Sanremo scuote l’Eurovision Rai interroga i cantanti e spiazza tutti

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Sanremo 2026, la Rai chiarisce sull’Eurovision: chiesto ai cantanti se intendono partecipare
Strategia Rai e nuove regole
Per l’edizione 2026 del Festival, la Rai introduce una procedura preventiva per la scelta del rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. L’emittente pubblica chiederà ai partecipanti in gara di esprimere in anticipo la propria disponibilità a prendere parte alla competizione europea in caso di vittoria.
La decisione arriva dopo alcune rinunce eccellenti degli ultimi anni, che hanno costretto i vertici a soluzioni d’emergenza e a una gestione complessa dei tempi organizzativi. Per evitare nuovi imprevisti, il confronto con gli artisti avverrà direttamente durante la settimana del Festival, così da chiarire subito chi è disposto a rappresentare l’Italia sulla scena internazionale.
Secondo le indicazioni diffuse, la richiesta di disponibilità non modificherà le regole di base: il diritto a salire sul palco dell’evento europeo resterà legato alla classifica finale della kermesse ligure. Cambia però la tempistica, con una pianificazione più rigorosa pensata per coniugare esigenze televisive, discografiche e promozionali.
Il ruolo di Fasulo e dei discografici
Durante una conferenza stampa riservata a giornalisti e critici nella sede della Rai, il vicedirettore del Prime Time Claudio Fasulo ha illustrato la nuova linea. L’idea è di raccogliere un primo riscontro dagli artisti “almeno dopo la prima serata”, quando team e case discografiche avranno già una percezione concreta dell’impatto dei brani sul pubblico.
Fasulo ha spiegato che la richiesta di adesione o meno all’Eurovision Song Contest avverrà nell’interesse congiunto di emittente e discografia, così da evitare lunghe trattative successive e ridurre al minimo i tempi morti tra la fine del Festival e la comunicazione ufficiale del rappresentante italiano. Una volta indicata la propria posizione, non dovrebbero esserci ripensamenti: l’obiettivo dichiarato è “anticipare l’iter” e arrivare a un quadro definito subito dopo la conclusione della manifestazione.
Questo approccio mira anche a rafforzare la credibilità del processo di selezione agli occhi del pubblico internazionale, garantendo trasparenza sulle scelte e coerenza tra risultato della gara italiana e partecipazione alla competizione europea.
Dibattito artistico e casi recenti
Il cambio di passo della Rai nasce anche da precedenti delicati. Nel 2025 il cantante Olly, pur avendo titolo alla partecipazione, ha rinunciato alla vetrina europea, lasciando spazio a Lucio Corsi come rappresentante dell’Italia. Un caso che ha acceso il confronto su responsabilità, aspettative del pubblico e libertà di scelta degli artisti.
Nei giorni scorsi anche la cantautrice Levante, in gara tra i Big, ha dichiarato in un’intervista di non voler prendere parte alla manifestazione, sottolineandone la dimensione sempre più politicizzata e richiamando il contesto internazionale segnato da conflitti, crisi umanitarie e accuse di violazioni dei diritti umani. Per l’artista, partecipare significherebbe ignorare dinamiche che ritiene inaccettabili, una posizione che ha motivato con toni netti e personali.
Fasulo ha definito queste scelte “rispettabili”, ribadendo però che molti protagonisti del cast sarebbero invece pronti a candidarsi per l’evento europeo. La selezione del rappresentante resterà ancorata alla graduatoria finale: in caso di rifiuto del vincitore, si passerà al nome successivo tra quanti avranno confermato formalmente la disponibilità.
FAQ
D: Perché la Rai chiede ora ai cantanti la disponibilità per l’Eurovision?
R: Per evitare rinunce dell’ultima ora, ottimizzare i tempi organizzativi e garantire una scelta chiara e trasparente del rappresentante italiano.
D: Quando verrà chiesto agli artisti se intendono partecipare?
R: Il confronto è previsto durante la settimana del Festival, indicativamente dopo la prima serata, quando saranno già emersi i primi riscontri su brani e performance.
D: Chi ha illustrato la nuova procedura?
R: Le linee guida sono state spiegate dal vicedirettore del Prime Time Rai Claudio Fasulo in una conferenza con giornalisti e critici musicali.
D: Il vincitore è obbligato ad andare all’Eurovision?
R: No, mantiene il diritto di rinunciare, ma in quel caso la Rai scorrerà la classifica tra gli artisti che avranno già dato disponibilità.
D: Cosa è successo con Olly nel 2025?
R: Olly ha rinunciato alla partecipazione europea e il testimone è passato a Lucio Corsi, scelta che ha spinto la Rai a rivedere l’iter decisionale.
D: Perché Levante ha espresso contrarietà alla manifestazione europea?
R: Levante ha motivato il suo no con considerazioni politiche e etiche, criticando il contesto internazionale e definendo l’evento troppo politicizzato.
D: Chi decide ufficialmente il rappresentante italiano?
R: La scelta segue la classifica finale del Festival: si parte dal vincitore, poi, in caso di rifiuto, si procede con gli altri artisti disponibili.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle dichiarazioni riportate?
R: Le informazioni e le citazioni sui casi Olly, Lucio Corsi, Levante e sulle parole di Claudio Fasulo provengono da un articolo pubblicato da DiLei, testata online del gruppo Piano Editoriale Italiaonline.




