Trump indaga Powell: la mossa che scuote Washington e apre uno scontro senza precedenti

Indice dei Contenuti:
Indagine senza precedenti e accuse di intimidazione
Donald Trump e Jerome Powell tornano ai ferri corti: il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’indagine penale sul presidente della Federal Reserve, ipotizzando che la scorsa estate abbia fornito informazioni fuorvianti al Congresso sui costi, lievitati, del progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della banca centrale. Mossa definita senza precedenti nella storia americana, con potenziali ripercussioni istituzionali e di governance monetaria.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
In un videomessaggio, Powell rivendica il rispetto dello Stato di diritto ma denuncia pressioni costanti dell’amministrazione per ottenere tagli ai tassi, bollando l’indagine come strumentale e non legata né alla sua testimonianza né al dossier sugli edifici della Fed. Per il numero uno di Washington, le minacce penali mirano a piegare la banca centrale alle preferenze politiche del presidente.
Interpellato da NBC News, Trump risponde con sarcasmo, prende le distanze dall’iniziativa del Dipartimento di Giustizia e punzecchia le capacità gestionali di Powell, pur avendo consolidato un controllo aggressivo sull’esecutivo secondo i detrattori. Gli ex presidenti della Fed ancora in vita, affiancati da ex leader economici, firmano una nota congiunta che giudica l’azione “inappropriata” e un uso improprio della giustizia per erodere l’indipendenza della banca centrale.
Reazioni dei mercati e allarme sull’indipendenza della fed
I listini aprono in calo e poi recuperano: il Dow Jones resta appena negativo, mentre gli altri principali indici virano in territorio positivo, segnale di volatilità legata al rischio istituzionale.
Gli asset rifugio accelerano: oro e argento aggiornano massimi storici, il dollaro si indebolisce e i Treasury decennali vedono rendimenti in salita, riflettendo aspettative di premio per il rischio politico sulla banca centrale.
Per Jan Hatzius di Goldman Sachs, cresce la percezione che l’indipendenza della Federal Reserve sia sotto attacco, con potenziali implicazioni su traiettoria dei tassi e credibilità anti-inflazione.
Gli operatori valutano tre nodi: possibile condizionamento delle decisioni sul costo del denaro, incertezza sulle nomine future e rischio di interferenze sull’operatività regolatoria.
La nota congiunta degli ex presidenti della Fed rafforza il front stop istituzionale contro pressioni esecutive, ma non azzera il premio al rischio: la price action indica coperture in aumento e rotazione verso settori difensivi.
In assenza di guida forward chiara, le attese sul percorso dei tassi si frammentano: aumenta la sensibilità dei mercati ai dati macro e alla comunicazione ufficiale, con la curva che prezza scenari più incerti sul medio termine.
FAQ
- Qual è stata la reazione immediata di Wall Street?
Apertura debole, recupero intraday, con Dow Jones in lieve calo e gli altri indici in rialzo. - Come si sono mossi gli asset rifugio?
Oro e argento su nuovi massimi storici; dollaro in flessione. - Cosa indica l’aumento dei rendimenti dei Treasury a 10 anni?
Premio per il rischio istituzionale e maggiore incertezza sul percorso dei tassi. - Chi ha lanciato l’allarme sull’indipendenza della Fed?
Jan Hatzius (Goldman Sachs) e una dichiarazione congiunta di ex presidenti della Fed. - Qual è il potenziale impatto sulla politica monetaria?
Maggiore volatilità sulle attese di taglio/rialzo e rischio di condizionamento politico. - Quali settori di mercato stanno beneficiando?
Prevalenza di rotazione verso comparti difensivi e coperture. - Qual è la fonte giornalistica citata?
ANSA, che riporta le posizioni di Trump, Powell e le reazioni dei mercati.
Fratture politiche e scenari per la leadership monetaria
Nel Congresso si apre una crepa trasversale: esponenti democratici criticano l’azione penale, mentre nel Partito Repubblicano emerge una fronda che contesta la linea dell’esecutivo sulla banca centrale.
Il senatore Thom Tillis, membro della Commissione bancaria, annuncia l’alt a ogni futura nomina di Donald Trump alla Fed finché il dossier giudiziario non sarà chiarito, posizione subito sostenuta dalla senatrice Lisa Murkowski.
L’ex presidente della Fed e poi segretaria al Tesoro Janet Yellen definisce l’iniziativa “la strada verso la Repubblica delle banane”, mentre tutti gli ex presidenti ancora in vita firmano una nota che bolla l’indagine come “inappropriata”.
Sul fronte delle nomine, il mandato di Jerome Powell scade a maggio, ma il banchiere può restare nel Board fino al 2028, punto che riduce i margini di intervento immediato.
In parallelo, il nome di Kevin Hassett circola come successore designato e allineato alla richiesta di tagli rapidi ai tassi, opzione che accentua il confronto tra indipendenza tecnica e indirizzo politico.
Le tempistiche politiche pesano: con le Midterm all’orizzonte, cresce l’incentivo a individuare responsabilità sull’andamento dell’economia, mentre un episodio pubblico dello scorso luglio — lo scontro sul budget della sede Fed — irrigidisce il clima e alimenta la dimensione personale del contenzioso.
FAQ
- Qual è il nodo politico centrale?
L’indipendenza della Fed contro la spinta dell’esecutivo a orientare tassi e nomine. - Chi guida la fronda repubblicana?
Il senatore Thom Tillis, affiancato da Lisa Murkowski, con minaccia di bloccare le nomine. - Che ruolo ha Janet Yellen nel dibattito?
Condanna l’indagine, avvertendo del rischio di deriva istituzionale. - Il mandato di Powell cosa prevede?
Scade a maggio come presidente, ma può restare nel Board fino al 2028. - Chi è il possibile successore?
Kevin Hassett, indicato come profilo vicino alla linea di tagli dei tassi. - Quali effetti sul percorso dei tassi?
Maggiore incertezza e rischio di pressione politica sulle decisioni monetarie. - Qual è la fonte giornalistica citata?
ANSA, con ricostruzione dei fatti e delle reazioni istituzionali.




