Signorini sfida Google in tribunale per Falsissimo e video su YouTube, scontro acceso sulla responsabilità delle piattaforme

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Ora Alfonso Signorini denuncia Google: “Hanno negato la rimozione di Falsissimo e dei contenuti presenti su Youtube, concorso nella diffamazione”
Scontro legale sul caso Falsissimo
Il contenzioso tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona approda a pieno titolo nelle aule giudiziarie, dopo l’esplosione del caso sui social a partire dal 15 dicembre. Nel mirino c’è il format YouTube Falsissimo, dove il conduttore di Grande Fratello viene indicato come fulcro di un presunto “sistema criminale seriale” fondato su ricatti e favori sessuali. Accuse definite “gravissime e false” dalla difesa del giornalista, che parla di una campagna diffamatoria strutturata e reiterata nel tempo.
La strategia dei legali punta a spostare il baricentro dal solo autore dei contenuti alla responsabilità delle piattaforme che li ospitano. Secondo la linea difensiva, la reiterazione delle puntate, la viralità degli spezzoni e la loro monetizzazione avrebbero moltiplicato l’impatto lesivo sulla reputazione del volto di Mediaset. Al centro, l’idea che la diffamazione online non sia più un episodio isolato ma un flusso continuo, amplificato dall’algoritmo e dalla condivisione social.
Da qui la scelta di agire non solo in sede penale per la presunta diffamazione aggravata, ma anche in sede civile con richieste d’urgenza per arginare la propagazione dei contenuti e limitarne la circolazione futura.
Google nel mirino degli avvocati
I legali di Signorini, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, hanno depositato una denuncia contro Google Italia e Google Ireland per la mancata rimozione dei contenuti ritenuti diffamatori su YouTube. Nel comunicato si parla di risposte “tardive e ciclostilate”, giudicate inidonee a tutelare l’onore del conduttore televisivo e di altri soggetti coinvolti. La richiesta di cancellazione dei video e degli spezzoni della trasmissione non avrebbe ricevuto un accoglimento sostanziale da parte del colosso digitale.
Secondo l’avv. Aiello, il comportamento della piattaforma configurerebbe un “concorso doloso e consapevole nella diffamazione” realizzata da Corona. A seguito dell’esposto, i legali rappresentanti di Google risultano iscritti nel registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata, con possibili ricadute sul quadro europeo della responsabilità degli hosting provider.
In parallelo, i difensori annunciano iniziative analoghe contro Meta e TikTok, ritenute centrali nella viralizzazione delle clip. Da Mediaset filtra soddisfazione per l’iscrizione nel registro degli indagati, in linea con le denunce e diffide già fatte dall’azienda per segnalare la gravità dei materiali diffusi.
Tra libertà di espressione e tutela della reputazione
La vicenda si gioca sul crinale delicato tra diritto di cronaca, libertà di parola e protezione della reputazione personale. Davanti al Tribunale civile, la difesa di Signorini ha chiesto un provvedimento d’urgenza per bloccare la messa online della nuova puntata di Falsissimo, annunciata per il 26 gennaio. La decisione del giudice Roberto Pertile è attesa a breve e potrebbe fissare un precedente sulla possibilità di “oscuramento preventivo” di contenuti digitali ritenuti potenzialmente diffamatori.
L’avvocato di Corona, Ivano Chiesa, rivendica la centralità della libertà di espressione, sostenendo che “non si può impedire di parlare per il timore di possibili offese future” e richiamando il rischio di derive illiberali. Di segno opposto la posizione dell’avv. Missaglia, secondo cui si assiste a una sorta di “tribunale dell’Inquisizione online”, dove chi non è giornalista professionista può veicolare accuse gravissime senza alcun filtro deontologico.
Per Mediaset e per la difesa del conduttore, il caso diventa banco di prova per costringere i big tech ad assumersi non solo responsabilità giuridiche, ma anche un ruolo attivo di presidio rispetto a contenuti ritenuti lesivi della dignità delle persone.
FAQ
D: Chi è al centro della controversia giudiziaria?
R: Il protagonista è il conduttore televisivo Alfonso Signorini, preso di mira dalle accuse diffuse nel format YouTube Falsissimo.
D: Qual è il ruolo di Fabrizio Corona nella vicenda?
R: Fabrizio Corona è l’ideatore e conduttore di Falsissimo, dove ha descritto Signorini come parte di un presunto sistema di ricatti e favori sessuali.
D: Perché Google è stata denunciata?
R: Google Italia e Google Ireland sono accusate di non aver rimosso i contenuti ritenuti diffamatori caricati su YouTube, nonostante le richieste formali.
D: Quali reati vengono ipotizzati nei confronti dei rappresentanti di Google?
R: I legali rappresentanti risultano indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata, secondo l’esposto presentato.
D: Che posizione hanno assunto i legali di Signorini?
R: Gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia sostengono che la piattaforma abbia concorso consapevolmente alla diffusione della diffamazione.
D: Qual è la replica della difesa di Corona?
R: L’avv. Ivano Chiesa richiama la libertà di espressione e contesta l’idea di bloccare preventivamente le future puntate del programma.
D: Quale posizione esprime Mediaset sul caso?
R: Fonti interne di Mediaset manifestano soddisfazione per l’iscrizione dei rappresentanti Google nel registro degli indagati e chiedono maggior responsabilità alle piattaforme.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per la ricostruzione dei fatti?
R: La ricostruzione si basa su informazioni riportate dalla stampa italiana specializzata in cronaca giudiziaria e spettacolo, tra cui articoli apparsi su corriere.it e altri quotidiani nazionali.




