Procura indaga su Claudio Carlomagno, omicidio della moglie tra versioni contrastanti, lacune e corpo irriconoscibile

Indice dei Contenuti:
Federica Torzullo, Claudio Carlomagno: ecco come e perché ha ucciso la moglie. La Procura: punti oscuri, corpo irriconoscibile
La ricostruzione di quella mattina
Secondo il racconto di Claudio Agostino Carlomagno, il conflitto esplode all’alba del 9 gennaio 2026 nell’appartamento di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, dove viveva con la moglie Federica Torzullo e il figlio minore. La lite, descritta come l’ennesimo scontro familiare, sarebbe degenerata in pochi minuti, fino alla violenza estrema. Carlomagno sostiene di aver perso il controllo, colpendo la donna in modo ripetuto e fatale.
Il figlio, secondo le prime informazioni, non avrebbe assistito direttamente alla fase più cruenta, ma resta da verificare ogni dettaglio della sua presenza in casa in quelle ore. La versione del marito, ora al vaglio degli inquirenti, colloca l’azione omicida in un arco temporale ristretto, tra la routine mattutina e la scomparsa improvvisa della donna. Gli investigatori stanno incrociando orari, celle telefoniche, messaggi e telecamere di zona per verificare aderenza e falle nel racconto.
La confessione, arrivata dopo giorni di silenzio e mezze verità, ha cambiato il quadro investigativo ma non ha chiuso il caso. Rimangono passaggi ancora non spiegati sui minuti che separano l’ultima lite dall’ipotesi di occultamento del corpo.
I punti oscuri dell’indagine
La Procura di Civitavecchia contesta a Carlomagno i reati di femminicidio e occultamento di cadavere, evidenziando “zone d’ombra” decisive. L’uomo ammette l’uccisione, ma fornisce una versione giudicata parziale, con buchi temporali e passaggi considerati poco credibili. Non è chiaro, ad esempio, come abbia gestito il corpo di Federica Torzullo nelle ore successive, né con quali mezzi lo abbia trasportato fuori dall’abitazione.
Le ricerche si sono concentrate tra il territorio di Anguillara Sabazia, le campagne limitrofe e le aree boschive che costeggiano il lago di Bracciano, con l’impiego di unità cinofile, droni e sommozzatori. Gli inquirenti parlano di un “corpo irriconoscibile”, facendo intendere che le condizioni dei resti – o le modalità di dispersione – rendono complesso il lavoro di identificazione scientifica e di ricostruzione delle lesioni.
Autopsia, tracciamento digitale, tabulati e perizie forensi diventano così centrali per colmare le lacune narrative dell’indagato. La confessione, pur pesante sotto il profilo probatorio, non basta: il quadro accusatorio punta a dimostrare premeditazione, consapevolezza e volontà di cancellare tracce e identità della vittima.
Il profilo di coppia e il contesto familiare
La figura di Federica Torzullo, 41 anni, emerge come quella di una donna inserita nel tessuto sociale locale, impegnata tra lavoro e gestione familiare. Con il marito Claudio Agostino Carlomagno il rapporto era segnato, secondo conoscenti e primi riscontri, da tensioni crescenti, litigi ripetuti e un clima domestico sempre più pesante. Sullo sfondo, problemi economici, gelosie e frustrazioni personali che avrebbero inasprito la convivenza.
Gli inquirenti stanno acquisendo testimonianze di amici, colleghi, vicini di casa, per delineare una cronologia delle crisi di coppia e verificare eventuali precedenti episodi di maltrattamenti o minacce. Il contesto familiare è decisivo anche per comprendere la posizione del figlio, improvvisamente rimasto senza madre e con il padre in carcere. I servizi sociali stanno lavorando con la magistratura minorile per garantirgli protezione e supporto psicologico.
La vicenda si inserisce in un quadro nazionale di allarme sulla violenza di genere, con la procura che sottolinea l’importanza di interventi tempestivi su segnali premonitori spesso sottovalutati. Ogni dettaglio della relazione tra i coniugi diventa ora possibile chiave di lettura del passaggio dall’escalation verbale all’omicidio.
FAQ
D: Chi è l’indagato principale nel caso?
R: L’indagato è Claudio Agostino Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di femminicidio e occultamento di cadavere.
D: Cosa ha detto l’uomo durante l’udienza di convalida?
R: Ha ammesso le proprie presunte responsabilità, fornendo una ricostruzione di oltre sei ore davanti al gip di Civitavecchia.
D: Dove sarebbe avvenuto l’omicidio?
R: All’interno dell’abitazione di famiglia a Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, la mattina del 9 gennaio 2026.
D: Qual è il ruolo della Procura in questa fase?
R: La Procura di Civitavecchia coordina indagini, accertamenti forensi e verifiche sulla versione resa dall’indagato.
D: Perché si parla di corpo “irriconoscibile”?
R: Le condizioni dei resti – o le modalità di occultamento – rendono difficili identificazione e analisi dettagliata delle lesioni.
D: Che cosa si sa del figlio della coppia?
R: È minorenne, non sarebbe stato testimone diretto delle fasi più violente ed è ora seguito da servizi sociali e autorità competenti.
D: Quali elementi restano ancora da chiarire?
R: Mancano risposte su tempi, modalità di trasporto e gestione del corpo, oltre che su eventuali aiuti o complicità.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni principali derivano da ricostruzioni di stampa nazionale e locale, tra cui le cronache giudiziarie pubblicate da testate come Corriere della Sera e quotidiani dell’area di Roma.




