Sifilide in aumento in Italia Matteo Bassetti lancia l’allarme sui contagi tra i giovani

Sifilide in risalita in Europa: cosa sta accadendo e perché
La sifilide, infezione sessualmente trasmessa causata dal batterio Treponema pallidum, sta registrando un ritorno preoccupante in tutta Europa. Nel 2022, nei paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo sono stati notificati oltre 35.000 casi, con un aumento del 34% rispetto al 2021.
La recrudescenza interessa anche l’Italia e colpisce in particolare adulti sessualmente attivi e fasce più giovani, in contesti urbani a elevata mobilità.
Gli specialisti collegano questa crescita alla riduzione dell’uso del preservativo, alla bassa percezione del rischio e a test diagnostici eseguiti in ritardo o per nulla.
Il fenomeno è monitorato dalle autorità sanitarie nazionali ed europee perché, se non trattata precocemente, la sifilide può provocare danni gravi e permanenti a cuore, cervello e sistema nervoso, oltre a trasmettersi dalla madre al feto.
In sintesi:
- Casi di sifilide in aumento in Europa: oltre 35.000 nel 2022, +34% in un anno.
- Trasmissione principale tramite rapporti sessuali non protetti, inclusi rapporti orali.
- Molte infezioni restano non diagnosticate, con rischio di danni tardivi agli organi.
- Prevenzione: preservativo, test regolari e informazione mirata soprattutto ai più giovani.
Sifilide oggi: trasmissione, fasi cliniche e cause del rialzo
La sifilide è causata dal batterio Treponema pallidum, identificato nel 1905. Si trasmette soprattutto durante rapporti sessuali non protetti, attraverso il contatto diretto con lesioni su mucose o pelle nelle fasi iniziali della malattia.
È possibile anche la trasmissione verticale, dalla madre al feto in gravidanza, con rischio di sifilide congenita, condizione associata a complicanze gravi e talvolta letali.
La malattia evolve in più fasi: inizialmente compare un’ulcera indolore (il sifiloma) nel punto di ingresso del batterio; segue una fase secondaria con eruzioni cutanee diffuse, febbre e ingrossamento dei linfonodi.
Se non trattata, la sifilide entra in una fase latente, anche per anni, fino a coinvolgere cuore, cervello e sistema nervoso con quadri invalidanti.
Gli epidemiologi segnalano oggi un mix di fattori di rischio: drastico calo dell’uso del preservativo, minore paura delle infezioni sessualmente trasmesse, limitato accesso ai test e sottostima dei casi reali, soprattutto tra giovani e popolazioni più mobili.
Lezioni dalla storia e priorità per la prevenzione futura
La sifilide accompagna da secoli la storia europea: una grande epidemia esplose alla fine del Quattrocento durante le guerre d’Italia, mentre il termine “sifilide” fu coniato nel 1530 dal medico italiano Girolamo Fracastoro, tra i primi a intuire il contagio interumano.
Per secoli la malattia è stata sinonimo di stigma, dolore e morte, fino alla rivoluzione degli antibiotici nel Novecento, con la penicillina trasformata in terapia salvavita di massa.
Oggi la cura di scelta resta la penicillina G benzatinica, altamente efficace se somministrata nelle fasi precoci. La sfida centrale è però la diagnosi tempestiva: test sierologici mirati e screening nei centri per le infezioni sessualmente trasmesse consentono di individuare anche le forme asintomatiche.
Gli infettivologi indicano tre priorità: uso costante del preservativo, test regolari in presenza di comportamenti a rischio e programmi educativi mirati nelle scuole e nei contesti digitali frequentati dai giovani.
FAQ
Come ci si accorge di avere la sifilide nelle fasi iniziali?
È frequente la comparsa di un’ulcera singola, indolore (sifiloma), nella zona genitale, anale o orale, spesso sottovalutata. In caso di dubbio, è fondamentale eseguire rapidamente test sierologici.
La sifilide si può prendere anche con i rapporti orali?
Sì, la sifilide può trasmettersi anche con rapporti orali non protetti, attraverso il contatto con lesioni presenti in bocca o genitali. L’uso del preservativo riduce significativamente il rischio di contagio.
Che test bisogna fare per diagnosticare la sifilide?
La diagnosi si basa su test sierologici specifici, eseguibili nei centri per infezioni sessualmente trasmesse, consultori e laboratori ospedalieri. È consigliato ripeterli dopo rapporti a rischio o sintomi sospetti.
La sifilide è completamente guaribile con gli antibiotici?
Sì, se trattata precocemente con penicillina G benzatinica, la sifilide guarisce nella grande maggioranza dei casi. Nelle fasi avanzate, però, alcuni danni agli organi possono diventare permanenti.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulla sifilide?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate e verificate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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