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I siti e le app migliori per ascoltare musica in streaming, Google sfida Spotify

16 Maggio 2013

Google lancia ufficialmente il suo guanto di sfida a Spotify nella guerra della musica in streaming: l’annuncio è stato dato nientemeno che da Larry Page, uno dei deus-ex-machina della compagnia di Mountain View, che nonostante non goda di ottima salute in questo periodo ha voluto comunque presentarsi al Moscone Center di San Francisco, dove è in programma la conferenza “Google I/O” a cui stanno prendendo parte sviluppatori provenienti da tutto il mondo.

È stato lo stesso Larry Page a confermare di avere un problema alle corde vocali, tuttavia ci ha tenuto a precisare che almeno per il momento ciò non gli precluderà di essere a capo dell’azienda e con quel poco di voce che gli è rimasta ha invitato le persone presenti a essere sempre positive e ad affrontare con il piglio giusto le imprese che saranno chiamate a realizzare nel prossimo futuro.

Ad assistere al discorso tenuto da Page c’erano oltre un milione di persone collegate in streaming su YouTube, al quale il CEO di Google ha spiegato che, fino a oggi, la compagnia di Mountain View ha in realtà sfruttato solamente l’1% delle sue potenzialità.

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Non è mancata una stoccatina nei confronti della Microsoft, con l’accusa di aver eccessivamente approfittato dell’apertura avanzata da BigG, mentre la compagnia di Redmond persevera nella sua politica incentrata sul closed-source.

Page ha inoltre dichiarato che il suo sogno più ambizioso è quello di trovare un modo per far capitalizzare alle persone il tempo che impiegano per spostarsi da un luogo a un altro, magari con l’implementazione di macchine che non avranno bisogno di pilota per essere guidate.

Tornano al discorso della musica fruibile in streaming, Larry Page ha annunciato che a breve sarà introdotto un nuovo servizio che darà parecchio filo da torcere a Spotify, che grazie al supporto di Facebook ha conosciuto una diffusione capillare di recente: stiamo parlando di Google Play Music, che si appresta a fare il suo debutto negli Stati Uniti.

Il costo dell’abbonamento mensile dovrebbe essere di circa 10 dollari e con il passare del tempo sarà esteso anche nel resto del mondo. Una delle funzionalità offerte darà la possibilità all’utente di conoscere nuovi generi musicali, scoprire nuovi artisti e comporre playlist personalizzate che si baseranno esclusivamente sui gusti di chi le crea.

Un aspetto importante è sicuramente quello di aver battuto sul tempo Apple, che da tempo sta lavorando alacremente al lancio di iRadio, la piattaforma equivalente che intende proporre la società di Cupertino: Google diventa così la prima azienda a offrire un servizio veramente concorrente a quello di Spotify, che per il momento è il punto di riferimento unico per quanto riguarda la musica ascoltabile in streaming sul web.

Ma sembra che lo scenario sia destinato a cambiare in fretta da qui ai prossimi mesi.

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