Dal duello giovanile alla rincorsa olimpica
Da ragazzi, sulle nevi di San Sicario, c’era una gara in cui Giovanni Franzoni prendeva quattro secondi da Jannik Sinner. Oggi, quel distacco è diventato un filo che unisce due carriere opposte ma parallele: uno re della velocità sugli sci, l’altro numero due al mondo nel tennis. La curiosa storia di quella prova nella categoria Junior è riemersa anni dopo, rilanciata dai media sportivi italiani, trasformandosi in un simbolo di come talento, scelte e sacrifici possano cambiare il destino di un atleta.
In un’intervista, Franzoni ha ammesso di non ricordare quasi nulla di quelle gare, se non la consapevolezza di essere ancora “scarso” e di dover pensare solo a migliorare se stesso. Proprio la ripresa di quell’episodio sui giornali lo ha spinto a ricontattare Sinner su Instagram, riannodando un rapporto nato tra pali, porte di slalom e discese ghiacciate.
Da allora, il legame si è fatto più intenso: a ogni prova cronometrata sulla temibile pista di Kitzbühel, il tennista altoatesino ha mandato un messaggio di incoraggiamento allo sciatore azzurro, fino ai complimenti dopo la vittoria. Per Franzoni, essere stimato da uno dei più grandi campioni di questa epoca rappresenta un motore psicologico enorme, un’ulteriore spinta verso Milano-Cortina 2026 dove l’Italia sogna un protagonista per la discesa libera.
Il 2024 ha rappresentato l’anno dell’esplosione per Giovanni Franzoni, con il superG vinto a Wengen e, soprattutto, il trionfo in discesa sulla Streif di Kitzbühel, tempio mondiale dello sci alpino e una delle piste più difficili e pericolose del circuito. Due successi pesantissimi, maturati sulle nevi più iconiche della Coppa del Mondo, che lo hanno proiettato tra i volti di riferimento della nuova generazione azzurra.
Il cammino non è stato lineare: proprio a Wengen, nel gennaio 2023, un terribile infortunio – due tendini rotti e un intervento chirurgico – aveva interrotto bruscamente la sua crescita. Tornare, due anni dopo, sullo stesso pendio per conquistare il primo successo in superG, ha un valore simbolico enorme in termini di resilienza, gestione della paura e maturità mentale.
Il podio in Val Gardena, la capacità di interpretare tracciati complessi e ghiacciati, l’aggressività controllata in curva: tutti segnali di un atleta che ha trovato la propria dimensione nella velocità pura. Sulla Streif di Kitzbühel, dove la storia dello sci è cosparsa di cadute, gloria e leggende, il capolavoro in discesa ha confermato che il talento di Franzoni non è più solo una promessa, ma una realtà concreta in vista di Milano-Cortina 2026.
Paradossalmente, il giovane bresciano sognava inizialmente una carriera tra i pali stretti. “Volevo diventare un campione di slalom”, ha raccontato. Poi, il primo vero contatto con la velocità ha cambiato tutto: il brivido dei 150 km/h, la linea da scegliere al millimetro, la sensazione di libertà assoluta che ti entra dentro e non ti lascia più. È in quella soglia di rischio controllato che Franzoni ha trovato la sua vera identità sportiva.
Dal punto di vista tecnico, il passaggio dalle discipline tecniche alla velocità ha richiesto un lavoro mirato: costruzione fisica, consolidamento della posizione in compressione, capacità di leggere il terreno ad alta frequenza, gestione della pressione su piste che non perdonano errori. In questo processo, il supporto dello staff della nazionale italiana e un ambiente competitivo ma coeso hanno fatto la differenza.
Ora lo sguardo è puntato su Bormio, terzo vertice del triangolo mitico con Wengen e Kitzbühel. Sulla Stelvio, il 7 febbraio alle Olimpiadi invernali, verrà assegnato l’oro nella discesa libera, la gara più attesa del programma. Per Franzoni, lì dove le pendenze sono brutali e il fondo è spesso un lastrone di ghiaccio, passerà buona parte delle sue ambizioni di consacrazione definitiva nel panorama mondiale dello sci.
FAQ
D: Chi è Giovanni Franzoni?
R: Giovanni Franzoni è uno sciatore alpino italiano specialista delle discipline veloci, considerato una delle grandi speranze azzurre per Milano-Cortina 2026.
D: Che rapporto c’è tra Franzoni e Jannik Sinner?
R: Da ragazzi hanno gareggiato insieme nello sci; oggi mantengono un rapporto di stima reciproca, con Jannik Sinner che spesso invia messaggi di supporto a Franzoni prima e dopo le gare importanti.
D: Quali sono le principali vittorie di Franzoni in Coppa del Mondo?
R: Le affermazioni più significative sono il superG di Wengen e la discesa libera sulla Streif di Kitzbühel, due tra le piste più prestigiose e difficili del circuito.
D: Dove si è infortunato gravemente Franzoni?
R: Il grave infortunio è avvenuto a Wengen nel gennaio 2023, con rottura di due tendini e successivo intervento chirurgico, prima del rientro vincente dello scorso inverno.
D: Perché Franzoni ha scelto le discipline veloci?
R: Dopo gli inizi nello slalom, ha scoperto la velocità e la sensazione di libertà oltre i 150 km/h, trovando nelle gare veloci la dimensione più adatta alle sue caratteristiche tecniche e mentali.
D: Perché Kitzbühel è così importante nello sci?
R: La Streif di Kitzbühel è considerata una delle piste più pericolose e leggendarie al mondo, teatro delle discese più iconiche della Coppa del Mondo maschile.
D: Quale sarà l’appuntamento chiave per Franzoni alle Olimpiadi di Milano-Cortina?
R: L’appuntamento più atteso è la discesa libera sulla Stelvio di Bormio, il 7 febbraio, dove verrà assegnato l’oro olimpico nella gara regina della velocità.
D: Qual è la fonte principale delle dichiarazioni riportate?
R: Le dichiarazioni di Giovanni Franzoni sul rapporto con Jannik Sinner e sulla sua carriera derivano da un’intervista pubblicata da La Gazzetta dello Sport.





