Trump accusa Bruxelles a Davos e indica l’Europa come causa dei prezzi record dei farmaci USA

Indice dei Contenuti:
Trump attacca l’Europa a Davos: “Farmaci troppo cari negli Stati Uniti”
Davos, lo strappo con l’Europa
Nel suo intervento al World Economic Forum di Davos, l’ex presidente Donald Trump ha descritto un’Europa “irriconoscibile” agli occhi dei suoi amici americani, criticando il continente per la deriva politica ed economica.
Pur ribadendo di “volere il bene dell’Europa”, ha accusato i governi europei di aver imboccato “una strada sbagliata”, in contrasto con la visione di crescita e deregolamentazione promossa da Washington durante il suo mandato.
Tra le stoccate, ha però riconosciuto un vantaggio decisivo: i prezzi dei medicinali, molto più bassi rispetto agli Stati Uniti. Secondo il suo racconto, i viaggiatori americani tornano da Londra colpiti dal costo accessibile dei farmaci da banco e di alcune terapie essenziali.
Trump ha evocato il caso di un farmaco che costerebbe “10 dollari a Londra e 130 a New York o Los Angeles”, suscitando mormorii tra i manager presenti in sala. Un divario confermato da un’analisi Rand del 2024: nel 2022 i pazienti statunitensi hanno pagato in media 2,78 volte più dei cittadini di 33 Paesi, tra cui Francia, Germania e Regno Unito.
La strategia sui prezzi e il braccio di ferro con Parigi
L’ex presidente rivendica una linea aggressiva per forzare al ribasso i prezzi interni, facendo pagare di più agli altri Paesi avanzati. Ha riproposto la dottrina della “nazione più favorita”, con l’obiettivo di ancorare le tariffe americane ai listini esteri più bassi.
Nel secondo mandato ha annunciato un maxi ordine esecutivo e un’intesa con 17 big pharma per avvicinare i prezzi statunitensi a quelli europei, promettendo tagli “fino al 90%”. In parallelo, ha puntato su una diplomazia muscolare con i partner.
Trump ha raccontato di avere chiesto al presidente francese Emmanuel Macron di alzare il prezzo di specifici medicinali in Francia, minacciando dazi del 25% su vini e champagne se Parigi non avesse concesso margini alle aziende.
L’Eliseo ha smentito seccamente: in un post su X ha ricordato che i prezzi sono fissati dal sistema di sicurezza sociale, non dall’Eliseo, accompagnando il messaggio con una gif di Trump e la scritta “Fake news!”. Il contrasto tra la narrazione politica e il meccanismo regolatorio francese resta netto.
Un sistema che spinge in alto i prezzi
Gli esperti di politiche sanitarie indicano come nodo centrale l’architettura del mercato statunitense: le case farmaceutiche trattano con singole assicurazioni e con i pharmacy benefit manager, una catena di intermediazione che permette ampi margini sui prezzi di listino.
In molti Paesi europei, invece, un’unica autorità nazionale negozia per l’intera popolazione, imponendo limiti e rimborsi più stringenti. Questo modello, se da un lato contiene la spesa pubblica, dall’altro è accusato dall’industria di scaricare sugli Stati Uniti il costo reale dell’innovazione.
Il ceo di Novartis, Vas Narasimhan, a margine di un evento alla USA House di Davos, ha riconosciuto che oltre metà dei profitti globali del settore arriva dal mercato americano e che senza questi ricavi molti farmaci non vedrebbero la luce.
Ha definito “ragionevole” l’accordo con le 17 aziende, ma i numeri lo smentiscono: secondo la società di ricerca 46brooklyn, nelle prime due settimane del 2026 sedici aziende coinvolte hanno aumentato i prezzi di alcuni prodotti, con un rialzo mediano del 4% su 872 farmaci di marca.
Dati analoghi, riportati da Reuters sulla base delle analisi di 3 Axis Advisors, mostrano rialzi su 350 medicinali. Per lo specialista Benjamin Rome del Brigham and Women’s Hospital di Boston, accordi riservati e sconti opachi lasciano intatte le cause strutturali dell’esplosione dei prezzi.
FAQ
D: Cosa ha contestato Trump all’Europa durante il World Economic Forum?
R: Ha accusato l’Europa di aver preso una “brutta strada”, pur riconoscendo i prezzi più bassi dei farmaci rispetto agli Stati Uniti.
D: Qual è il divario di prezzo medio dei medicinali tra Stati Uniti ed Europa?
R: Uno studio Rand del 2024 stima che nel 2022 i prezzi statunitensi siano stati in media 2,78 volte superiori a quelli di 33 altri Paesi avanzati.
D: Quale obiettivo si pone la politica della “nazione più favorita”?
R: Ancorare i prezzi statunitensi ai listini dei Paesi con tariffe più basse, costringendo gli altri mercati a pagare di più per ridurre il peso sui pazienti americani.
D: Che ruolo ha avuto Emmanuel Macron nella ricostruzione di Trump?
R: Trump sostiene di avergli chiesto di aumentare i prezzi dei farmaci francesi, minacciando dazi del 25% su vini e champagne.
D: Come ha risposto l’Eliseo alle dichiarazioni di Trump?
R: L’ufficio di Emmanuel Macron ha negato qualsiasi intervento diretto sui listini, ricordando che i prezzi sono regolati dal sistema di sicurezza sociale francese.
D: Perché il sistema americano favorisce prezzi elevati?
R: Perché le aziende negoziano con molteplici assicurazioni e pharmacy benefit manager, con sconti opachi e ampia libertà sui prezzi di listino.
D: Cosa chiede l’industria farmaceutica internazionale?
R: Un modello più equilibrato, in cui anche i Paesi europei contribuiscano maggiormente al finanziamento dell’innovazione farmaceutica globale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della ricostruzione?
R: L’analisi e le citazioni sono basate su un articolo pubblicato da Fortune.com, integrato con dati di Rand, 46brooklyn e altre fonti specialistiche.




