TFR protagonista di svolta silenziosa: come ottenere subito fino al 60 per cento scegliendo la previdenza complementare

Indice dei Contenuti:
TFR: dal 2026 anticipo al 60% per chi ha scelto la previdenza complementare
Nuove regole per l’anticipo
Dal 2026 chi ha destinato il Tfr alla previdenza complementare potrà incassare fino al 60% del montante in un’unica soluzione al momento della pensione, con il restante 40% erogato sotto forma di rendita. La soglia sale così rispetto al precedente limite del 50% valido fino al 31 dicembre 2025.
Nel calcolo del capitale massimo liquidabile vanno sottratte tutte le somme già ottenute come anticipazioni e non reintegrate nel fondo. Contano quindi gli importi effettivamente presenti nella posizione individuale al momento della richiesta della prestazione finale.
La misura riguarda esclusivamente la fase di uscita dal lavoro, non le anticipazioni ordinarie durante il rapporto di lavoro. Il legislatore punta a offrire ai neo-pensionati una maggiore liquidità immediata per gestire spese corpose, estinguere mutui o ridurre altri debiti in un passaggio delicato del ciclo di vita.
Scelte alternative alla rendita classica
Il 40% residuo del montante non deve più tradursi obbligatoriamente in rendita vitalizia assicurativa tradizionale. I fondi pensione possono proporre rendite erogate per un numero definito di anni – ad esempio 10 o 15 – con tassazione agevolata che oscilla tra il 9% e il 15% in funzione degli anni di permanenza nel fondo.
In alternativa, è possibile optare per prelievi periodici direttamente dal fondo, mantenendo l’investimento del capitale e attingendo in modo flessibile alla posizione accumulata. In questo caso l’imposizione fiscale è leggermente più elevata, tendenzialmente compresa tra il 15% e il 20%.
Tutte queste opzioni sono accessibili ai lavoratori che vantano almeno cinque anni di iscrizione a un fondo pensione e che abbiano maturato i requisiti pensionistici nel regime obbligatorio. Il capitale erogato in unica soluzione beneficia della tassazione agevolata della previdenza complementare, quindi inferiore alla normale Irpef sul Tfr lasciato in azienda.
Anticipi in costanza di lavoro
L’anticipo del Tfr segue regole diverse a seconda che le somme restino in azienda o confluiscano in un fondo pensione. Se il Tfr rimane presso il datore di lavoro o nel Fondo Tesoreria Inps, l’anticipo può essere chiesto una sola volta, dopo almeno 8 anni di servizio, fino al 70% del maturato, per acquisto prima casa o spese sanitarie straordinarie.
Nei fondi di previdenza complementare, disciplinati dal DLgs n. 252/2005, gli anticipi sono più flessibili: è possibile presentare più richieste nel corso della carriera, purché la somma complessiva non superi il 75% della posizione (o il 30% per esigenze non documentate). L’aderente può inoltre reintegrare la posizione con versamenti successivi e accedere ad ulteriori anticipazioni.
Per gravi spese sanitarie si può ottenere fino al 75% in qualsiasi momento. Per l’acquisto o ristrutturazione della casa di abitazione propria o dei figli, fino al 75% dopo 8 anni di partecipazione al fondo. Per esigenze non documentate, fino al 30% del montante sempre dopo 8 anni.
FAQ
D: Dal 2026 quanto si può ricevere in capitale alla pensione?
R: Fino al 60% del montante accumulato nel fondo di previdenza complementare.
D: Cosa succede al restante 40%?
R: Viene erogato sotto forma di rendita, anche in versione temporanea o con prelievi flessibili.
D: Gli anticipi già ottenuti riducono il capitale finale?
R: Sì, le somme anticipate e non reintegrate vengono sottratte dal montante utile per il 60%.
D: Qual è la tassazione sul capitale erogato dal fondo?
R: Si applica una ritenuta tra il 9% e il 15% in base all’anzianità di partecipazione al fondo.
D: Posso chiedere anticipi più volte se ho il Tfr nel fondo pensione?
R: Sì, purché non si superino i limiti del 75% (o 30% per esigenze libere) della posizione.
D: Servono 8 anni per tutte le tipologie di anticipo?
R: No, per le spese sanitarie gravi non è richiesto il requisito degli 8 anni.
D: L’anticipo del Tfr in azienda è più rigido?
R: Sì, è richiedibile una sola volta, dopo 8 anni e fino al 70% del maturato.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Le informazioni derivano da un’analisi di un approfondimento pubblicato da Il Sole 24 Ore sulla previdenza complementare e sugli anticipi del Tfr.




