Striscia la Notizia svela le nuove veline: rivoluzione sul bancone, chi sono le protagoniste sorprendenti
Indice dei Contenuti:
Nuove veline in prima serata
Striscia la Notizia approda in prime time con una novità dirompente: non due, non quattro, ma sei veline, inserite in un impianto da varietà che affianca la tradizionale vocazione satirica. L’impostazione richiama l’estetica televisiva degli anni Ottanta e lo spirito di Drive In, senza rinunciare al cuore investigativo del programma.
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La scelta delle sei veline arriva come risposta all’ondata puritana che ha marginalizzato le figure iconiche dello spettacolo leggero, trasformandole in un dispositivo scenico corale. Un segnale di vitalità in un format con 38 anni di storia che rivendica ancora la capacità di rinnovarsi.
Le protagoniste saranno parte integrante della liturgia del prime time: coreografie, presenza di raccordo e sostegno ritmico al doppio asse di conduzione e inchieste. L’obiettivo è rafforzare l’identità ibrida tra intrattenimento e denuncia, nel solco tracciato da Antonio Ricci.
Il contesto scenico prevede un impianto elegante, con i conduttori in smoking e un’orchestra live, in cui le veline diventano elemento narrativo, non mero contorno. La loro moltiplicazione non è un vezzo ma una dichiarazione di poetica televisiva: pluralità, ritmo, riconoscibilità.
Il debutto in prima serata intende riaffermare che il marchio è “vivo e combattivo”: le veline, più che simboli, tornano a essere strumenti di racconto pop, calibrati per un pubblico generalista e per la massima resa spettacolare.
Cast, ospiti e sorprese
Ezio Greggio e Enzo Iacchetti tornano in smoking a guidare l’assetto da varietà, sostenuti dall’orchestra di Demo Morselli, volto storico legato al Maurizio Costanzo Show. La struttura unisce intrattenimento e inchiesta, ripristinando la centralità della denuncia senza rinunciare al ritmo spettacolare.
In campo gli inviati storici e nuove firme, con i Tapiri di Valerio Staffelli a presidiare l’attualità. Debutta una “vendicatrice” d’eccezione: Maria De Filippi, affiancata da Tina Cipollari e Giovannino, incaricata di consegnare la “merdina” a chi occupa i posti auto per disabili. Una scelta simbolica che lega ironia e civismo.
La prima puntata schiera ospiti ad alto richiamo: il campione del mondo Alessandro Del Piero e la criminologa Roberta Bruzzone. Un mix di sport e analisi forense che amplia la platea e rafforza il taglio generalista del prime time.
La scansione dello show prevede numeri musicali, intermezzi comici e blocchi d’inchiesta, mantenendo il marchio satirico. L’obiettivo editoriale è ribadire la contemporaneità del format: linguaggio pop, volti riconoscibili e missione di servizio, con sorprese calibrate e ingressi a effetto.
FAQ
- Chi conduce la versione in prime time? Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti.
- Chi guida l’orchestra? Demo Morselli.
- Quali inviati sono confermati? Rientrano volti storici e nuovi ingressi, con i Tapiri di Valerio Staffelli.
- Qual è il ruolo di Maria De Filippi? Consegna la “merdina” a chi occupa indebitamente i posti per disabili, con Tina Cipollari e Giovannino.
- Chi sono gli ospiti della prima puntata? Alessandro Del Piero e Roberta Bruzzone.
- Qual è il mix editoriale dello show? Varietà, satira, inchieste e momenti musicali.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Interventi e dichiarazioni attribuite ad Antonio Ricci riportate dalla stampa di settore.
Ricci tra polemiche e visioni televisive
Antonio Ricci rivendica la centralità del marchio: «Non siamo vecchi, siamo i più giovani», ribadendo che le cinque prime serate non sono un contentino. Per l’autore, l’operazione è un rilancio editoriale e un banco di prova della vitalità del format.
Polemico su Affari Tuoi, individua un rischio di “induzione al gioco d’azzardo” e sollecita la politica, chiamando in causa il governo e Giorgia Meloni. Richiama inoltre la gestione del budget dichiarata in un podcast da Max Giusti, come indizio della non piena casualità.
Sul piano industriale, Ricci sottolinea di non avere esclusiva con Mediaset e di poter immaginare scenari diversi, scegliendo la linea della contendibilità come leva di forza strategica.
Nel capitolo etico, difende la prudenza sul caso Ferragni–Pandoro, ricordando di non aver parlato di truffa prima della sentenza, e invita alla cautela sul “sistema Signorini” finché non emergano più denunce.
Guardando all’attualità internazionale, attacca le derive semplificatorie, citando Donald Trump e le posizioni sulla Groenlandia. Sulle guerre, richiama la responsabilità politica e culturale: la leadership, afferma, dovrebbe farsi sentire.
Ammette un errore storico: essere andati in onda durante il Covid, gesto definito “eroico” ma frainteso dall’azienda come prova di indistruttibilità, con conseguenze sulle aspettative operative del programma.




