Spagna sotto accusa per il caos ferroviario mentre il paese fa i conti con le vittime della tragedia

Indice dei Contenuti:
Indignazione nazionale e indagine tecnica nel cuore dell’Andalusia
Ad **Adamuz**, nel primo dei tre giorni di lutto nazionale, il paesaggio è segnato da binari spezzati, vagoni contorti e silenzio surreale. I convogli di **Iryo** e **Alvia** giacciono devastati, mentre i soccorritori lavorano tra valigie aperte, sedili divelti e resti metallici. Il bilancio provvisorio parla di almeno 42 morti e 39 feriti ricoverati, di cui 13 in terapia intensiva e 4 bambini.
L’accesso dei media al cratere dell’incidente coincide con la visita di **re Felipe VI** e della regina **Letizia**, simbolo di uno Stato chiamato a rispondere di un disastro in una delle sue linee più prestigiose. Le unità della **Guardia Civil**, supportate da cani molecolari, proseguono le ricerche di resti umani tra le lamiere, mentre la tensione cresce anche a livello politico.
Nel frattempo, venti medici legali e specialisti della Scientifica analizzano campioni di Dna per ridare un nome alle vittime non identificate e chiudere l’angoscia dei dispersi.
Dolore dei familiari e accuse alla rete ad alta velocità
A **Cordoba**, nel Centro Civico Ponente Sur, i parenti dei passeggeri vivono un’attesa logorante, assistiti da psicologi della **Cruz Roja** e protetti dalla polizia. L’identificazione tramite Dna è lenta, alimentando frustrazione e sfiducia verso le istituzioni. Il ministro dell’Interno **Fernando Grande-Marlaska** assicura che “tutte le ipotesi restano aperte”, ma l’attenzione si sposta sulle infrastrutture, non sui macchinisti.
Gli investigatori hanno individuato un giunto rotto nel punto di cambio binario ad Adamuz, snodo critico della linea **Madrid–Siviglia**, la più antica dell’alta velocità spagnola, rinnovata nel 2025 con 700 milioni di euro. La Commissione d’inchiesta, guidata da **Ignacio Barón**, esclude per ora l’errore umano e concentra l’analisi sull’interazione tra assi posteriori del treno **Iryo** e rotaie, raccogliendo rotaie, ruote e giunti per esami di laboratorio.
La Scientifica chiede di non rimuovere il vagone 6 di Iryo e attende le “scatole nere” dei due convogli per chiarire la dinamica precisa dell’impatto.
Allarme manutenzione e modello AVE sotto pressione
Il gestore **Adif** aveva segnalato almeno otto criticità negli ultimi mesi nella stessa area, fra guasti tecnici e anomalie strutturali. Dopo la tragedia, la velocità è stata ridotta da 300 a 160 km/h non solo sulla Madrid–Siviglia, ma anche sulla **Madrid–Barcellona**, dopo le proteste dei macchinisti. Il cattedratico di Ingegneria civile **Ramiro Aurín** richiama da tempo l’attenzione su binari posati su materiali che richiedono manutenzione continua, denunciando un approccio troppo ottimistico al rischio.
I sindacati, già ad agosto, segnalavano buche, dossi e squilibri nelle linee aeree, accusando uno stress sistemico sulla rete ad alta velocità **AVE**. In vent’anni il sistema è cresciuto a 4.000 km di linee, secondo al mondo solo alla Cina, con quasi 40 milioni di passeggeri nel 2024. L’ingresso di operatori privati come **Iryo** e **Ouigo**, accanto alla statale **Renfe**, ha accelerato l’offerta ma, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non l’adeguamento della manutenzione.
Il “gioiello della corona” spagnolo è ora al centro di un esame severo su sicurezza, controlli e responsabilità politiche.
FAQ
D: Dove è avvenuto l’incidente ferroviario?
R: L’incidente si è verificato nei pressi di Adamuz, in provincia di Cordoba, lungo la linea ad alta velocità Madrid–Siviglia.
D: Quante sono le vittime accertate finora?
R: Le vittime confermate sono almeno 42, ma il numero potrebbe aumentare con il completamento delle ricerche nei vagoni più danneggiati.
D: Quali treni sono stati coinvolti nello scontro?
R: Sono rimasti coinvolti un convoglio di Iryo e un treno Alvia, con diversi vagoni deragliati e precipitati nella scarpata.
D: Cosa si sa sulle cause del deragliamento?
R: Gli inquirenti escludono al momento l’errore umano e indagano su un possibile cedimento infrastrutturale, in particolare su un giunto rotto nel cambio di binario.
D: Chi gestisce le infrastrutture interessate?
R: La gestione della rete è affidata ad Adif, che aveva già registrato segnalazioni di guasti e criticità nella zona dell’incidente.
D: Qual è il ruolo delle compagnie private nell’alta velocità spagnola?
R: Oltre alla statale Renfe, operano i privati Iryo e Ouigo, che hanno incrementato traffico e concorrenza, sollevando dubbi sul bilanciamento tra crescita e sicurezza.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni sull’evento?
R: Molti dettagli sul luogo, sulle vittime e sull’inchiesta provengono dalle cronache dell’agenzia **ANSA**, che ha seguito da vicino il reportage ad Adamuz.




