Striscia la Notizia supera l’esame Auditel, Antonio Ricci analizza i numeri

Ascolti in calo per il prime time di Striscia la Notizia
La terza serata in prima serata di Striscia la Notizia su Canale 5 conferma un trend discendente negli ascolti, aprendo interrogativi sulla tenuta del format fuori dall’access prime time. Il confronto diretto con Don Matteo su Rai 1 mostra uno squilibrio netto nei numeri e nella fidelizzazione del pubblico di prima serata.
I numeri della terza puntata e il confronto con Rai 1
La puntata con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti si è fermata a 1.717.000 telespettatori con l’11% di share. Nella stessa fascia, la fiction Don Matteo con Raoul Bova ha conquistato 4.055.000 telespettatori e il 23,2% di share. In tre settimane, il tg satirico ha perso oltre un milione di spettatori rispetto al debutto. Il calo indica una forte difficoltà nel trasformarsi in appuntamento seriale di prime time, dove la concorrenza narrativa delle fiction pesa più degli sketch.
Ospiti, Tapiro e nuovi contenuti della versione serale
La terza puntata ha puntato su ospiti come Raul Cremona, Samira Lui e Lillo Petrolo, futuro co-conduttore del Festival di Sanremo. Le consegne del Tapiro di Valerio Staffelli a Fiorello, Checco Zalone e Laura Pausini hanno aggiunto appeal. Pausini ha ironizzato sulle polemiche legate a Gianluca Grignani e ai fan di Marco Mengoni, accennando il ritornello di “16 Marzo”. Nonostante il parterre, la costruzione di evento non è bastata a frenare l’erosione dell’audience, segno che la forza degli ospiti non compensa una collocazione fragile.
L’esperimento di prime time secondo Antonio Ricci
L’ideatore Antonio Ricci continua a definire “esperimento riuscitissimo” lo spostamento di Striscia la Notizia in prima serata. I dati delle prime tre puntate, però, mostrano una dinamica diversa fra esordio oltre le attese e successiva rapida flessione, alimentando il dibattito sulla strategia editoriale di Mediaset.
Dati delle prime tre puntate e obiettivi di rete
Al debutto del 22 gennaio 2026, la versione serale ha totalizzato 2.783.000 telespettatori con il 18,6% di share, superando l’obiettivo interno di 2,5 milioni fissato da Pier Silvio Berlusconi. La seconda puntata è scesa a 1.807.000 spettatori e 12,3% di share. La terza ha ulteriormente ceduto, attestandosi a 1.717.000 spettatori e all’11%. Ricci ha rivendicato su La Verità che, fra i titoli di Canale 5 andati in onda contro Don Matteo negli ultimi cinque anni, il suo sia comunque quello più visto, sottolineando la rischiosità della collocazione scelta.
La strategia di Canale 5 e il posizionamento contro Don Matteo


La decisione di schierare il tg satirico contro una corazzata come Don Matteo appare, secondo Ricci, “azzecata” in relazione al rendimento storico degli altri show di rete. Tuttavia, l’analisi semantica dei flussi d’ascolto evidenzia come la platea generalista del giovedì privilegi la fiction rassicurante di Rai 1 rispetto alla satira militante. La brand identity di Striscia, costruita in decenni di access time, fatica a ricollocarsi nella lunga durata serale. In assenza di una controprogrammazione coerente, il prodotto viene percepito come “allungato” anziché come evento autonomo.
Un format da access time trapiantato in prima serata
La storia trentennale di Striscia la Notizia, dal 1989 al 2025, è legata a doppio filo alla fascia dell’access prime time. Il trasloco strutturale in prime time arriva dopo anni di calo progressivo, con rumor ricorrenti su stop, restyling radicali o trasloco fisso. Il nuovo corso prova a rilanciare brand e linguaggio, ma pone problemi di ritmo e durata.
Limiti strutturali del linguaggio satirico in fascia lunga
Il format nasce per 30 minuti serrati, con stacchetti, veline, servizi degli inviati e conduzione comica “a raffica”. In prima serata, la durata più ampia impone un respiro narrativo che il tg satirico non sempre riesce a sostenere. L’alternanza tra clip virali, servizi d’inchiesta e siparietti comici crea un mosaico frammentato rispetto alla linearità promessa da fiction o talent. Il pubblico serale, già affollato da prodotti fortemente seriali, tende a premiare continuità di racconto e arco emotivo più che la successione di sketch autonomi.
Ipotesi di nuova collocazione e impatto sul pubblico
Fra gli addetti ai lavori prende quota l’ipotesi di una fascia preserale, magari dopo Dentro la Notizia, per rilanciare il format senza snaturarlo. Una collocazione intermedia valorizzerebbe la vocazione di rassegna satirica dell’attualità e potrebbe intercettare un pubblico in cerca di alleggerimento post-cronaca nera. Il brand, rafforzato da studio rinnovato, band in scena e sei nuove veline, necessità di un contesto coerente con il proprio DNA. Il ritorno a una durata più contenuta, agganciata all’informazione, consentirebbe di recuperare ritmo e riconoscibilità, elementi chiave per la scoperta e la distribuzione su Google News e Google Discover.
FAQ
Perché gli ascolti di Striscia la Notizia sono in calo in prima serata?
Il calo è legato allo scontro diretto con Don Matteo, alla struttura pensata per l’access time e alla difficoltà di sostenere una narrazione lunga con un mosaico di sketch e servizi satirici.
Quanto ha ottenuto la terza puntata in termini di share e spettatori?
La terza puntata in prima serata su Canale 5 è stata seguita da 1.717.000 telespettatori, pari all’11% di share, dati considerati deludenti per uno storico titolo generalista.
Cosa pensa Antonio Ricci del nuovo corso in prime time?
Antonio Ricci definisce l’operazione un esperimento riuscito, rivendica il superamento dell’obiettivo di debutto e sottolinea che, contro Don Matteo, è il programma di Canale 5 più visto degli ultimi cinque anni.
Perché Don Matteo vince così nettamente la sfida del giovedì?
Don Matteo offre una fiction familiare e seriale, con Raoul Bova, capace di garantire continuità narrativa e fidelizzazione del pubblico di Rai 1, storicamente fortissimo in prima serata.
Quale fascia oraria potrebbe valorizzare meglio Striscia la Notizia?
Una fascia preserale o di access prime time, eventualmente dopo Dentro la Notizia, appare più coerente con il ritmo breve, la satira d’attualità e l’identità consolidata del programma.
Qual è la fonte principale dei dati e delle dichiarazioni analizzate?
I dati d’ascolto e le dichiarazioni di Antonio Ricci provengono dall’articolo originale pubblicato dal sito Nexilia e dall’intervista riportata sul quotidiano La Verità.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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