Sanremo rivoluziona il Festival con serate extra e nuovi meccanismi di gara, l’azzardo sorprendente di Carlo Conti

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Sanremo 2026, due serate in più coi cantanti in gara: l’ipotesi di Carlo Conti
Due serate extra e nuovo format
L’ipotesi che circola nei corridoi di Viale Mazzini è precisa: il Festival 2026 potrebbe estendersi con due appuntamenti aggiuntivi dedicati esclusivamente agli artisti in gara. L’idea, collegata alla direzione artistica di Carlo Conti, riprende la formula di Sanremo Top, trasformandola in uno spin-off post-kermesse centrato sui risultati reali delle canzoni. In pratica, una coda televisiva che prolunga l’attenzione sui 30 Big oltre la proclamazione del vincitore.
Il format originario degli anni ’90 prevedeva esibizioni, classifiche basate sui dati di mercato e consegna delle certificazioni discografiche. Oggi, con lo streaming dominante, l’operazione assumerebbe contorni radicalmente diversi, intrecciando numeri digitali, social e live. Per Rai 1 significherebbe blindare il “marchio” Sanremo per quasi un mese, intercettando un pubblico giovane e iperconnesso senza appesantire le cinque serate canoniche.
L’eventuale allungamento, filtrato da indiscrezioni rilanciate da Fanpage, non sarebbe solo un gioco di palinsesto, ma un posizionamento strategico: trasformare la gara in un ecosistema narrativo più ampio, dove il successo non si esaurisce nella classifica finale ma viene misurato nel tempo.
Il ritorno di Sanremo Top
La storia di Sanremo Top parte nel 1994 come racconto “a freddo” del Festival, quando il televoto muoveva i primi passi e l’unico termometro reale erano le vendite degli album. L’ultima edizione, nel 2002, vide alla guida Pippo Baudo e consacrò Silvia Mezzanotte con i Matia Bazar e il brano “Messaggi d’amore” tra i Big, mentre Anna Tatangelo si impose nelle Nuove Proposte con “Doppiamente fragili”. Un format asciutto e centrato sulla musica, rimasto nell’archivio Rai come fotografia fedele dell’impatto commerciale delle canzoni.
Oggi il contesto è ribaltato: classifiche streaming, playlist editoriali, contenuti brevi su TikTok e Instagram, certificazioni FIMI calcolate anche sui play digitali. Un eventuale nuovo Sanremo Top nel 2026 potrebbe trasformarsi in un hub dati-spettacolo, dove al centro non c’è più solo la gara, ma il percorso dei brani dopo l’Ariston.
In chiave editoriale, sarebbe un’occasione per dare spazio a interviste più lunghe, performance alternative, duetti inediti e storytelling dei progetti discografici, compensando la frenesia delle serate ufficiali e offrendo insight preziosi a industria e pubblico.
Date, tributi e impatto su artisti e pubblico
La prossima edizione del Festival, slittata per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, si terrà dal 24 al 28 febbraio. Le due puntate extra, secondo l’indiscrezione, potrebbero essere collocate il 7 e il 14 marzo su Rai 1, portando a sette gli appuntamenti totali legati al brand Sanremo. Una scansione che permetterebbe di osservare l’evoluzione delle classifiche tra la fine della gara e il consolidarsi dei veri successi, evitando l’effetto “abbuffata” di una settimana unica.
C’è anche una forte dimensione simbolica: ripescare Sanremo Top coinciderebbe con un tributo a Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto, per il quale il Comune di Sanremo sta valutando una statua accanto a quella di Mike Bongiorno davanti al Teatro Ariston. Un modo per legare memoria televisiva e sperimentazione, nel solco dei grandi padri del Festival.
Per i 30 Big in gara, un post-Festival strutturato equivarrebbe a una seconda vetrina nazionale: meno competizione, più racconto, tempi più distesi. Per il pubblico, significherebbe vedere confermati o smentiti i verdetti “a caldo”, misurando chi resiste davvero nelle playlist e nelle classifiche di vendita.
FAQ
D: Che cosa prevede l’ipotesi per il Festival 2026?
R: L’ipotesi è l’aggiunta di due serate post-Festival dedicate ai cantanti in gara, ispirate a Sanremo Top.
D: Chi è indicato come possibile artefice del nuovo format?
R: Il progetto viene associato alla direzione artistica di Carlo Conti, alla guida del Festival dopo l’era Amadeus.
D: Quando andrebbe in onda il Festival di Sanremo 2026?
R: Le cinque serate principali sono previste dal 24 al 28 febbraio 2026 su Rai 1.
D: In quali date potrebbero essere trasmesse le due serate aggiuntive?
R: Le ipotesi più accreditate indicano il 7 e il 14 marzo 2026, sempre in prima serata.
D: Che cos’era il vecchio Sanremo Top?
R: Era un programma nato nel 1994 che raccontava il Festival a distanza di un mese, basando le classifiche sulle vendite discografiche e non sul televoto.
D: Qual è il legame con Pippo Baudo?
R: Pippo Baudo condusse l’ultima edizione di Sanremo Top nel 2002 e il possibile ritorno del format viene letto anche come omaggio alla sua figura.
D: Come cambierebbe la valutazione dei brani nel 2026?
R: La misurazione passerebbe da vendite fisiche a streaming, download, airplay e certificazioni FIMI, con forte peso delle piattaforme digitali.
D: Qual è la fonte dell’indiscrezione sul nuovo Sanremo Top?
R: L’ipotesi di due serate extra collegate a Sanremo Top e a Carlo Conti è stata riportata e approfondita dal sito Fanpage in un articolo di cronaca televisiva.




