Sanremo 2026 Laura Pausini nel mirino Rai il clamoroso retroscena sulla co conduzione che fa esplodere le polemiche

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Strategia rai e scelta di laura pausini
La decisione della Rai di affiancare a Carlo Conti una figura di richiamo come Laura Pausini nasce da una strategia precisa: rafforzare l’immagine internazionale del Festival di Sanremo 2026 e consolidarne l’appeal commerciale. L’idea dei vertici di Viale Mazzini era di trasformare la presenza della cantante emiliana in un asset di prestigio, puntando sul suo curriculum globale e sulla capacità di intercettare pubblico estero e sponsor.
La scelta di renderla co-conduttrice fissa per tutte e cinque le serate avrebbe dovuto garantire continuità narrativa, riconoscibilità del format e un forte traino mediatico già in fase di lancio del palinsesto invernale. All’interno dei piani editoriali, il tandem Conti–Pausini rappresentava il perno dell’operazione Sanremo: da un lato l’esperienza televisiva del conduttore, dall’altro la potenza di fuoco discografica e social dell’artista.
Dietro le quinte, la decisione è stata valutata come un “colpo” in grado di marcare la discontinuità rispetto alle edizioni recenti, segnando una linea editoriale più istituzionale ma comunque orientata allo spettacolo pop. L’obiettivo era semplice e ambizioso: usare il nome di Laura Pausini per rilanciare l’immagine del servizio pubblico, consolidare gli ascolti e posizionare il Festival come evento centrale nella strategia di brand della prima rete Rai.
Reazioni del pubblico e polemiche sui social
Alla diffusione della notizia della co-conduzione di Laura Pausini a fianco di Carlo Conti, la risposta del pubblico si è rivelata subito spaccata. Una parte degli utenti ha accolto la decisione come un riconoscimento alla carriera internazionale dell’artista, mentre un fronte altrettanto compatto ha manifestato scetticismo e irritazione.
Sui principali social network si è registrato un flusso continuo di commenti critici, con molti utenti che contestano la centralità affidata alla cantante in tutte e cinque le serate del Festival di Sanremo 2026. In questo clima, l’operazione pensata come “valore aggiunto” si è trasformata in terreno di scontro quotidiano, con hashtag dedicati e discussioni polarizzate.
Secondo quanto riportato da Dagospia, nei corridoi della Rai sarebbe emersa sorpresa per l’intensità delle reazioni negative, considerate superiori alle attese. Il malcontento virtuale è stato descritto come una vera “pioggia di stroncature”, capace di alimentare dubbi sia sulla linea editoriale scelta sia sulla tenuta dell’intero impianto narrativo del Festival. Questo scenario, monitorato costantemente dai vertici, alimenta il timore che le polemiche online possano condizionare in anticipo la percezione del progetto televisivo e incidere sul clima di attesa attorno alla kermesse.
Impatto delle controversie sul festival di sanremo 2026
Le polemiche che circondano Laura Pausini e la sua presenza all’Ariston stanno incidendo direttamente sulla costruzione dell’immagine del Festival di Sanremo 2026. In una fase in cui la macchina promozionale dovrebbe concentrarsi sui contenuti editoriali, l’attenzione di media e pubblico è assorbita quasi esclusivamente dal dibattito sulla co-conduzione e sul nuovo singolo dell’artista.
Questo spostamento del focus rischia di indebolire la narrazione voluta da Carlo Conti come direttore artistico, costringendo la Rai a ricalibrare comunicazione e strategia per evitare che il Festival venga percepito come ostaggio delle controversie social.
L’ondata di critiche, amplificata dai fandom più aggressivi, viene monitorata con attenzione dai vertici di Viale Mazzini, preoccupati per le possibili ricadute su ascolti, investitori pubblicitari e clima interno alla produzione. Ogni nuova scintilla sui social intorno a La Dernière chanson e alla scelta della co-conduzione aumenta la pressione sul team editoriale, chiamato a blindare il progetto e a contenere i danni reputazionali prima dell’avvio ufficiale della kermesse.
FAQ
D: Perché la scelta di Laura Pausini è considerata delicata per Sanremo 2026?
R: Perché la sua co-conduzione fissa e le polemiche sul nuovo brano hanno spostato il dibattito pubblico dal Festival al caso personale dell’artista.
D: In che modo le critiche online influenzano la Rai?
R: Le reazioni sui social vengono lette come indicatore di rischio per ascolti, immagine del servizio pubblico e attrattività commerciale dell’evento.
D: Qual è il ruolo di Carlo Conti in questa fase?
R: In qualità di direttore artistico e conduttore, deve tenere insieme progetto editoriale, gestione delle polemiche e tenuta complessiva del format.
D: Le controversie possono modificare la formula del Festival?
R: Al momento non risultano cambi di rotta ufficiali, ma le tensioni potrebbero influire su toni, scalette e gestione della co-conduzione.
D: Che impatto ha la polemica sul singolo “La Dernière chanson”?
R: Aggiunge un ulteriore livello di criticità, alimentando sentiment negativo intorno alla figura di Laura Pausini alla vigilia della kermesse.
D: I vertici Rai temono ripercussioni sugli investitori?
R: Sì, perché ogni controversia che danneggia l’immagine del Festival può riflettersi sulla fiducia di sponsor e partner commerciali.
D: Qual è la fonte delle indiscrezioni sulle preoccupazioni Rai?
R: Le ricostruzioni sulle “piogge di stroncature” e sui timori interni sono state riportate, tra gli altri, dal sito di informazione Dagospia.




