Strage di Crans-Montana: prime vittime italiane, il mistero che scuote l’Italia e accende interrogativi
Conferme ufficiali e primi nomi delle vittime
Nel tardo pomeriggio di sabato 3 gennaio sono arrivate le conferme più dolorose dall’ospedale e dalle autorità svizzere: nell’incendio del complesso Le Constellation a Crans-Montana sono state identificate tre vittime italiane. I primi nomi comunicati sono Giovanni Tamburi, 16 anni, bolognese; Achille Barosi, 16 anni, milanese; e Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese con residenza a Dubai. Per Chiara Costanzo il padre ha riferito che non ci sono più speranze, sebbene l’identificazione formale non sia stata ancora completata.
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Restano senza riscontri definitivi le ricerche di Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. L’assenza di notizie certe, unita ai tempi tecnici per le verifiche forensi, ha alimentato angoscia e smarrimento fra i parenti e gli amici radunati nella località del Vallese. Molti dei ragazzi coinvolti si conoscevano da anni, frequentavano le stesse scuole e condividevano le vacanze nelle seconde case tra le montagne svizzere; tra loro anche un gruppo del Liceo Virgilio di Milano, con più studenti rimasti feriti.
La conferma dei primi nomi ha segnato una svolta nella gestione dell’emergenza: le famiglie sono state contattate dalle autorità competenti per gli adempimenti di rito e l’assistenza psicologica, mentre prosegue il lavoro di identificazione e di ricostruzione della dinamica all’interno della struttura andata a fuoco. Le indagini restano in corso, con il coordinamento delle forze dell’ordine locali e il costante raccordo con i consolati italiani.
Profili e storie dei giovani italiani coinvolti
Giovanni Tamburi, 16 anni, studente del Liceo Scientifico Righi di Bologna, è la prima vittima italiana riconosciuta. Si trovava a Crans-Montana con il padre, Giuseppe, nella casa di famiglia. I genitori sono separati: viveva con il padre e le sorelle maggiori, mentre dalla madre, Carla Masiello, restano il fratello maggiore e la sorella più piccola. Era appassionato di golf e motociclette. La comunità scolastica lo ricorda come «studente esemplare e di animo generoso», con un messaggio pubblico di cordoglio sul sito dell’istituto. L’amico fraterno e vicino di casa a Crans-Montana, Gregorio Pallestrini, ha riferito di averlo perso di vista tra fumo e fiamme durante la fuga: «Ho detto a tutti di uscire, credevo fosse dietro di me». Il padre, imprenditore alla guida di Rinaldi1957, ha parlato di un dolore insostenibile, cercando forza per le altre figlie.
Achille Barosi, 16 anni, frequentava il liceo artistico delle Suore Orsoline a Milano. Chi lo conosceva sottolinea il talento nel disegno e la dedizione agli studi. Era in compagnia di coetanei legati al gruppo del Liceo Virgilio. Tra le sue amicizie più strette ci sono Giuseppe Giola, rimasto ferito e trasferito a Milano, e Chiara Costanzo, coinvolta nella tragedia. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe rientrato nel locale per recuperare la giacca e il telefono, gesto che si è rivelato fatale. Nelle ore successive all’incendio, sono stati diffusi appelli pubblici anche da parte di un cugino per facilitarne la ricerca e il riconoscimento.
Emanuele Galeppini, 17 anni, genovese con residenza a Dubai, è tra i nomi confermati. La sua presenza a Crans-Montana si inserisce nel contesto dei rientri e delle vacanze di fine anno che riuniscono gruppi di amici e famiglie con seconde case nella località svizzera. La sua storia personale si intreccia con quella degli altri ragazzi cresciuti tra scuole diverse ma legati da reti di amicizie comuni, frequentazioni estive e invernali e una quotidianità condivisa tra studio e passioni sportive.
Per Chiara Costanzo, il padre ha comunicato pubblicamente la mancanza di speranza, in assenza dell’identificazione formale. Il suo nome ricorre nei racconti degli amici, nello stesso circuito di relazioni che unisce Milano, Bologna, Genova e le famiglie solite trascorrere le vacanze a Crans-Montana. Resta alta l’attenzione sulle condizioni degli altri giovani feriti e sulle ricerche di Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi, ancora senza un riscontro definitivo.
Appelli dei familiari e comunità in lutto
Nel susseguirsi di conferme e attese estenuanti, le famiglie dei ragazzi hanno lanciato appelli accorati chiedendo informazioni certe, assistenza tempestiva e rispetto della privacy. La richiesta condivisa è una: evitare la diffusione di notizie parziali o non verificate che accrescono smarrimento e dolore. In queste ore, i parenti di Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini e Chiara Costanzo si affidano al raccordo tra autorità svizzere e consolari italiane per l’identificazione formale, il supporto psicologico e gli adempimenti necessari al rientro delle salme.
Tra i corridoi dell’ospedale e nei punti di raccolta allestiti a Crans-Montana, si sono ritrovate famiglie che si conoscevano da anni, accomunate da amicizie nate tra scuole e vacanze in montagna. La comunità del Liceo Virgilio di Milano si è stretta attorno ai compagni feriti e ai genitori, mentre a Bologna, Milano e Genova istituti e parrocchie hanno organizzato momenti di preghiera e sostegno. Docenti e dirigenti scolastici hanno invitato alla sobrietà della comunicazione, garantendo sportelli d’ascolto per studenti e famiglie.
Dal fronte delle ricerche, i familiari di Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi hanno chiesto di continuare a segnalare ogni elemento utile, facendo riferimento esclusivamente ai canali ufficiali. Le forze dell’ordine locali, in coordinamento con la rete consolare, hanno ribadito l’impegno nel fornire aggiornamenti puntuali e nel velocizzare le verifiche forensi, consapevoli della pressione emotiva che grava sui parenti delle persone non ancora rintracciate.
Nelle città di provenienza delle vittime, associazioni e amministrazioni comunali stanno predisponendo iniziative di solidarietà, raccolte fondi per coprire le spese straordinarie e servizi di assistenza psicologica. Le comunità digitali, inclusi i profili social dei ragazzi, sono diventate luoghi di cordoglio e ricordo, con l’invito, rilanciato dalle famiglie, a evitare la condivisione di immagini dei soccorsi e contenuti sensibili. L’obiettivo è preservare la dignità delle vittime e tutelare i minori coinvolti.
Testimonianze come quella di Gregorio Pallestrini hanno avuto un effetto dirompente sull’opinione pubblica, restituendo la dimensione umana di una fuga precipitosa spezzata dal fumo e dalla paura. Le parole dei genitori, come quelle del padre di Giovanni, hanno richiamato la necessità di “trovare forza per chi resta”, mentre amici e compagni hanno organizzato veglie sobrie e raccolte di messaggi destinati alle famiglie. In parallelo, i legami tra i gruppi di giovani di Crans-Montana si sono tradotti in una rete spontanea di aiuto reciproco, fatta di supporto pratico e psicologico.
Le richieste indirizzate ai media mirano a un’informazione accurata e non invasiva: verificare le fonti, evitare speculazioni sulle cause, non esporre i minori, e non diffondere dettagli clinici. Le autorità hanno chiesto di concentrare le comunicazioni in finestre orarie definite, per consentire aggiornamenti coerenti e ridurre la sovrapposizione di voci. Un impegno condiviso che la comunità, provata dal lutto, considera essenziale per attraversare le prossime ore con ordine e rispetto.
FAQ
- Quante sono le vittime italiane confermate finora?
Tre: Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini. Per Chiara Costanzo il padre ha riferito che non ci sono più speranze, in attesa dell’identificazione formale. - Chi sono i ragazzi ancora senza riscontro definitivo?
Le ricerche proseguono per Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi, con aggiornamenti affidati ai canali ufficiali. - Quali indicazioni danno le famiglie in merito alla comunicazione?
Chiedono rispetto della privacy, verifica rigorosa delle fonti e l’astensione dalla diffusione di contenuti sensibili o non confermati. - Che tipo di supporto è stato attivato per i parenti e gli amici?
Sono stati predisposti assistenza psicologica, punti informativi a Crans-Montana, coordinamento consolare e iniziative di solidarietà nelle città d’origine. - Che ruolo hanno le scuole coinvolte?
Gli istituti, tra cui il Liceo Virgilio di Milano e il Liceo Scientifico Righi di Bologna, hanno avviato sportelli d’ascolto, momenti di raccoglimento e comunicazioni ufficiali di cordoglio. - Come seguire aggiornamenti attendibili sull’inchiesta e le identificazioni?
Attraverso comunicati delle autorità svizzere, il coordinamento dei consolati italiani e gli avvisi diramati dalle forze dell’ordine, evitando canali non verificati.




