Stasi replica alle accuse sul caso Chiara: i file porno non cambiano nulla, verità ancora da chiarire

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Difesa Stasi: il “dato” sui file porno è non confermato e irrilevante
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I legali di Alberto Stasi respingono la ricostruzione avanzata dalla famiglia Poggi sulla presunta visualizzazione, da parte di Chiara, dei file pornografici presenti nel pc del fidanzato la sera precedente all’omicidio. Definiscono l’informazione un “presunto dato” non verificato e privo di rilevanza nel contesto del rapporto tra i due.
In una nota, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis precisano che i primi riscontri interni non confermano quanto diffuso dai consulenti della parte civile. Richiamano inoltre una precedente perizia che già aveva escluso quel collegamento fattuale.
La difesa sottolinea come l’elemento, anche qualora fosse considerato, non incida sulla ricostruzione dei fatti né offra valore probatorio utile. L’invito è alla massima prudenza nella divulgazione di esiti tecnici parziali, per evitare letture distorte e conclusioni affrettate.
Gli avvocati: cautela sulle consulenze e focus sull’accesso ai file
Giada Bocellari e Antonio De Rensis invitano a non trarre deduzioni da esiti parziali diffusi a mezzo stampa, ricordando che si tratta di materiale tecnico che necessita di verifica incrociata. La difesa ha nominato un proprio consulente informatico per un’analisi indipendente e sistematica dei tracciati digitali.
Il lavoro si concentra sull’eventuale apertura del file della tesi tra le 22:09 e le 22:14 del 12 agosto 2007, elemento considerato dirimente per ricostruire cronologia e disponibilità dei dispositivi. I legali ribadiscono che, allo stato, i dati comunicati dalla controparte non risultano convalidati da riscontri oggettivi.
Secondo la difesa, ogni valutazione dovrà poggiare su log, metadata e time-stamp certificabili, già oggetto di precedenti verifiche peritali. L’approccio è quello di un audit forense replicabile, con catena di custodia documentata e confronto metodologico tra consulenze.
Nuove verifiche forensi: analisi sul pc di Chiara e no a un “processo bis” al pc di Stasi
I legali di Stasi annunciano l’estensione degli accertamenti al computer di Chiara Poggi, ritenuto oggi il perimetro più pertinente per le indagini in corso su Andrea Sempio. La difesa chiarisce che le attività comprenderanno imaging forense, verifica dei log di sistema e correlazione temporale con i dispositivi già analizzati.
L’obiettivo è valutare eventuali accessi, modifiche e interazioni software, con particolare attenzione a timeline, metadati e congruenza dei time-stamp. La catena di custodia verrà documentata per garantire ripetibilità e trasparenza metodologica, in linea con gli standard degli esami peritali già eseguiti nel procedimento.
Parallelamente, gli avvocati escludono un “processo bis” sul pc di Alberto Stasi, definito ampiamente scrutinato da “decine di consulenze” e da “due perizie” agli atti. Ribadiscono che il dispositivo dell’imputato non può essere nuovamente riprocessato e che ogni eventuale incidente probatorio dovrà concentrarsi sul terminale della vittima, ritenuto oggi il fulcro informativo delle nuove ipotesi investigative.
FAQ
- Qual è la posizione della difesa sul presunto accesso ai file porno?
È un dato non confermato e ritenuto irrilevante. - Su quale dispositivo si concentrano le nuove analisi?
Sul computer di Chiara Poggi. - Perché non si riesamina il pc di Stasi?
È già stato oggetto di numerose consulenze e due perizie agli atti. - Quali metodi forensi verranno adottati?
Imaging, verifica dei log, analisi dei metadati e dei time-stamp con catena di custodia. - Che ruolo ha l’ipotesi su Andrea Sempio?
Giustifica il focus probatorio sul pc della vittima. - Chi sono gli avvocati della difesa?
Giada Bocellari e Antonio De Rensis. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni e note della difesa riportate dalla stampa, in linea con quanto diffuso nelle cronache giudiziarie.




