Roberta Bruzzone ribalta le accuse e denuncia: io la vera perseguitata
Bruzzone respinge l’accusa di stalking e si dichiara parte offesa
La criminologa televisiva Roberta Bruzzone è indagata per presunti atti persecutori contro la pedagogista Elisabetta Sionis, consulente in casi di cronaca nera e giudice onorario del Tribunale dei minori di Cagliari.
Il procedimento, nato in Sardegna, è stato trasferito per competenza territoriale alla Procura di Roma, dove si valuta il rinvio a giudizio.
La vicenda, ricostruita da un’intervista a La Repubblica, affonda le radici nel caso del tentato femminicidio di Valentina Pitzalis e nella morte di Manuel Piredda.
Bruzzone respinge ogni addebito, nega di aver perseguitato Sionis e ribalta il quadro investigativo: *«Ma quale stalking, l’unica perseguitata qui sono io»*, affermando di essere vittima di campagne diffamatorie online e di iniziative giudiziarie strumentali.
In sintesi:
- Roberta Bruzzone indagata per presunti atti persecutori ai danni di Elisabetta Sionis.
- La criminologa nega lo stalking e sostiene di essere lei la vera perseguitata.
- La controversia nasce dal caso Pitzalis–Piredda e da consulenze tecniche contrapposte.
- Contestata anche la competenza territoriale e l’imparzialità di precedenti giudici a Cagliari.
Origine del conflitto e contenuti delle accuse incrociate
Secondo Bruzzone, la frattura con Sionis nasce dal procedimento sul tentato femminicidio di Valentina Pitzalis e sulla morte di Manuel Piredda.
La pedagogista, allora consulente, avrebbe sostenuto che la vera vittima fosse Piredda, tesi rimasta minoritaria dopo l’archiviazione: *«Forse dopo quel clamoroso fallimento professionale mi ha trasformato nel suo bersaglio»*, afferma Bruzzone.
Alla criminologa e a tre colleghi vengono attribuiti post Facebook molto duri, con espressioni come *«miserabile esistenza»*, *«da Tso»*, *«in putrefazione»*. Bruzzone replica: *«L’attribuibilità è tutta da chiarire… mi vengono contestati sei post in quattro anni. Parlare di atti persecutori è quantomeno eccessivo»*.
Nel fascicolo figurano anche chat WhatsApp e il gruppo “Barcone on the road”. Bruzzone sostiene di non essere presente nelle conversazioni rilevanti e spiega che in quel contesto si parlava di *un’altra* persona che l’avrebbe perseguitata per anni, tra profili fake, denunce e accuse estreme, fino all’istigazione al femminicidio.
Profili giudiziari, controdenunce e possibili sviluppi del caso
Un passaggio chiave riguarda l’espressione “Si merita un maluccio”, che per la difesa di Bruzzone andrebbe letta come *«sfoghi di persone esasperate che vanno contestualizzati»*.
La criminologa sottolinea che anche Elisabetta Sionis risulta indagata, per diffamazione aggravata, calunnia, falsa testimonianza e atti persecutori. Respinge, inoltre, ogni coinvolgimento in presunti fotomontaggi denigratori, allusioni sessuali e riferimenti alla figlia minorenne di Sionis: *«Che si parlasse di questa ragazzina è privo di fondamento… dei fotomontaggi non so nulla»*.
Sul piano procedurale, Bruzzone definisce «viziato» l’avviso di conclusione indagini: per lei la Procura di Cagliari sarebbe incompatibile e solo Roma sarebbe foro competente. Contesta anche il ruolo di un gip che, dopo essersi astenuto nel 2019 per “amichevole frequentazione” con Sionis, avrebbe firmato atti nel 2021. La criminologa evidenzia di non essere mai stata ascoltata dal titolare del fascicolo, lasciando prevedere un contenzioso tecnico-processuale destinato a protrarsi.
FAQ
Perché Roberta Bruzzone è indagata per stalking contro Elisabetta Sionis?
La criminologa è accusata di post offensivi, messaggi e presunte campagne diffamatorie online contro la pedagogista e giudice onorario di Cagliari.
Che ruolo ha il caso Valentina Pitzalis e Manuel Piredda nella vicenda?
Il contrasto nasce da consulenze opposte su quel procedimento: Bruzzone sostiene Pitzalis vittima, Sionis avrebbe invece indicato Piredda come parte lesa.
Elisabetta Sionis risulta a sua volta indagata dalla magistratura?
Sì, secondo Bruzzone la pedagogista è indagata per diffamazione aggravata, calunnia, falsa testimonianza e atti persecutori in procedimenti collegati.
Cosa contesta Bruzzone sulla competenza territoriale e sui giudici di Cagliari?
Bruzzone ritiene competente solo Roma e segnala l’incompatibilità della Procura di Cagliari e di un gip già autoesclusosi nel 2019.
Da quali fonti sono state ricavate e rielaborate queste informazioni giornalistiche?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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