Tribunale Roma blocca maxi sanzione Garante Privacy contro OpenAI e ridisegna i confini del trattamento dati

Tribunale Roma blocca maxi sanzione Garante Privacy contro OpenAI e ridisegna i confini del trattamento dati

20 Marzo 2026

Roma, il Tribunale annulla la maxi-multa privacy da 15 milioni a OpenAI

Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 15 milioni di euro inflitta nel dicembre 2024 dal Garante per la Privacy a OpenAI, società statunitense che sviluppa ChatGpt. La decisione, assunta nel 2025 a Roma, chiude il ricorso promosso dall’azienda contro l’Autorità italiana, che aveva contestato un presunto uso illegittimo di dati personali nella fornitura del servizio di intelligenza artificiale generativa. OpenAI, che aveva definito la multa “sproporzionata”, ha espresso soddisfazione, ribadendo l’impegno al rispetto della normativa europea e l’intenzione di rafforzare la propria presenza in Italia, mercato strategico per la diffusione dell’IA tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

In sintesi:

  • Il Tribunale di Roma annulla la sanzione privacy da 15 milioni di euro contro OpenAI.
  • La multa del Garante era legata a presunti usi illeciti di dati personali su ChatGpt.
  • OpenAI parla di decisione positiva e conferma l’impegno sulla tutela dei dati.
  • Il caso resta rilevante per l’applicazione futura delle norme europee sull’IA.

Dalla fuga di dati allo stop, fino al ricorso vinto da OpenAI

Il provvedimento del Garante per la Privacy del 20 dicembre 2024 arrivava al termine di un’istruttoria aperta nel marzo 2023, pochi mesi dopo il lancio globale di ChatGpt e in scia a una fuga di dati legata alla piattaforma. L’Autorità aveva ordinato il blocco del servizio in Italia, contestando la mancanza di un’informativa chiara sul trattamento dei dati personali e l’assenza di un efficace sistema di verifica dell’età degli utenti.

Durante il mese di stop, OpenAI aveva introdotto misure correttive richieste dal Garante, tra cui informative più dettagliate e meccanismi di protezione per i minori, ottenendo ad aprile 2023 la riattivazione di ChatGpt nel nostro Paese. Nonostante gli adeguamenti, a fine 2024 l’Autorità aveva comunque deciso per una pesante sanzione economica.

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OpenAI aveva immediatamente impugnato la decisione davanti al Tribunale di Roma, definendo la multa *“sproporzionata”* rispetto alle presunte violazioni. Nel marzo 2025, i giudici capitolini avevano disposto la sospensione temporanea della sanzione, in attesa del giudizio nel merito che ora, con l’annullamento della multa, si conclude a favore della società di San Francisco.

Impatto sul futuro della regolazione dell’intelligenza artificiale in Italia

La sentenza del Tribunale di Roma non esaurisce il confronto tra innovazione e tutela dei diritti fondamentali nell’era dell’intelligenza artificiale. Il caso OpenAI diventa un precedente rilevante per l’interpretazione delle norme europee su privacy e IA, specie alla luce dell’AI Act in arrivo.

Per l’Italia, la decisione potrebbe tradursi in un approccio regolatorio più calibrato, volto a conciliare controllo rigoroso e attrattività per gli investimenti nel digitale. Per OpenAI, l’annullamento della sanzione apre la strada a un consolidamento della propria presenza nel mercato italiano, con potenziali ricadute su imprese, PA e sistema educativo, che già sperimentano l’uso di ChatGpt in progetti di automazione, assistenza e formazione.

FAQ

Perché il Tribunale di Roma ha annullato la multa a OpenAI?

Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione ritenendo infondate o non sufficientemente provate le contestazioni mosse dal Garante per la Privacy.

Cosa contestava il Garante Privacy italiano a ChatGpt?

Il Garante contestava l’uso ritenuto illecito di dati personali, l’assenza di informativa adeguata e l’insufficiente verifica dell’età degli utenti minori.

ChatGpt è oggi utilizzabile senza restrizioni in Italia?

Sì, ChatGpt è attivo in Italia dopo gli adeguamenti richiesti dal Garante, nel rispetto del quadro normativo europeo vigente.

La decisione influisce sull’applicazione futura dell’AI Act in Europa?

Sì, la decisione offre un precedente interpretativo utile, ma non sostituisce né modifica direttamente le future regole dell’AI Act.

Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su OpenAI e privacy?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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