Trump apre il dossier Ucraina mentre Witkoff tratta con Putin a Mosca fra sospetti e retroscena geopolitici

Indice dei Contenuti:
Ucraina, doppio fronte nei negoziati: Trump oggi vede Zelensky, Witkoff da Putin a Mosca
Davos, vertice ad alta tensione
L’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky a Davos si svolge oggi, dopo il rinvio di 24 ore che ha alimentato speculazioni diplomatiche. Il faccia a faccia arriva mentre la guerra tra Ucraina e Russia entra nel quarto anno e i margini per una tregua sembrano sottili ma non esauriti.
Da settimane Washington e Kiev lavorano a un piano di pace in 20 punti, con progressi sulle garanzie di sicurezza e sull’architettura del dopoguerra. Il vero stallo resta la questione territoriale, in particolare il Donbass, che il Cremlino considera prioritario mentre l’Ucraina rifiuta qualsiasi cessione senza un referendum popolare riconosciuto.
Al World Economic Forum, il presidente americano ha definito il conflitto “un bagno di sangue” e ha sostenuto che Vladimir Putin “vuole un accordo”. Trump ha avvertito che, se Mosca e Kiev non dovessero convergere, “sono stupidi”, rivendicando di aver risolto in passato diversi dossier bellici e chiedendo all’Europa di assumere la regia politica sul dossier ucraino.
Mosca, il canale parallelo di Witkoff
Mentre a Davos si incrociano leader e delegazioni ufficiali, a Mosca prende forma un secondo tavolo, informale ma cruciale, con la missione di Steve Witkoff e di Jared Kushner. I due emissari di Trump sono attesi oggi al Cremlino per un nuovo colloquio con Putin, definito “previsto in agenda” dal portavoce Dmitri Peskov e indicato da Witkoff come “un segnale importante da parte della Russia”.
L’inviato speciale è ormai un habitué di Mosca: questa sarà la sesta visita al Cremlino e il settimo incontro complessivo con Putin, includendo il summit di Anchorage, in Alaska, del 15 agosto. Secondo Witkoff, “tutti vogliono la pace”, ma restano incognite sulla cornice negoziale, sul ruolo degli Stati Uniti post-elezioni e sui possibili legami tra canale ufficiale e diplomazia ombra.
Dal palco di Davos, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “ragionevolmente vicini a un accordo”, ma ha ribadito che “tocca all’Europa risolvere la guerra in Ucraina”, in un messaggio che appare insieme di pressione e di progressivo disimpegno strategico.
Italia, la svolta sugli aiuti a Kiev
Nel frattempo, in Italia, cambia il lessico – e potenzialmente la sostanza – del sostegno all’Ucraina. Nelle commissioni Esteri e Difesa della Camera è passato un emendamento della maggioranza al decreto aiuti a Kiev che elimina il riferimento esplicito agli “aiuti militari”, sostituiti con la formula “di difesa civile”.
La modifica, firmata da Eugenio Zoffili (Lega), Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia), Stefano Saccani Jotti (Forza Italia) e Mara Carfagna (Noi moderati), è stata contestata in blocco dalle opposizioni, compreso il M5S. Il deputato Enzo Amendola (Partito Democratico) ha chiesto l’intervento del presidente della Camera, avvertendo del rischio di una “questione giuridica” se il decreto venisse svuotato di contenuti militari.
Il voto finale sul decreto Ucraina, previsto per ieri, è stato rinviato alla prossima settimana, segnale di un consenso parlamentare meno solido del previsto e di una crescente sensibilità dell’opinione pubblica sulla natura – civile o bellica – dell’assistenza a Kiev.
FAQ
D: Perché l’incontro Trump–Zelensky a Davos è considerato cruciale?
R: Perché coincide con la definizione del piano di pace in 20 punti e può orientare la posizione americana sul conflitto ucraino.
D: Qual è il nodo più difficile nei negoziati tra Ucraina e Russia?
R: Lo status del Donbass e delle aree occupate, su cui Kiev pretende il voto della popolazione tramite referendum riconosciuti.
D: Chi è Steve Witkoff e che ruolo ha nel dossier ucraino?
R: È l’inviato speciale di Trump, responsabile del dossier sulla guerra e protagonista del canale negoziale informale con il Cremlino.
D: Perché la visita di Witkoff e Jared Kushner a Mosca è significativa?
R: Indica che Putin mantiene aperto un dialogo parallelo con l’entourage di Trump, al di là dei canali istituzionali USA.
D: Cosa cambia con l’emendamento italiano sugli aiuti a Kiev?
R: Il decreto parla ora di “difesa civile”, attenuando il riferimento diretto agli aiuti militari e aprendo dubbi interpretativi.
D: Qual è la posizione ufficiale di Trump sul ruolo europeo nella guerra?
R: Trump sostiene che spetti all’Europa risolvere la guerra in Ucraina, ridimensionando l’impegno diretto degli USA.
D: Che cosa ha definito Trump la guerra in Ucraina durante il Forum di Davos?
R: L’ha definita “un bagno di sangue” e ha affermato che, senza accordo, i leader coinvolti “sono stupidi”.
D: Qual è la fonte giornalistica originale del resoconto sugli incontri di Davos e Mosca?
R: La ricostruzione si basa su un articolo di Adnkronos che ha riportato nel dettaglio le agende di Trump, Zelensky, Witkoff e Putin.




