatilità in caso di stallo prolungato o segnali di governance indebolita.
- Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
Le informazioni chiave provengono dal Wall Street Journal.




