Red Carpet 2 convince a metà ma strappa risate sincere nonostante evidenti limiti di scrittura

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Red Carpet 2 convince a metà ma strappa risate sincere nonostante evidenti limiti di scrittura
Gioco, vip e dinamiche del format
La seconda stagione del game show di Prime Video mette in scena un’arena caotica dove comici e celebrità si inseguono tra sfide fisiche e imprevisti regolamentari. Il cuore del programma è il confronto tra tre squadre di bodyguard comici e un ristretto parterre di dive televisive alle prese con percorsi a ostacoli in stile parco acquatico.
Il cast funziona: tra i bodyguard spiccano Gli Autogol (Rollo, Michele e Alessandro), affiancati da Antonio Ornano, Valentina Cardinali, Alessandro Ciacci, Alessandro Betti, Gianluca “Scintilla” Fubelli e Giulia Vecchio.
Sul fronte delle dive la linea è dichiaratamente pop: Flavia Vento, Pamela Prati, Alba Parietti nella prima parte, poi Federica Nargi e Giulia Salemi, tutte chiamate a giocare con il proprio personaggio pubblico tra paure, capricci e autoironia.
Location, regia e limiti di scrittura
La scelta dell’aquapark in provincia di Novara, in Piemonte, restituisce un colpo d’occhio funzionale, pur lontano dai budget dei grandi format internazionali di Prime Video come Beast Games. Scivoli, vasche e attrazioni vengono adattati in chiave slapstick, con un’estetica più vicina a The Traitors Italia che a un colosso globale.
La regia punta su ritmo e montaggio serrato per coprire evidenti fragilità di scrittura: regole spiegate “in corsa”, cambi di meccanica improvvisati e prove spesso ridotte a semplici cadute in acqua. Le esitazioni di alcune vip davanti a ostacoli elementari, come uno scivolo d’acqua, obbligano Alessia Marcuzzi e la Gialappa’s Band a continui aggiustamenti in tempo reale.
È qui che emergono le crepe narrative: mancano una struttura competitiva realmente tesa e un arco di gara coerente, sostituiti da una sequenza di sketch che vive più sulle reazioni dei protagonisti che sul design delle sfide.
Comicità, target e giudizio critico
L’anima del programma resta l’ironia corrosiva di Marco Santin e Giorgio Gherarducci, eredi diretti dell’epoca Mai Dire Banzai e del lontano adattamento di Takeshi’s Castle. La comicità è dichiaratamente italiana: auto-sabotante, improvvisata, capace di trasformare errori produttivi e goffaggini fisiche in running gag.
Il pubblico ideale è quello che cerca una fruizione rapida e leggera su Prime Video: quattro episodi che privilegiano la battuta al gesto atletico, la reazione sopra le regole del game. L’assenza di veri momenti “adrenalinici” viene compensata da un flusso continuo di commenti fuori campo, inciampi e siparietti tra conduttrice, comici e ospiti.
Il risultato complessivo è diseguale ma efficace: intrattenimento da binge serale che non punta all’eccellenza formale, ma a una risata spontanea e frequente. Il voto di sintesi si assesta su un solido 7, trainato più dalla verve della Gialappa’s Band che dalla tenuta del format in sé.
FAQ
D: Dove è disponibile lo show?
R: La seconda stagione è in streaming su Prime Video con 4 episodi.
D: Chi conduce il programma?
R: La conduzione è affidata ad Alessia Marcuzzi con i commenti della Gialappa’s Band.
D: In che location è stato girato?
R: Le prove sono state registrate in un aquapark in provincia di Novara, in Piemonte.
D: Quali comici compongono le squadre di bodyguard?
R: Tra i protagonisti ci sono Gli Autogol, Antonio Ornano, Valentina Cardinali, Alessandro Ciacci, Alessandro Betti, Gianluca “Scintilla” Fubelli e Giulia Vecchio.
D: Quali vip partecipano come dive da proteggere?
R: Tra le dive figurano Flavia Vento, Pamela Prati, Alba Parietti, Federica Nargi e Giulia Salemi.
D: Lo show punta più sulla comicità o sulle prove fisiche?
R: Il baricentro è nettamente sulla comicità, con le sfide usate come pretesto per gag e battute.
D: Il format è adatto a tutta la famiglia?
R: Sì, il tono è leggero e generalista, pensato per un pubblico ampio in cerca di intrattenimento senza impegno.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: L’analisi si ispira a una recensione pubblicata da un portale specializzato in streaming e televisione, con struttura e contenuti rielaborati in chiave SEO giornalistica.




