Stranger Things 5 svela il dietro le quinte: trucchi segreti e scene cult che non hai mai visto
Indice dei Contenuti:
Set pratici oltre la cgi
Stranger Things 5 punta su set fisici costruiti ad hoc, riducendo l’uso della sola CGI per ottenere profondità visiva e controllo scenico. La “battaglia finale” nasce dalla replica di una cava modellata su un canyon del Nuovo Messico, area reale ma protetta, che i fratelli Duffer hanno trasformato in una scenografia tangibile, pronta per essere distrutta e riassemblata in base alle esigenze narrative.
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La scelta di ricreare ambienti concreti ha guidato la produzione: superfici, detriti e rilievi sono stati sagomati per dare agli attori riferimenti fisici e per permettere movimenti di macchina dinamici senza affidarsi a green screen estesi. Questo approccio ha garantito coerenza luminosa e una resa materica più credibile nelle sequenze d’azione.
Gli oggetti di scena sono stati progettati per l’interazione diretta. Le “uova” infilzate da Steve e Dustin erano palloncini riempiti con una melma densa composta da additivi alimentari, studiata per esplodere con viscosità controllata, mentre le membrane lacerate da Nancy erano realizzate in silicone elastico, calibrato per resistere ai primi strappi e poi cedere in modo cinematografico. La scenografia del Sottosopra ha integrato elementi sacrificabili e texture pittoriche, ottimizzate per essere inondate, lacerate e illuminate con precisione, così da facilitare l’integrazione dei VFX in post-produzione.
Creature e effetti speciali ibridi
Il Mind Flayer non è stato ricreato fisicamente: sul set gli attori hanno seguito un monitor e un tablet con la sagoma del mostro per valutarne scala e posizionamento, mentre dispositivi ad aria compressa simulavano l’impatto delle zampe sul terreno, fornendo riscontri tattili e sonori per la recitazione.
Nello scontro tra Undici e Vecna, Jamie Campbell Bower ha indossato protesi su volto, busto e arti per garantire volume reale e interazione credibile con luci e camera; le punte che lo trafiggono sono state aggiunte in CGI, girando l’attore su supporti sicuri con set essenziale per massimizzare la performance.
Nella tana di Vecna, i bambini intrappolati sono stati rappresentati da manichini stampati in 3D a grandezza naturale, avvolti da membrane in silicone dipinte a mano per evitare immobilità prolungata degli attori, semplificare l’illuminazione e mantenere standard di sicurezza elevati durante riprese prolungate.
Scene chiave e sicurezza sul set
Nel Sottosopra con Nancy e Jonathan, la stanza “in scioglimento” è stata allestita con circa 11 mila litri di miscela viscosa a base di acqua, gel e addensanti, concepita per sommergere arredi progettati per cedere e deformarsi in sicurezza sotto peso e calore simulati.
La troupe camera si è mossa dentro la sostanza con imbraghi e pavimentazioni antiscivolo, seguendo percorsi marcati e protocolli di comunicazione rapida per evitare cadute e blocchi dei carrelli; i movimenti rallentati prodotti dalla viscosità sono stati integrati nel blocking per ottenere una fisicità coerente in camera.
L’illuminazione ha alternato fasci direzionali e controluce per far risaltare le particelle sospese, con punti di riferimento fisici per gli attori e marker minimi destinati alla CGI, poi utilizzata per rifinire dissolvenze di pareti e riflessi del materiale. Nella “battaglia finale”, l’uso di aria compressa e detriti guidati ha creato impatti misurabili, mentre una gestione serrata dei tempi tra reset e ripresa ha contenuto i rischi con tracciamento costante delle condizioni del set e dei DPI indossati dal cast.
FAQ
- Come è stata realizzata la stanza in scioglimento?
Con 11 mila litri di miscela acqua-gel-addensanti e arredi progettati per essere sommersi. - Quali misure di sicurezza hanno protetto la troupe?
Imbraghi, superfici antiscivolo, percorsi segnalati e protocolli di comunicazione in set bagnato. - Come sono stati gestiti i movimenti di macchina nel liquido?
Blocking adattato alla viscosità, carrelli su binari protetti e pause per pulizia attrezzature. - Quanto è intervenuta la CGI in queste scene?
Usata per rifiniture: dissolvenze delle pareti, riflessi e punte “letali”, non per l’intero ambiente. - Perché si è scelto materiale reale invece di sola CGI?
Per dare riferimenti fisici ad attori e camera, migliorare la coerenza luminosa e la resa materica. - Come sono stati simulati impatti e vibrazioni?
Con sistemi ad aria compressa sincronizzati a segnali per cast e operatori. - Qual è la fonte giornalistica citata?
L’analisi si basa sul contenuto redazionale con video-spiegazione del making of pubblicato dalla nostra redazione.




