Ripple sigla intesa strategica con Riyad Bank e rivoluziona la blockchain

Indice dei Contenuti:
RIPPLE E RIYAD BANK UNISCONO LE FORZE SULLA BLOCKCHAIN
Nuova alleanza fintech saudita
La collaborazione tra Ripple e l’unità di innovazione Jeel di Riyad Bank punta a trasformare i pagamenti e i servizi finanziari in Arabia Saudita sfruttando la tecnologia blockchain. L’intesa, formalizzata tramite memorandum of understanding, si concentra su tre pilastri: pagamenti internazionali, gestione digitale degli asset e tokenizzazione avanzata.
Annunciata su X da Reece Merrick, senior executive officer di Ripple per il Medio Oriente e l’Africa, l’iniziativa mira a testare casi d’uso concreti in grado di ridurre costi, tempi e rischi operativi nelle transazioni cross-border. Per il mercato saudita, ancora dominato da infrastrutture bancarie tradizionali, si tratta di un passaggio strategico verso standard tecnologici più competitivi.
Il progetto si inserisce nel perimetro di Vision 2030, il piano nazionale con cui il Regno intende diversificare l’economia rispetto al petrolio e posizionarsi come hub regionale per la finanza digitale. La scelta di operare con un attore globale della blockchain riflette la volontà delle istituzioni saudite di accelerare l’adozione di infrastrutture regolamentate, mantenendo al contempo un approccio prudente su cripto e stablecoin retail.
Impatto su pagamenti, custodia e token
Riyad Bank, tra le principali banche del Regno con oltre 130 miliardi di dollari in attivo a metà 2025, offre a Ripple un accesso diretto al cuore del sistema finanziario saudita. La collaborazione permetterà di sperimentare corridoi di pagamento più efficienti, destinati sia alle imprese esportatrici sia alle rimesse dei lavoratori stranieri, un segmento cruciale per il Paese.
La gestione digitale degli asset rappresenta l’altro fronte chiave: tramite soluzioni di custodia istituzionale, Jeel e Ripple potrebbero abilitare servizi per asset tokenizzati, strumenti di tesoreria e potenzialmente future emissioni di bond o prodotti strutturati su blockchain. In questa fase, l’obiettivo è ridurre la complessità operativa delle banche e migliorare la trasparenza delle riconciliazioni.
La tokenizzazione, supportata dall’infrastruttura di Ripple e dal XRP Ledger, consente di rappresentare digitalmente asset tradizionali mantenendo compliance e controlli. Il ledger ha già superato 1 miliardo di dollari in asset tokenizzati, spinto dal successo del stablecoin istituzionale Ripple USD (RLUSD) e dalla tokenizzazione di Treasury statunitensi e fondi, segnando un salto di qualità nell’uso della blockchain in finanza regolamentata.
Medio Oriente tra regolazione e crescita
L’accordo in Arabia Saudita arriva mentre l’intero Medio Oriente accelera sull’innovazione digitale. Gli Emirati Arabi Uniti, in particolare Dubai e Abu Dhabi, sono diventati poli regionali per asset digitali grazie a regole chiare su exchange, custodia e stablecoin, come riportato da Cointelegraph. Questo quadro normativo ha attratto player globali e creato un ecosistema favorevole alla sperimentazione.
Ripple ha rafforzato la propria presenza nella regione, ottenendo approvazioni per l’emissione e l’uso istituzionale di RLUSD come strumento per regolamenti e pagamenti all’ingrosso, superando 1,3 miliardi di dollari in circolazione. Il modello emiratino funge da benchmark implicito per i regolatori sauditi, che adottano una traiettoria più prudente ma orientata alla convergenza con gli standard globali.
Nel frattempo, la tokenizzazione su blockchain pubbliche sta diventando un trend strutturale: l’utilizzo del XRP Ledger per rappresentare strumenti finanziari tradizionali conferma l’interesse degli istituzionali per soluzioni interoperabili, programmabili e verificabili on-chain. La partnership saudita contribuisce a spostare l’attenzione dalla speculazione sulle criptovalute a casi d’uso concreti in ambito bancario e infrastrutturale.
FAQ
D: Qual è l’obiettivo principale dell’accordo tra Ripple e Jeel?
R: Testare soluzioni blockchain per pagamenti internazionali, gestione digitale degli asset e tokenizzazione in ambito bancario saudita.
D: In che modo l’iniziativa si collega a Vision 2030?
R: Supporta la strategia saudita di diversificazione economica, promuovendo servizi finanziari avanzati e infrastrutture digitali allineate agli standard globali.
D: Quale ruolo svolge Riyad Bank in questa collaborazione?
R: Fornisce il contesto operativo e regolamentare per sperimentare servizi basati su blockchain, sfruttando la propria posizione centrale nel sistema finanziario saudita.
D: Che cosa distingue RLUSD dagli altri stablecoin?
R: È progettato per usi istituzionali, come pagamenti e regolamenti all’ingrosso, con forte enfasi su compliance e integrazione nei sistemi bancari esistenti.
D: Perché il XRP Ledger è rilevante per la tokenizzazione?
R: Offre un’infrastruttura pubblica ottimizzata per pagamenti e asset tokenizzati, con costi ridotti e finalità rapida delle transazioni.
D: Qual è il peso del Medio Oriente nel mercato globale degli asset digitali?
R: La regione, guidata da Emirati e ora Arabia Saudita, è diventata un hub regolamentato che attrae operatori globali e capitali per progetti blockchain.
D: Quali vantaggi possono ottenere le imprese saudite da questi progetti?
R: Pagamenti cross-border più rapidi, minori costi di intermediazione, maggiore trasparenza e accesso a nuovi strumenti di finanziamento basati su token.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata per il contesto regionale?
R: Le dinamiche normative e di mercato nel Medio Oriente sono state riportate e analizzate da Cointelegraph, utilizzata come riferimento informativo nel presente articolo.




