Roma, il precedente del tram deragliato e le inquietanti analogie

Tram deragliato a Milano, il confronto con il caso Roma 2001
Il deragliamento del tram in viale Vittorio Veneto a Milano, avvenuto venerdì scorso, ha causato due morti e circa cinquanta feriti. Le indagini della Procura, guidate dalla pm Elisa Calanducci, puntano a chiarire perché il convoglio, in svolta verso via Lazzaretto, viaggiasse a velocità così elevata da uscire dai binari e schiantarsi contro un edificio.
Parallelamente, gli inquirenti valutano se il sistema di sicurezza noto come pulsante dell’“uomo morto” abbia funzionato correttamente o sia stato escluso. Il caso viene ora messo a confronto con un precedente quasi fotocopia: il deragliamento del tram numero 8 a Roma, il 1° marzo 2001 al capolinea di Casaletto, ricorda l’esperto di esercizio tranviario Franco Lopes.
In sintesi:
- Il deragliamento del tram a Milano ha causato due vittime e circa cinquanta feriti.
- La Procura indaga su velocità, condizioni del conducente e funzionamento dei sistemi di sicurezza.
- Un analogo incidente avvenne a Roma nel 2001 con il tram numero 8.
- L’esperienza di Roma portò all’introduzione del sistema di controllo detto “uomo attivo”.
Analogie operative e interrogativi sui sistemi di sicurezza
Per la Procura di Milano la priorità è ricostruire la dinamica tecnica: nel decreto di sequestro delle comunicazioni tra il conducente e la centrale Atm, la pm Elisa Calanducci contesta al tranviere di aver omesso di regolare la velocità in prossimità di fermata e intersezione, affrontando la svolta a sinistra a velocità tale da determinare il deragliamento e il conseguente disastro ferroviario con omicidio colposo e lesioni colpose ipotizzati.
L’attenzione tecnica si concentra sul pulsante dell’“uomo morto”, che richiede la pressione costante del conducente: se rilasciato, fa scattare un allarme acustico e poi la frenata d’emergenza. Gli inquirenti devono stabilire se il dispositivo sia entrato in funzione, sia stato aggirato o disattivato, oppure se un improvviso malore – riferito dallo stesso conducente – abbia avuto un ruolo determinante.
Questo schema richiama da vicino il deragliamento del tram 8 a Roma nel 2001, dove il convoglio saltò l’ultima fermata, prese velocità e finì oltre il capolinea sopraelevato a Casaletto, causando oltre venti feriti ma nessuna vittima.
Dal caso Roma 2001 alle possibili evoluzioni per Milano
L’esperienza di Roma offre elementi cruciali per interpretare ciò che è accaduto a Milano. Allora, ricorda Franco Lopes, assistente del direttore d’esercizio di Atac nel 2001, gli accertamenti dimostrarono che il conducente del tram 8 aveva avuto un malore e perso conoscenza. Ma emerse anche che il sistema dell’“uomo morto” era stato disattivato per ragioni di “praticità”, pratica diffusa per evitare falsi interventi dei freni in manovra.
*“Nel momento in cui serviva, non funzionava”*, sintetizza Lopes. Da quella criticità Atac introdusse un sistema evoluto ribattezzato “uomo attivo”, basato sul monitoraggio continuo dei movimenti del conducente e capace di arrestare automaticamente il tram in presenza di comportamenti anomali.
Nel caso milanese, le risultanze peritali su velocità, stato psicofisico del conducente e log dei sistemi di bordo potrebbero spingere verso un aggiornamento degli standard di sicurezza di Atm, rilanciando il dibattito nazionale su automazione, monitoraggio in tempo reale e responsabilità gestionali nel trasporto pubblico locale.
FAQ
Che cosa ha causato il deragliamento del tram a Milano?
Al momento le cause non sono ancora accertate: si indagano velocità eccessiva, eventuale malore del conducente e funzionamento dei sistemi di sicurezza.
Come funziona il pulsante dell’“uomo morto” sui tram?
Il sistema richiede pressione continua del conducente; se rilasciato, attiva un allarme sonoro e, dopo pochi secondi, la frenata automatica d’emergenza.
Che cosa accadde al tram numero 8 di Roma nel 2001?
Nel 2001 il tram 8 deragliò oltre il capolinea di Casaletto: il conducente ebbe un malore e il dispositivo di sicurezza risultò disattivato.
Che cosa si intende per sistema di sicurezza “uomo attivo”?
È un sistema introdotto da Atac che monitora i movimenti del conducente e arresta automaticamente il tram in caso di anomalie significative.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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