Trump avvia negoziati urgenti per acquisire la Groenlandia: pressioni e reazioni dal summit internazionale di Davos

Indice dei Contenuti:
Davos, Trump chiede negoziati immediati per l’acquisizione della Groenlandia
Davos sotto shock
Nella Congress Hall gremita di Davos, il discorso di Donald Trump si spezza quando il presidente dichiara che gli Stati Uniti «hanno bisogno» della Groenlandia. Il pubblico, già colpito dalle sue critiche alle politiche climatiche europee e alle pale eoliche che «uccidono gli uccelli», si zittisce mentre il tycoon rilancia il dossier artico con un appello a negoziati immediati per l’acquisizione del territorio danese.
Trump rivendica che «solo gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza mondiale» controllando l’isola, definita «un grosso pezzo di ghiaccio» strategico per la difesa del Nord Atlantico. Ricorda che dopo la Seconda guerra mondiale Washington «salvò la Groenlandia e la restituì alla Danimarca», scelta che oggi giudica «un errore».
Davanti all’élite economica globale, il presidente insiste che la Groenlandia «è parte del Nord America» e quindi «un nostro territorio naturale», aggiungendo che «tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia», tra pochi sorrisi e molte perplessità in sala.
Ultimatum a Europa e Nato
Nel suo intervento, Trump contrappone la «crescita mai vista» degli Usa, che cita a un potenziale 5,4%, a un’Europa descritta come fuori rotta. «Amo l’Europa ma non sta andando nella giusta direzione», afferma, rivendicando il ruolo americano come «motore economico del pianeta».
Sulla Nato il messaggio è ambiguo: «Sarò con la Nato al 100%, ma non sono sicuro che loro ci saranno per noi», ricordando che l’unica attivazione dell’articolo 5 avvenne a favore di Washington dopo l’11 settembre. Accusa l’Alleanza di aver trattato «molto male» gli Stati Uniti, che «hanno dato tanto e ricevuto poco».
Quanto alla Groenlandia, il presidente avverte che un no europeo «verrà ricordato», pur assicurando che non userà la forza. Sottolinea di avere «grandissimo rispetto» per Danimarca e Groenlandia, ma insiste sulla necessità di aprire subito un tavolo negoziale, presentandolo come questione di sicurezza occidentale e di memoria storica.
Guerra, mercati e stile Trump
Trump delega all’Europa e alla Nato il dossier Ucraina, sostenendo che il conflitto non dovrebbe pesare sugli Stati Uniti. A Davos annuncia un incontro con Volodymyr Zelensky e assicura che anche Vladimir Putin «vuole un accordo», chiedendo di «porre fine a questa guerra» attraverso un’intesa negoziata tra le parti.
Sul fronte economico attacca il presidente della Fed Jerome Powell, accusato di essere «in ritardo» sui tagli dei tassi e di frenare la crescita americana. Rivendica l’uso dei dazi come strumento per «far pagare quei Paesi che ci hanno danneggiato» e promette mercati più reattivi alle «buone notizie economiche» con una politica monetaria più aggressiva.
Non mancano frecciate personali ai leader europei: ironizza sugli occhiali a specchio di Emmanuel Macron, innescando risate e qualche imbarazzo in platea, mentre moltiplica gli incontri bilaterali con capi di governo del Vecchio Continente per rafforzare la narrativa di un’America assertiva, corteggiata ma pronta allo scontro commerciale e strategico.
FAQ
D: Perché Trump vuole la Groenlandia?
R: La considera cruciale per la sicurezza nordatlantica, il controllo delle rotte artiche e l’influenza strategica nel Nord America.
D: Qual è la posizione della Danimarca sulla richiesta americana?
R: Copenaghen difende la sovranità danese e groenlandese, respingendo l’ipotesi di vendita o cessione del territorio.
D: Trump ha minacciato l’uso della forza per la Groenlandia?
R: Ha evocato la «forza e potenza eccessiva» degli Usa, ma ha esplicitamente dichiarato di non volerla usare per questa vicenda.
D: Come si inserisce la Nato nella questione Groenlandia?
R: Washington lega il controllo dell’isola al dispositivo di difesa Nato nel Nord Atlantico, chiedendo maggiore sostegno europeo.
D: Cosa ha detto Trump sulla guerra in Ucraina a Davos?
R: Ha sostenuto che Europa e Nato debbano assumersi la responsabilità principale e che sia possibile un accordo tra Zelensky e Putin.
D: Perché Trump ha criticato Jerome Powell?
R: Lo accusa di non aver tagliato i tassi abbastanza rapidamente, ostacolando secondo lui la piena espansione dell’economia Usa.
D: Qual è stata la reazione del pubblico di Davos al discorso?
R: La platea è apparsa divisa, tra silenzi imbarazzati sulle richieste sulla Groenlandia e risate sporadiche alle battute provocatorie.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di queste informazioni?
R: Le dichiarazioni e i passaggi chiave del discorso provengono da una cronaca dell’agenzia di stampa ANSA sulla giornata di Trump a Davos.




