Rottamazione quinquies, come cambiano i debiti locali oltre Imu e Tari
Rottamazione quinquies estesa ai debiti comunali: cosa cambia e per chi
La nuova rottamazione quinquies coinvolge chi ha debiti con i Comuni affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Un emendamento approvato in Commissione Finanze al Senato sul decreto fiscale estende la definizione agevolata a tributi locali, comprese Imu, Tari e sanzioni amministrative.
L’agevolazione riguarda i carichi iscritti a ruolo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e consente di azzerare interessi e aggi, inclusi quelli su multe stradali.
La finestra operativa dipenderà dall’adesione dei singoli Comuni, che dovranno deliberare entro il 30 giugno 2026.
I contribuenti potranno poi presentare domanda dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
La misura punta a ridurre il contenzioso locale, recuperare gettito difficilmente esigibile e offrire una via d’uscita ai contribuenti in ritardo cronico con i pagamenti.
In sintesi:
- Definizione agevolata per debiti comunali affidati alla riscossione tra 2000 e 2023.
- Dentro Imu, Tari, altri tributi locali e multe stradali solo per interessi e aggi.
- Comuni obbligati a deliberare l’adesione entro il 30 giugno 2026.
- Pagamento in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali con interesse al 3%.
Quali debiti comunali rientrano e come funziona lo sconto
L’emendamento amplia in modo sostanziale la platea della rottamazione quinquies, prevista dalla legge n. 199/2025.
Rientrano i debiti locali affidati a Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
In concreto, potranno essere definiti in forma agevolata:
Imu non versata, Tari arretrata, altri tributi comunali (ad esempio imposta sulla pubblicità, canoni e tariffe locali), sanzioni amministrative e multe stradali.
Per queste ultime resta dovuto l’importo principale della sanzione, mentre vengono stralciati interessi e somme aggiuntive maturate nel tempo.
La maggioranza di governo punta così a ridurre lo stock di crediti deteriorati degli enti locali, offrendo al tempo stesso ai contribuenti una leva per chiudere situazioni debitorie stratificate.
Il viceministro all’Economia Maurizio Leo, interpellato sulle rottamazioni fiscali, ha ricordato che il pacchetto emendativo è stato oggetto di un confronto serrato: oltre 400 gli emendamenti al vaglio della Commissione Finanze di Palazzo Madama, dopo una prima scrematura dai 540 iniziali.
Scadenze, rate e esclusioni: cosa valutare prima di aderire
I Comuni dovranno approvare e pubblicare la delibera di adesione entro il 30 giugno 2026.
Dal 15 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili ai contribuenti i dati relativi ai carichi definibili.
Le domande di adesione saranno presentabili dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
Entro fine 2026 l’Agenzia invierà la comunicazione con importo complessivo e piano di pagamento scelto.
Il saldo potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure fino a 54 rate bimestrali (9 anni) con interesse fisso del 3% annuo e rate minime da 100 euro.
Sono esclusi i debiti già inseriti in rottamazione quater o riammissione alla quater, per i quali al 30 settembre 2025 risultino pagate tutte le rate scadute.
Possono invece aderire i contribuenti decaduti da precedenti definizioni agevolate per mancato o tardivo pagamento.
La rottamazione quinquies si perde in caso di omesso o insufficiente pagamento della prima rata, o di due rate anche non consecutive: in tal caso l’agente della riscossione riattiva le ordinarie procedure e le somme già pagate restano semplici acconti.
FAQ
Quali debiti comunali posso rottamare con la rottamazione quinquies?
Possono essere definiti Imu, Tari, altri tributi locali, sanzioni amministrative e multe stradali (solo interessi e aggi) affidati alla riscossione tra 2000 e 2023.
Quando posso presentare domanda per la rottamazione dei debiti comunali?
È possibile presentare domanda di adesione dal 16 settembre 2026 al 31 ottobre 2026, dopo la delibera di adesione del proprio Comune.
Quante rate sono previste e con quali interessi annuali?
È previsto un pagamento in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure in massimo 54 rate bimestrali, con interesse fisso annuo del 3%.
Cosa succede se non pago una o più rate previste?
In caso di mancato o insufficiente pagamento della prima rata, o di due rate, decade la rottamazione e riparte la riscossione ordinaria.
Da quali fonti sono state elaborate queste informazioni sulla rottamazione quinquies?
Queste informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



