La notizia in sintesi
- Terre D’Oltrepò cede il ramo spumanti La Versa a Mack & Schuhle Italia.
- L’operazione segue la liquidazione giudiziale disposta dal Tribunale di Pavia nel 2025.
- Secondo La Provincia Pavese, i termini economici dell’offerta non sono stati resi noti.
- Fedele Angelillo punta sul rilancio del Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese.
(Riassunto generato con AI)
La cessione che ridisegna Terre D’Oltrepò
Terre D’Oltrepò spa, storica realtà vitivinicola dell’Oltrepò Pavese, ha ceduto il ramo d’azienda degli spumanti a marchio La Versa a Mack & Schuhle Italia, joint venture tra il gruppo tedesco omonimo e l’imprenditore pugliese Fedele Angelillo, che ne è anche amministratore unico. L’operazione arriva dopo la liquidazione giudiziale disposta nel settembre 2025 dal Tribunale di Pavia e segna un passaggio centrale nella gestione della crisi della società.
Secondo quanto riferito da La Provincia Pavese, Mack & Schuhle Italia ha presentato l’unica offerta vincolante al commissario ministeriale Luigi Zingone. L’offerta è stata approvata dall’assemblea di Terre D’Oltrepò, mentre i termini dell’intesa non sono stati resi pubblici. Il nodo industriale e finanziario riguarda un marchio storicamente rilevante per il territorio, in un contesto in cui la continuità produttiva e il rapporto con i viticoltori sono diventati decisivi.
La scelta si inserisce in una fase in cui la priorità è rimettere in moto un asset strategico del vino locale. La cessione del ramo La Versa rappresenta quindi non solo una risposta alla procedura concorsuale, ma anche il tentativo di preservare valore produttivo, identità territoriale e sbocchi commerciali in uno dei distretti più rappresentativi della spumantistica lombarda.
Crisi, numeri e prospettive del rilancio
La crisi di Terre D’Oltrepò è maturata dopo una fase in cui il ceo Umberto Callegari, manager di provenienza Microsoft, sembrava aver avviato un recupero dell’azienda, riducendo la dipendenza dalla fascia più bassa del mercato. Nel settembre 2023 era stato siglato proprio con Fedele Angelillo un accordo di fornitura a Mack & Schuhle Italia per un volume compreso tra 9 e 12 milioni di bottiglie annue, da distribuire in Italia e all’estero.
L’intesa prevedeva anche lo sviluppo di marchi dedicati per retailer internazionali e progetti di private label. Quel piano si è però scontrato con il drastico peggioramento della capacità produttiva. Nel 2024 la siccità e il crollo dei conferimenti da parte dei soci, causato dai forti ritardi nei pagamenti, hanno ridotto l’afflusso di uva a circa 160 mila quintali, contro una media storica tra 380 e 400 mila.
Il calo ha impedito a Terre D’Oltrepò di rispettare gli impegni commerciali assunti. Ne è seguita la reazione di Mack & Schuhle Italia, che ha ottenuto decreti ingiuntivi e il pignoramento delle quote dei soci. Questo passaggio, secondo quanto ricostruito nel testo originario, ha contribuito al blocco delle linee di credito bancarie e alla sostanziale paralisi operativa dello stabilimento di Santa Maria della Versa, in provincia di Pavia.
Nel 2025 il quadro si è ulteriormente aggravato: le uve consegnate non hanno superato i 50 mila quintali. Dopo il rigetto della richiesta di accesso alla composizione negoziata della crisi, il Tribunale di Pavia ha quindi dichiarato lo stato d’insolvenza nel settembre 2025. Sul piano economico, nel 2024 Terre D’Oltrepò registrava un debito netto di 8,7 milioni di euro, a fronte di 27,4 milioni di fatturato e di un ebita poco inferiore a 2 milioni.
Il passaggio a Mack & Schuhle Italia va letto anche in chiave di filiera. Il gruppo acquirente è uno dei grandi operatori europei nell’importazione e distribuzione di vino, con presenza in più mercati e una struttura che integra produzione, marchi e canali commerciali. In Italia, nel 2024, la società ha registrato 205 milioni di euro di fatturato, 7,8 milioni di ebitda e un debito netto di 18,3 milioni. Questo profilo dimensionale spiega la rilevanza industriale dell’operazione e la possibilità di riportare La Versa su reti distributive ampie.
Il territorio resta il vero banco di prova
Il commissario dispone ora di liquidità utile a pagare i conferimenti dei viticoltori, indicati in 180 mila quintali l’anno, con l’obiettivo di favorire anche lo sblocco dei fidi bancari. È un passaggio cruciale perché il rilancio del marchio non può prescindere dal ripristino del rapporto con la base produttiva locale.
Fedele Angelillo ha dichiarato: “Continuiamo a credere molto nel territorio e nella denominazione e puntiamo a far ritornare La Versa il grande marchio che è stato in passato”. Come riferisce WineCouture, la nuova proprietà prevede una ristrutturazione completa dell’azienda, un piano industriale e di marketing e la riattivazione della cantina già dalla prossima vendemmia. La tenuta del progetto si misurerà dunque sulla capacità di trasformare l’acquisizione in recupero produttivo stabile.
FAQ
Chi ha acquistato il ramo La Versa?
Sì, il ramo spumanti La Versa è stato acquistato da Mack & Schuhle Italia, joint venture guidata da Fedele Angelillo.
Perché Terre D’Oltrepò è entrata in crisi?
Sì, la crisi è stata aggravata da siccità, ritardi nei pagamenti ai soci e crollo dei conferimenti d’uva.
Quando è stata disposta la liquidazione giudiziale?
Sì, la liquidazione giudiziale di Terre D’Oltrepò è stata disposta nel settembre 2025 dal Tribunale di Pavia.
Quale obiettivo ha la nuova proprietà?
Sì, l’obiettivo dichiarato è rilanciare gli spumanti Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese e rendere operativa la cantina dalla prossima vendemmia.
Qual è la fonte originale della notizia?
Sì, la fonte originale è indicata come elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.



