Procuratrice Pilloud sotto accusa a Crans-Montana per legami politici sospetti

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Crans-Montana, la procuratrice Pilloud nella bufera: “È nello stesso partito del sindaco”
Indagine nel mirino
La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, è finita sotto pressione politica e mediatica dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a diversi giovani italiani nel locale Le Constellation. In un contesto già carico di tensioni diplomatiche, la magistrata ha precisato di non essere stata lei a ordinare la scarcerazione di Jacques Moretti, gestore del locale, ma di aver applicato le decisioni del Tribunale delle misure coercitive. «Non voglio provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera, ma non cederò a eventuali pressioni», ha dichiarato, ricordando di aver invitato l’ambasciatore italiano a rivolgersi al tribunale o alle autorità federali competenti.
La gestione delle prime fasi dell’inchiesta viene contestata dagli avvocati delle famiglie delle vittime, che denunciano ritardi negli arresti e l’assenza di perquisizioni nelle abitazioni dei Moretti e di Jessica Maric. La liberazione iniziale della coppia è stata giustificata con l’assenza di pericolo di fuga, motivazione giudicata insufficiente dai legali delle parti civili alla luce della gravità dei fatti e della risonanza internazionale del caso.
Altre critiche riguardano la scelta di non disporre subito il sequestro della documentazione del locale: i documenti sono arrivati in Procura per iniziativa del responsabile della sicurezza, senza un ordine formale di sequestro. Per i familiari delle vittime, questa decisione ha potenzialmente indebolito la catena di custodia degli atti e rischia di alimentare dubbi sull’integrità probatoria dell’indagine.
Veleni politici e conflitti di interesse
L’elezione di Béatrice Pilloud a procuratrice generale è frutto di un accordo politico trasversale tra i partiti del Canton Vallese, dove la carica è elettiva. Laureata a Neuchâtel e 50enne, è stata sostenuta sia da forze di destra che di sinistra, battendo il candidato centrista Olivier Elsig. Decisivo è stato l’appoggio del blocco che include il Partito liberale radicale, formazione alla quale appartengono anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, e il capo del Dipartimento cantonale di sicurezza, Stéphane Ganzer.
Questa coincidenza politica alimenta i sospetti di conflitto di interessi: la magistrata che guida l’inchiesta appartiene allo stesso schieramento del sindaco e del responsabile politico della sicurezza cantonale, entrambi direttamente esposti alle ricadute istituzionali della tragedia. Già il giorno dopo la strage, la procuratrice si è presentata in conferenza stampa proprio al fianco di Féraud e Ganzer, in un’immagine che ha fatto il giro dei media e che ora viene riletta come simbolo di eccessiva prossimità tra politica e giustizia.
In quella occasione, il sindaco aveva affermato che il municipio era «estraneo alla vicenda» e si era detto pronto a costituirsi parte civile, prendendo le distanze da ogni ipotesi di responsabilità diretta dell’amministrazione. Oggi quelle parole vengono messe in discussione dalla scoperta di gravi lacune nei controlli comunali di sicurezza e prevenzione incendi, al centro delle accuse di negligenza istituzionale.
Controlli mancati e richiesta di procuratore speciale
Le verifiche successive hanno rivelato l’esistenza di un organo municipale di controllo che, tra il 2020 e il 2025, non ha mai sottoposto il bar Le Constellation a un’ispezione antincendio. Lo stesso Consiglio comunale di Crans-Montana ha ammesso ufficialmente: «Nel solo 2025 sono stati effettuati oltre 1.400 controlli antincendio sul territorio comunale, ma deploriamo amaramente di aver scoperto una carenza nei controlli periodici di questo esercizio nel periodo 2020-2025». In sostanza, il locale non è stato controllato per cinque anni, nonostante l’intenso afflusso di pubblico e il rischio intrinseco legato alle attività notturne.
Questa falla sistemica alimenta l’ipotesi di responsabilità diffuse, che vanno oltre la gestione del locale e investono direttamente il livello municipale e, per riflesso, quello cantonale. Proprio per questo alcuni avvocati delle famiglie delle vittime hanno chiesto la nomina di un procuratore straordinario, indipendente dal quadro politico locale e in grado di garantire massima imparzialità. La richiesta è stata respinta da Pilloud, che ha ricordato come il fascicolo sia nelle mani dell’Ufficio centrale del Ministero pubblico del Canton Vallese, organo competente per i casi di particolare importanza e per gli eventi con forte risonanza mediatica.
La decisione non ha placato le critiche, soprattutto in Italia, dove parenti e opinione pubblica percepiscono il rischio di un’indagine condizionata da rapporti di forza interni al cantone. La procuratrice insiste però sulla propria autonomia e ribadisce di non voler subire pressioni esterne, rimandando ogni interlocuzione politica al Consiglio federale e all’Ufficio federale di giustizia.
FAQ
D: Chi è la procuratrice che guida l’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana?
R: Si tratta di Béatrice Pilloud, procuratrice generale del Canton Vallese, eletta con il sostegno di un’ampia coalizione politica cantonale.
D: Perché la scarcerazione di Jacques Moretti è al centro delle polemiche?
R: La liberazione iniziale di Jacques Moretti è stata motivata dall’assenza di pericolo di fuga, ma i familiari delle vittime contestano la scelta, ritenendola sproporzionata alla gravità del caso.
D: La procuratrice ha ordinato lei la scarcerazione?
R: No, Pilloud precisa che la decisione è stata presa dal Tribunale delle misure coercitive, cui ha rimandato anche l’ambasciatore italiano per ogni chiarimento ufficiale.
D: Perché si parla di possibile conflitto di interessi?
R: Perché la procuratrice e il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, appartengono allo stesso partito, il Partito liberale radicale, così come il capo della sicurezza cantonale Stéphane Ganzer.
D: Che cosa è emerso sui controlli antincendio del locale Le Constellation?
R: È emerso che il bar Le Constellation non è stato sottoposto a controlli antincendio tra il 2020 e il 2025, nonostante oltre 1.400 ispezioni effettuate nello stesso periodo nel resto del comune.
D: Perché alcuni avvocati chiedono un procuratore straordinario?
R: Gli avvocati delle famiglie delle vittime ritengono necessaria una figura esterna al contesto politico locale per garantire piena indipendenza e trasparenza dell’indagine.
D: Qual è la posizione ufficiale di Pilloud sulle pressioni dall’Italia?
R: La procuratrice afferma di non voler cedere a pressioni delle autorità italiane e invita a rivolgersi alle istanze politiche svizzere, come il Consiglio federale e l’Ufficio federale di giustizia.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata nel caso?
R: Le informazioni riprendono e rielaborano contenuti emersi sulla stampa italiana e svizzera, in particolare da un’inchiesta pubblicata da Il Messaggero sul ruolo di Béatrice Pilloud e sui rapporti con le autorità di Crans-Montana.




