Trump attacca lo spettacolo del Super Bowl, stroncate le star della musica

Super Bowl, polemica politica sullo show di Bad Bunny, Lady Gaga e Ricky Martin
Lo show di Bad Bunny con Lady Gaga e Ricky Martin all’Halftime del Super Bowl ha acceso una nuova miccia nel conflitto tra intrattenimento, identità nazionale e comunicazione politica negli Stati Uniti. Le critiche di Donald Trump e dei suoi collaboratori trasformano un evento pop globale in un caso di studio su come sport e spettacolo vengano usati per parlare di immigrazione, patriottismo e consenso elettorale.
Al centro delle tensioni: la scelta di un artista latino come volto dello show più visto della tv americana, l’uso simbolico della bandiera di Porto Rico e il linguaggio durissimo usato dall’ex Presidente verso performer e NFL, in un momento in cui il clima politico USA è già iper polarizzato.
L’annuncio della NFL e la minaccia di usare l’ICE
Alla conferma di Bad Bunny come headliner, un ex manager della campagna di Donald Trump ha evocato l’uso dell’ICE al Super Bowl, affermando che chi è “illegalmente nel Paese” non avrebbe avuto “luoghi sicuri” e parlando di arresti e deportazioni. Il funzionario ha definito “vergognosa” la scelta di un artista che “sembra odiare l’America”, segnalando come la figura del cantante portoricano venga politicizzata oltre i confini dell’intrattenimento pop.
Le dichiarazioni rimarcano la linea dura trumpiana sull’immigrazione, con il Super Bowl usato come palcoscenico retorico per ribadire un’identità nazionale esclusiva, in contrapposizione alla narrativa inclusiva che NFL e sponsor come Apple cercano di veicolare.
L’assenza annunciata di Trump dal Levi’s Stadium
In un intervento al New York Post due settimane prima della partita, Donald Trump ha dichiarato che non avrebbe presenziato al Super Bowl, lamentandone la distanza logistica ma soprattutto attaccando la scelta di Bad Bunny per l’Halftime Show. L’ex Presidente ha definito la decisione “terribile” e ha accusato il cantante di “seminare odio”, anticipando il tono dello sfogo successivo sui social.
Questa presa di posizione preventiva segnala una strategia: delegittimare l’evento prima ancora che avvenga, rafforzando presso la propria base l’idea che grandi media, NFL e industria musicale agiscano come blocco culturale ostile al trumpismo e ai suoi valori.
Lo sfogo di Donald Trump dopo l’Halftime Show
Terminato lo spettacolo dal Levi’s Stadium di Santa Clara, Donald Trump è intervenuto sul suo social Truth con un post durissimo contro Bad Bunny, lo show e persino le nuove regole del kick-off NFL. Le sue parole non sono solo una recensione negativa: rappresentano un’operazione di framing politico, in cui un’esibizione musicale viene letta come “affronto” all’America e occasione per rilanciare il proprio programma identitario ed economico.
Al centro della polemica, secondo l’ex Presidente, ci sarebbero lingua, estetica e messaggio dello show, giudicati incompatibili con gli “standard di eccellenza” che rivendica per il Paese.
“Terribile, uno dei peggiori di sempre”: il testo del messaggio su Truth
Nel suo sfogo, Donald Trump definisce l’Halftime Show “assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre”, privo di senso e offensivo per la “grandezza dell’America”. Sostiene che “nessuno capisce una parola” di ciò che dice Bad Bunny e bolla il ballo come “disgustoso, soprattutto per i bambini”.
L’ex Presidente contrappone lo spettacolo alla narrativa di un Paese che, sotto la sua guida, fisserebbe “nuovi standard” in borsa e nei fondi pensione, ed etichetta il tutto come “schiaffo in faccia” alla nazione. Anticipa poi “ottime recensioni” dai media di “fake news”, chiudendo con lo slogan “Rendiamo l’America nuovamente grande”.
Lingua spagnola, pubblico latino e bandiera di Porto Rico
Quando Bad Bunny si esibisce, porta con sé lingua spagnola, estetica urbana caraibica e simboli identitari, come la bandiera di Porto Rico, mostrata in campo anche durante il mandato di Donald Trump. In un Paese con circa 60 milioni di ispanofoni, l’idea che “nessuno capisca una parola” evidenzia la frattura culturale tra un elettorato che teme la perdita di centralità anglofona e un’America multiculturale che si riconosce in performer globali.
Il Super Bowl si conferma così luogo di scontro simbolico: per alcuni vetrina di diversità; per Trump e parte della sua base, segno di una trasformazione culturale percepita come minaccia all’identità nazionale tradizionale.
Trump, pop star e doppi standard nelle crociate morali
Lo scontro con Bad Bunny, Lady Gaga e il mondo pop latino non è un episodio isolato nella storia di Donald Trump. Negli anni il tycoon ha alternato alleanze tattiche con star dell’hip hop e del pop, come Nicki Minaj, ad attacchi frontali contro artiste critiche verso di lui, tra cui Cardi B. Questa oscillazione apre un tema di coerenza: ciò che viene bollato come “disgustoso” o “inadatto ai bambini” dipende più dalla collocazione politica degli artisti che dai contenuti effettivi delle loro performance.
Il caso Super Bowl diventa così un tassello di una più ampia guerra culturale, dove musica, corpo e sessualità vengono usati come strumenti di mobilitazione politica.
Dalle polemiche con Lady Gaga agli insulti ai figli di Cardi B
Donald Trump ha più volte preso di mira Lady Gaga, critica della sua presidenza, inserendola nel novero delle celebrità “nemiche” del trumpismo. Parallelamente, pochi mesi fa ha rivolto pesanti insulti ai figli di Cardi B, di 1, 5 e 7 anni, superando il perimetro del confronto politico e toccando la sfera privata di una famiglia. Questi episodi indeboliscono la credibilità delle sue crociate morali sul “decoro” televisivo, suggerendo un uso selettivo dell’indignazione in funzione del bersaglio.
Nicki Minaj, sostegno a Trump e reazioni online
Emblematico anche il caso Nicki Minaj, immortalata mano nella mano con Donald Trump e poi travolta dalle critiche quando, sui social, è stata accusata di “aver rovinato la carriera appoggiando Trump”, come recita un tweet virale in spagnolo. La vicenda mostra come l’appoggio a figure divisive abbia conseguenze reputazionali dirette per le star pop, soprattutto in mercati internazionali sensibili a temi come diritti civili, immigrazione e rappresentanza.
In questo intreccio, il Super Bowl diventa un laboratorio politico globale: gli artisti valutano rischi e opportunità di esposizione, mentre i leader sfruttano la musica per cementare identità, mobilitare fan-base e dettare l’agenda mediatica.
FAQ
Perché Donald Trump ha attaccato l’Halftime Show del Super Bowl?
Donald Trump ha definito lo spettacolo “terribile” e “uno dei peggiori di sempre”, giudicandolo un affronto ai valori e agli standard di eccellenza che, a suo dire, dovrebbero rappresentare l’America durante un evento simbolico come il Super Bowl.
Qual è il ruolo di Bad Bunny nella polemica sul Super Bowl?
Bad Bunny, artista latino globale, è al centro delle critiche di Trump e di un suo ex manager di campagna, che lo accusano di “odiare l’America” e usano la sua presenza all’Halftime Show per rilanciare un discorso duro su immigrazione e identità nazionale.
Perché la bandiera di Porto Rico è stata così discussa?
L’esposizione della bandiera di Porto Rico durante il Super Bowl è letta da molti come rivendicazione identitaria e politica. Nel contesto dell’era Trump, quel gesto è diventato simbolo di tensione tra minoranze latine e retorica nazionalista repubblicana.
Cosa c’entra la lingua spagnola con le critiche di Trump?
Trump sostiene che “nessuno capisce una parola” di ciò che dice Bad Bunny, malgrado circa 60 milioni di persone negli USA comprendano lo spagnolo. La frase viene interpretata come indicatore di una visione culturale che fatica a riconoscere il peso della comunità ispanica.
Qual è stato il ruolo dell’ICE nelle dichiarazioni sul Super Bowl?
L’ex manager della campagna di Donald Trump ha minacciato l’intervento dell’ICE, evocando arresti e deportazioni anche durante il Super Bowl. È un uso simbolico della polizia migratoria per ribadire la linea di tolleranza zero verso gli irregolari.
Perché Trump cita la borsa e i fondi pensione parlando di Halftime Show?
Nello sfogo su Truth, Trump contrappone il “disastroso” Halftime Show ai presunti successi economico-finanziari del suo operato. È una strategia retorica: usare un evento pop per ribadire il proprio racconto di leadership economica e “grandezza” nazionale.
In che modo Lady Gaga e Cardi B rientrano nello scontro culturale?
Lady Gaga è stata più volte attaccata da Trump per le sue posizioni politiche, mentre i figli di Cardi B sono stati oggetto di insulti personali. Entrambe rappresentano un pop progressista che l’ex Presidente indica come avversario simbolico del suo progetto politico.
Qual è la fonte delle informazioni su Trump, Bad Bunny e il Super Bowl?
Le ricostruzioni e le citazioni di dichiarazioni riportate in questo articolo derivano dall’analisi del pezzo originale pubblicato su Biccy da Anthony Festa, dedicato alle reazioni di Donald Trump allo show di Bad Bunny, Lady Gaga e Ricky Martin al Super Bowl.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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