Puff Daddy travolto dalle accuse: dipendenti senza paga mentre lui è in cella, la difesa rassicura
Indice dei Contenuti:
Gestione dei pagamenti contestata
Puff Daddy resta al centro di una disputa sui compensi: fonti riportate da TMZ sostengono che diversi dipendenti siano furiosi perché non ricevono pagamenti mentre l’artista è detenuto. Le stesse fonti parlano di stipendi bloccati e di ritardi che riguarderebbero anche professionisti esterni impegnati sulle sue cause civili.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Secondo quanto trapelato, alcuni avvocati non avrebbero visto saldati i propri onorari e tra lo staff si registrerebbero malumori, con almeno una dimissione già avvenuta. La gestione “rigida” dei flussi finanziari sarebbe al centro delle lamentele, alimentando tensioni interne e incertezze operative.
L’episodio evidenzia una frattura tra chi reclama pagamenti puntuali e la macchina amministrativa che, in assenza diretta del fondatore, applica controlli e verifiche più stringenti. Le ricadute si riflettono sulla continuità delle attività legali e organizzative legate al marchio dell’ex magnate dell’hip hop.
Replica del legale e smentite
Il rappresentante di Puff Daddy, Juda Engelmayer, respinge le accuse: “Persone, personale e avvocati vengono tutti pagati e nessuno se ne va”. Sostiene che l’artista gestisca in autonomia le proprie finanze, con liquidazioni effettuate dopo verifiche ordinarie.
Engelmayer chiarisce che ogni compenso viene corrisposto al termine del lavoro e solo dopo conferma e revisione, negando ritardi sistematici o criticità nella catena dei pagamenti.
La versione del legale punta a smontare la narrativa sui mancati stipendi, presentando un sistema di controllo come prassi di gestione e non come blocco ai flussi economici.
Ruolo di tri star e vincoli di budget
Secondo TMZ, la gestione patrimoniale di Puff Daddy è affidata a Tri Star Sports & Entertainment, che avrebbe imposto controlli serrati sull’accesso ai fondi. Le fonti parlano di vincoli tali da rallentare i pagamenti verso professionisti e staff, alimentando attriti interni.
Alla famiglia Combs non sarebbe concesso un accesso illimitato alle risorse: opererebbe entro un budget prestabilito, con importi e frequenza non divulgati.
Se le spese superano il tetto, è richiesta la presentazione di fatture a Tri Star, che – riferisce il sito – non sempre approverebbe le richieste, creando ulteriori attese e incertezze operative.
Situazione legale e detenzione di puff daddy
Puff Daddy sta scontando una pena di 50 mesi per reati legati alla prostituzione presso l’FCI Fort Dix, struttura federale a bassa sicurezza nel New Jersey, con una multa aggiuntiva di 500mila dollari.
La detenzione limita l’accesso diretto dell’ex produttore alle proprie risorse e alla gestione quotidiana, incidendo sulla tempestività dei processi amministrativi e legali.
Il quadro giudiziario, tra condanna e cause civili parallele, alimenta pressioni su team e fornitori, rendendo più stringenti i protocolli di verifica prima di ogni esborso.
FAQ
- Qual è la struttura in cui è detenuto Puff Daddy?
Presso l’FCI Fort Dix, carcere federale di bassa sicurezza nel New Jersey. - Qual è la durata della condanna?
Una pena di 50 mesi. - È prevista una sanzione economica?
Sì, una multa di 500mila dollari. - La detenzione influisce sulla gestione finanziaria?
Sì, limita l’accesso diretto e rende più rigidi i controlli sui pagamenti. - Ci sono anche cause civili in corso?
Sì, sono citate cause civili che coinvolgono legali e staff. - Chi supervisiona i fondi durante la detenzione?
La gestione è attribuita a Tri Star Sports & Entertainment, con procedure di verifica prima degli esborsi.




