Riabilitazione post-ustioni a Crans-Montana: innovazioni e sfide per il recupero fisico di pazienti gravi

Indice dei Contenuti:
Crans-Montana, la sfida della riabilitazione post-ustioni
Cliniche specializzate e nuova emergenza
Nel silenzio delle montagne, le cliniche della SUVA si preparano a una delle sfide più dure del sistema sanitario svizzero: la presa in carico coordinata dei sopravvissuti al rogo di Crans-Montana. A Sion e nel canton Argovia, strutture abituate a trattare una trentina di grandi ustionati l’anno stanno riconfigurando personale, turni e letti per un afflusso improvvisamente più elevato.
Il direttore, il ticinese Gianni Roberto Rossi, conferma un punto chiave: oggi queste due cliniche sono le uniche, nel panorama elvetico, ad essere interamente dedicate alla riabilitazione post-ustioni gravi. Non si tratta solo di fisioterapia, ma di un percorso integrato che dura mesi e coinvolge chirurgia plastica, terapia occupazionale, logopedia, supporto psicologico e reinserimento sociale.
La parola d’ordine è “continuità di cura”: dal reparto di terapia intensiva ospedaliera al letto di riabilitazione, fino al rientro in famiglia e al lavoro. Ogni ritardo nella presa in carico può aggravare cicatrici, rigidità articolari e traumi emotivi, rendendo la prognosi funzionale molto più severa.
Corpo, mente e ruolo attivo dei pazienti
Lo staff multidisciplinare guidato da Rossi lavora su due fronti inseparabili: la ricostruzione fisica e la tenuta psicologica. Le équipe comprendono psicologi e psichiatri specializzati in trauma, affiancati ai terapisti della riabilitazione e ai chirurghi plastici dei centri universitari di riferimento.
L’approccio è chiaramente partecipativo: il paziente non è un soggetto passivo, ma co-protagonista del risultato clinico. Il successo della riabilitazione dipende in larga parte dalla capacità di sopportare trattamenti dolorosi, esercizi ripetitivi, gestione quotidiana delle cicatrici e dei tutori compressivi. Per questo l’alleanza terapeutica diventa strategica quanto qualsiasi intervento chirurgico.
Le ustioni non lasciano solo esiti fisici. Disturbi del sonno, flashback dell’incendio, senso di colpa per i compagni che non ce l’hanno fatta e paura del giudizio per le cicatrici visibili vengono affrontati con protocolli mirati di psicoterapia del trauma. L’obiettivo non è cancellare quanto accaduto, ma permettere alla persona di rientrare nella propria vita con nuovi strumenti di gestione emotiva.
Giovani pazienti, famiglie e formazione interna
Molte delle persone che raggiungeranno Sion dopo l’incendio sono adolescenti o giovani adulti. In questi casi la riabilitazione deve tenere conto della crescita ossea e muscolare ancora in corso: cicatrici retraenti e innesti cutanei vanno monitorati in stretta collaborazione con la chirurgia plastica per evitare limitazioni permanenti di movimento.
La dimensione familiare è decisiva. Per ragazzi di 15 anni, la presenza di genitori e fratelli non è un semplice conforto, ma parte integrante del progetto terapeutico. Le cliniche SUVA hanno previsto soluzioni di alloggio per le famiglie, soprattutto per chi arriva dalla Svizzera romanda, riducendo la distanza emotiva e logistica nei momenti più delicati del percorso.
Per far fronte all’aumento di casi, dalla data simbolica del 1° gennaio è partita una formazione interna intensiva: nuovi professionisti saranno integrati nei reparti e formati sul campo alla cura dei grandi ustionati. Il personale aggiuntivo entrerà con competenze generali, per poi acquisire, grazie a percorsi mirati, le conoscenze iper-specialistiche richieste da una riabilitazione tanto complessa quanto cruciale.
FAQ
D: Dove si trovano le principali strutture svizzere per la riabilitazione post-ustioni?
R: Le due cliniche specializzate della SUVA sono nel canton Argovia e a Sion, in Vallese.
D: Quanti grandi ustionati trattano mediamente ogni anno queste cliniche?
R: In condizioni ordinarie seguono circa una trentina di pazienti con ustioni gravi all’anno.
D: Perché sono decisive nella gestione dei sopravvissuti a Crans-Montana?
R: Sono le uniche strutture svizzere interamente dedicate alla riabilitazione complessa dopo ustioni estese.
D: Chi guida le due cliniche SUVA coinvolte?
R: La direzione è affidata al ticinese Gianni Roberto Rossi, responsabile della strategia clinica e organizzativa.
D: Quali figure professionali seguono i pazienti durante la riabilitazione?
R: L’équipe include fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi, psichiatri e chirurghi plastici dei centri universitari.
D: In che modo i giovani pazienti vengono seguiti in modo specifico?
R: Si considerano crescita, cicatrici e impatto psicosociale, con forte coinvolgimento della famiglia nel percorso terapeutico.
D: Il personale è sufficiente a gestire l’aumento di ricoveri?
R: Le cliniche stanno rafforzando le risorse attraverso formazione interna continua e integrazione di nuovi professionisti.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle informazioni citate?
R: I contenuti sono ispirati al servizio di “Prima Ora”, firmato da Fabio Storni e M. Ang., sul dramma di Crans-Montana e sul ruolo delle cliniche SUVA nella riabilitazione.




